Ambiente | Dal Trentino

Infografica: la mela del Trentino dà i numeri

Secondi a noi nella produzione di mele, ma ci superano nell'utilizzo di pesticidi e fitofarmaci.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

La provincia di Trento, come quella di Bolzano, fanno molta pubblicità sulla quantità e qualità delle mele prodotte sul loro territorio. In effetti, i dati ISTAT ci raccontano che più della metà delle mele prodotte in Italia vengono dalla nostra regione, e nella Provincia di Trento nel 2009 sono stati prodotti ben 4.212.250 quintali di mel. La coltivazione intensiva delle mele impegna 11.000 ettari del territorio trentino, circa il 2% del totale, e dà lavoro a un gran numero di persone. Ma ogni cosa ha il suo prezzo.
 

Si parla sempre più dell'impiego in grandi quantità di fitofarmaci e prodotti chimici durante l'arco dell'anno per la produzione del biblico frutto proibito. Per la coltivazione intensiva delle mele si usano, infatti, svariate migliaia di chilogrammi di fungicidi, insetticidi ed erbicidi, le cui ricadute sulla salute delle persone sono ancora poco chiare.

Certo fa riflettere quanto è accaduto nell'altra metà della regione. Negli ultimi 15 anni la Provincia Autonoma di Bolzano ha gradualmente ridotto la quantità di fitofarmaci non biologici utilizzati nella meli-coltura, producendo molte più mele in un territorio agricolo più vasto rispetto a quello della provincia di Trento. Questa decisione è stata presa anche per soddisfare le richieste dei cittadini, catalizzata nel 2009 dal WWF dell'Alto Adige – Süditorl che ha promosso una campagna contro l'uso eccessivo di pesticidi: “Mele chimiche in Alto Adige? No grazie”.

In Trentino la problematica sull’uso dei fitofarmaci è stata da poco aperta; in Val di Non, dove la coltivazione delle mele è ormai più che intensiva, si è formato un comitato di cittadini che chiede risposte, certezze e soprattutto salute.

Forse qualcosa si sta muovendo: di recente l'azienda Melinda, leader provinciale nella produzione di mele, ha stipulato un contratto per aumentare la coltivazione biologica in Val di Non. Sta forse cambiando qualcosa?

 


 

 

 

A questo indirizzo il comunicato stampa del progetto MelaBio di Melinda.

Qui trovate l'appello del Comitato per il Diritto alla Salute in Val di Non.