Ambiente | RIFIUTI ABBANDONATI

LE AUTORITA' COMPETENTI

A OGNUNO IL SUO COMPITO
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: Di Valerio Riccardo

I giovani arrabbiati ma non molto, imbrattano quadri e monumenti con colori all'acqua tanto che il danno è presto rimovibile. C'è chi si schiera dalla loro parte chi contro. Quelli contro sono quelli della “ vecchia guardia “ quelli del posto fisso e ben remunerato. Molti di essi siedono al parlamento da una trentina di anni che votare è una lotta contro il maldistomaco....ma è quella la legge elettorale e verrà modificata in un prossimo lontano futuro! Del problema climatico non sono visibilmente preoccupati almeno da quello che si percepisce riguardo alle azioni intraprese in loco e a livello globale. A Davos si occupano del metaverso. Il pensiero è quello debole ma l'azione lo è ancora di più.Lottare per il “ Clima “ non significa comunque solo finanziare le tecnologie che permettono di sostituire i combustibili fossili, ma implica un monitoraggio costante delle situazione ambientale.

La tabella di cui sopra è lampante: l'Italia è piena di delinquenti ambientali e abbassare la guardia diventa un reato esso stesso. Girare la testa dall'altra parte facendo finta di nulla? I reati di cui sopra si concentrano come al solito al Sud: i capofila sono la Calabria, la Puglia, la Sicilia, la Campania seguiti risalendo la Penisola dalla regione Lazio e a quanto pare dalla dolce Toscana. Viaggiare per lo stivale cosa che ho fatto proprio nell'anno 2021, significa imbattersi certamente in quella piaga. L'ambiente è devastato a macchia di leopardo ma in tutte le regioni d'Italia che il vicino Veneto è maestro di cementificazione incontrollata. 

Il grafico che segue permette di fare il punto riguardo ai reati commessi:

Fissando l'attenzione sulle fette di torta più grosse abbiamo al solito la cementificazione non autorizzata con prelievi di sabbia e ghiaia non consentiti e depauperamento dei suoli alla velocità di 15 ettari al giorno. Seguono poi i rifiuti di cui quelli più visibili si ammucchiano intorno ai cassonetti della capitale e delle altre città più o meno grandi. Molti sono quelli abbandonati lungo le strade o viene dato loro fuoco se non vengono seppelliti illegalmente sotto i campi di grano. Poi c'è la pesca e caccia abusive e infine gli incendi. Quest'ultima fetta si allarga o restringe a seconda della stagione delle piogge normalmente carenti per cui in Calabria, Sicilia e Sardegna sempre nel 2021 sono scomparsi ettari di macchia mediterranea e non solo. Purtroppo in regioni e province che attuano politiche di raccolta differenziata, riciclaggio e controllo del territorio, il malcostume fa spesso capolino. Concentrando la nostra attenzione sui corsi d'acqua, una passeggiata lungo l'Isarco e l'Adige mette in luce esattamente questo fatto.

Da una parte gli emigranti che si arrangiano con tende e quant'altro e che ovviamente il problema ambientale non lo vedono affatto stante la loro condizione. Qui la polemica infuria con lo scarica barile tra provincia e comune sulla situazione dei senza tetto che è opportuno non risiedino sotto i ponti. I cittadini a cui non manca un tetto sulla testa fanno il resto e fregandosene altamente, gettano sacchetti colmi di rifiuti lungo le rive o direttamente in acqua. Non mancano poi i vandali disadattati che fanno il resto.

Venendo al comune di Laives via Adriano Olivetti costituisce una zona a rischio. Nella campagna adiacente prosegue la “ bonifica delle torba “ che le zone umide sono notoriamente malsane e la quantità di mele prodotta in loco è insufficiente. Lì si era costituito un biotopo naturale ma la nuova sensibilità ecologica venendo incontro alle esigenze del privato ha interrotto il processo di naturalizzazione.

Le autorità competenti quelle comunali, hanno promesso di realizzare ( intanto sono passati due anni ) un bel biotopo in zona Galizia di cui nessuno parla. Anche l'altra zona umida a destra dell'imbocco della galleria della variante, ha fatto la stessa fine e il laghetto è soffocato da altrettanti meleti. Mettendo da parte le velleità naturalistiche diamo una occhiata al corso d'acqua che si allunga affianco della strada.

E' pulito o qualcuno lo usa come discarica contribuendo ad allargare anche qui a Laives la torta dei rifiuti? 

La domanda per fare chiarezza è questa: deve altrimenti essere ripulito o no? 

Sollecitai a suo tempo tutti gli organismi regionali, provinciali e comunali che teoricamente dovrebbero provvedere al controllo del territorio, delle acque e del patrimonio.

Spedii email ad assessorati ambientali fantasma di destra e di manca ma ancora sono in attesa della risposta. Io la mia parte di cittadino l'ho fatta ma questi signori che scaldano le sedie degli uffici vestiti in mimetica dove sono? Si preoccupano delle scartoffie o mettono piede a terra e controllano e sistemano quello che a loro dovrebbe competere? Non ho mai incontrato un forestale provinciale, regionale e statale in quaranta anni di attività escursionistica a tutte le quote e neanche nei luoghi vicini dell'abitato dove un bel cartello indica biotopo naturale sotto tutela che sia la Vallarsa o Monticolo.

Fermo restando il fatto che esistono cittadini di serie D da video-sorvegliare e arrestare, lasciamo le taniche sporche di gasolio o cherosene nell'acqua senza muover dito?

Dissi a suo tempo al rappresentante del comune che i bidoni del riciclo piazzati lì erano un rischio perchè molto spesso stracolmi e i sacchetti ed altra schifosa monnezza facevano un bel salto nel ruscello. Dissi inoltre che una bella rete alta 6 metri avrebbe costretto i famosi cittadini ad uno sforzo notevole per gettare le taniche direttamente nello stagno. Informai di ciò l'opposizione verde pallida che si limitò alle interrogazioni comunali con timbro che scendere in piazza e raccogliere firme è troppo faticoso.

Oggi di fatto alcuni pali di recinzione sono instabili per cui forse è l'ora di intervenire anche per evitare che qualcuno cada di sotto facendo un tuffo tra le taniche e che il comune debba rimborsare i danni. 

Insomma non agitiamoci per una passata di colore sul dipinto da 50 milioni di dollari.  Chi ha dato quel valore a quel quadro? Chi l'ha eseguito è morto povero in canna e chi lo compra per quella cifra riduce alla fame mezzo pianeta cospargendolo di prodotti usa e getta e scavando miniere a cielo aperto per il metaverso!

Tornando alla realtà locale che aspettiamo? Che le autorità competenti così numerose sul territorio regional-comunal-provincial si tirino su le maniche e svolgano il compito a cui sono preposte!