Arlecchino muto per spavento
Foto: Teatro Stabile
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Teatro Stabile FUORI

Arlecchino muto per spavento

1716. Dopo quindici anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino e lo fanno con una compagnia di tutto rispetto.
Di
Ritratto di Michael Denzer
Michael Denzer22.05.2022
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Luigi Riccoboni in arte Lelio, capocomico della troupe, si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini, pronto a sostituire lo scomparso e amato Evaristo Gherardi. Ma il Visentini non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto...per spavento!
Stivalaccio Teatro decide di portare in scena nove attori su di un canovaccio inedito, poggiandosi sull’arte attorale e quindi sugli strumenti propri del commediante dell’arte: la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione. Scegliere Arlecchino oggi significa, per la compagnia vicentina che ha fatto del teatro popolare la propria bandiera, ritrovare il pubblico dopo un periodo di forzato distacco, di terribile crisi umana e sociale.
 
Spettacolo a ingresso libero.
 
Ispirato al canovaccio „Arlequin muet par crainte“ di Luigi Riccoboni
soggetto originale e regia di Marco Zoppello
con (in o.a.) Sara Allevi, Marie Coutance,
Matteo Cremon, Anna De Franceschi,
Pierdomenico Simone, Michele Mori, Stefano
Rota, Maria Luisa Zaltron, Marco Zoppello

 
Produzione:
Stivalaccio Teatro, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile Verona

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