Ambiente | funivia di Tires

“Prendiamo atto”

La Tierser Seilbahn AG diffonde una nota in cui afferma di non essere preoccupata dell’azione legale delle associazioni ambientaliste contro la sanatoria della funivia.
funivia tires
Foto: ivan goller

“Una procedura in linea con le aspettative”. Niente di più, niente di meno trasparisce dalla linea tenuta dalla Tierser Seilbahn AG che risponde all’azione legale intrapresa dalle associazioni ambientaliste e alpinistiche dell'Alto Adige contro la sanatoria che ha permesso di legalizzare la discussa funivia.

Per la funivia Tires-malga Frommer (pagata con un contributo a fondo perduto di 11.3 milioni di euro di fondi pubblica) la società costruttrice, la Tierser Seilbahn, non ha ottenuto le autorizzazioni paesaggistiche necessarie ai sensi della legge provinciale territorio e paesaggio. Durante la fase di costruzione, la classica funivia si è trasformata in una funivia cabrio, con una modifica delle stazioni di valle e di monte per permettere l'accesso al tetto della cabina, costruendo esattamente 973 m3 in più rispetto al progetto autorizzato.
La società, i comuni e la Provincia hanno invece trovato una soluzione molto controversa si sono accordati per l’internamento dei locali, lasciando immutato il danno paesaggistico, per compensare la volumetria costruita in eccesso. 
“L'escamotage utilizzato per sanare le difformità della funivia di Tires non dovrebbe essere mai più ripetuto in Provincia di Bolzano”, hanno scritto le associazioni in una nota congiunta per spiegare le ragioni dell’azione legale davanti al Tribunale amministrativo di Bolzano.

Non si tratta di un "trucco", ma dell'applicazione di una legge valida


Di altro avviso, la Tierser Seilbahn AG che afferma semplicemente di prendere atto dell'appello delle associazioni ambientaliste.
“L'azienda è tranquilla sull'eventualità di un procedimento legale, in quanto i fatti del caso sono già stati esaminati in dettaglio dalle autorità regionali competenti e dalla Procura della Repubblica – scrivono in una nota –  Il progetto di risanamento è stato confermato come ammissibile. Contrariamente a quanto sostenuto dalle associazioni - conclude la società - non si tratta di un "trucco", ma dell'applicazione di una legge valida”.