Advertisement

Il nuovo governo verso la fiducia

Renzi, la nostra ultima spiaggia?

Oggi pomeriggio il Senato ha il compito di accordare o meno la fiducia al nuovo governo varato da Matteo Renzi. Ecco come Karl Zeller e Francesco Palermo, che saranno presenti in aula, considerano questo importante passaggio politico.
Advertisement

Sul sito di Internazionale, l’avvento al potere di Matteo Renzi viene recensito mediante una rassegna stampa che mette in luce un dato estremo: dall’estero leggono il cambio della guardia al vertice del governo italiano come una sorta di ultima spiaggia. Se Renzi fallisse, l’Italia diventerebbe davvero un’altra Grecia?

Ma come vedono le cose i senatori altoatesini che oggi pomeriggio (24 febbraio) parteciperanno al voto di fiducia?

Francesco Palermo è molto pessimista: “Sinceramente credo che si tratti davvero di una sorta di ultima spiaggia. La logica che ha guidato la cosiddetta staffetta tra Letta e Renzi rispecchia la vecchia abitudine della Prima Repubblica, quando la composizione dei governi dipendeva dai rapporti di potere inerenti i singoli partiti. In questo caso è stata la dinamica interna al Pd a decretare la fine del governo Letta. Inoltre, la squadra dei ministri proposta da Renzi appare di qualità inferiore rispetto alla precedente, e anche il profilo dei due leader ci fa pensare all’alternanza tra un vero statista e un personaggio che non possiede le credenziali culturali per sostenere il compito difficilissimo che lo attende”. Un salto nel buio, dunque? “Diciamo che ci vorrebbe un miracolo, un po’ come se una formazione di serie B ambisse a sconfiggere il Real Madrid nella finale di Champions League. Ma, come detto, siamo costretti a sperarlo, perché ormai non esistono più alternative”.

Karl Zeller, invece, dipinge un quadro meno fosco. “Non la vedo così drammaticamente come il collega Palermo. Certo, io ero un sostenitore del governo Letta, ma non me la sento adesso di gettare anticipatamente la croce su Renzi. L’uomo esprime un dinamismo del quale forse abbiamo davvero bisogno. Il programma sul quale ha intenzione di lavorare, del resto, non è diverso dal precedente e, anche se adesso la risicata maggioranza del Senato non è cambiata, non credo che dietro la porta ci sia più la minaccia dei grillini a rendere precarie le prospettive del Parlamento italiano. La mia posizione è quella di concedergli la fiducia, non solo formalmente, sperando poi che agli annunci di questi giorni seguano anche i fatti”.   

Advertisement
Fate il login per scrivere commenti.

Advertisement