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Il risveglio verde dell'Alto Adige

Il successo degli ambientalisti di queste elezioni spiegato dal consigliere provinciale Riccardo Dello Sbarba: “Il sostegno a Caramaschi è stata una scelta vincente”.
Di
Ritratto di Elisa Brunelli
Elisa Brunelli25.09.2020
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Gran Premio senza SVP

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Ritratto di Michele De Luca
Michele De Luca 25 Settembre, 2020 - 13:16

Mi piacerebbe sapere come mai i Verdi abbiano approvato l'acquisto dei nuovi bus diesel di Sasa e, quando c'era la possibilità di fermare il primo appalto per gli ibridi farlocchi diesel in consiglio comunale a Bolzano nel settembre 2018, hanno votato contro la mozione che ne avrebbe stoppato l'acquisto.
Spiegatemi, per favore, come si sia potuto sostenere tale scelta pro-diesel con questi bus che circoleranno in città fino al 2032 e oltre, peraltro in pieno contrasto con le direttive del Piano Clima.
Ripeto, datemi una spiegazione. Grazie.

Ritratto di Riccardo Dello Sbarba
Riccardo Dello Sbarba 26 Settembre, 2020 - 19:47

Caro De Luca, le risposte le conosce già perché la discussione non è nuova. Comunque provo a riassumere.
Lei, signor De Luca, come è noto ha proposto di acquistare bus a metano invece che bus ibridi diesel. Sull’impatto ambientale dei due sistemi, Lei ha già ricevuto la risposta dell’Agenzia per l’Ambiente, di cui cito una frase sintetica: “allo stato attuale delle conoscenze, non vi sono evidenze che indichino che tra veicoli pesanti di classe Euro VI alimentati a gasolio e quelli alimentati a gas metano vi siano fattori di emissione per gli ossidi azoto (NOx) tra loro significativamente diversi”.
Comunque sia, tra metano o Diesel, scelte egualmente fossili, noi Verdi spingiamo il più possibile per una terza alternativa: i bus a trazione elettrica. E su questo crediamo di aver ottenuto qualche successo, sia nell’immediato (avrà certo notato che da un po’ di tempo bus elettrici hanno cominciato a viaggiare anche a BOLZANO), sia nella prospettiva.
Infatti, nonostante che il piano di investimenti per il rinnovo della flotta del trasporto pubblico sia a totale carico della Provincia, che lo finanzia al 100% e dunque pretende di decidere in merito (anche perché ha acquisito una significativa partecipazione in Sasa), abbiamo ottenuto che il piano strategico di lungo periodo preveda la totale conversione della flotta a tecnologia a 0 emissioni, con l’abbandono progressivo di tutte le trazioni a combustibili fossili, sia Diesel che metano.
Proprio per spingere su questo, l’unica compartecipazione alle spese per il rinnovo della flotta bus di cui si è preso carico il comune di BOLZANO sono i circa 300.000 € per l’acquisto di bus elettrici per la città (che corrisponde al 30% della spesa prevista per i mezzi elettrici).
Insomma, il comune di BOLZANO investe solo per la conversione all’elettrico. Non mi sembra un risultato da poco, e mi sembra che le recenti elezioni comunali abbiano premiato i Verdi per la loro politica (al contrario di altre forze, promotrici di mozioni o addirittura di referendum).
Certo, anche a me piacerebbe avere tutto (ecologico) e subito, ma chi lavora nelle istituzioni e governa una città sa che i passi si fanno uno alla volta. L’importante è la direzione giusta, e i Verdi cercano di indicarla.

Ritratto di Michele De Luca
Michele De Luca 27 Settembre, 2020 - 01:21

Eh no, troppo semplici queste affermazioni. Ho smontato pezzo per pezzo quello che ha affermato l'agenzia per l'ambiente sulla base di un'affermazione che non è stata suffragata da documentazione ufficiale. Io le mie fonti le ho sempre rese note, anche dopo che la direttrice di Sasa ha affermato che "ci sono studi contrari" ma senza portare uno straccio di documentazione e dopo che è stata presentata la seconda "rata" di bus diesel-ibridi. Dopo l' acquisto dei cinque bus elettrici oggi circolanti, peraltro con un contributo del MinTrasporti, non è avvenuto più nulla nonostante si sia affermato molte volte che sarebbero stati comprati altri bus ad emissioni zero (escludiamo i 10+2 bus a idrogeno in arrivo a fine 2021 e quelli circolanti, perché è un ulteriore tema nel tema). Acquisti, ad oggi, mai avvenuti, ad esclusione dei probabili otto minibus elettrici, la cui gara è andata però deserta (e ci sarebbe da discutere sul perché...). Quello che ho notato è che si sono "intortati" per bene la commissione mobilità e il consiglio comunale con un profluvio di paroloni sulla mobilità a zero emissioni ma, però, si è sempre rifiutato di avere un confronto sul tema con il sottoscritto le cui ragioni sono supportate anche dall'Associazione Ambiente e Salute.
Mi spiace, ma è davvero una balla che "BOLZANO investe solo per la conversione all’elettrico". Fosse stato così, non avrei avuto nulla da dire. Perché non lo si è fatto e non lo si farà prima del 2023/24? Semplice, i bus elettrici costano "un botto", da 2 a 3 volte quelli convenzionali. E il rinnovo della decrepita flotta lo si è fatto quindi al risparmio, anche se i bus diesel-ibridi sono costati alle tasche pubbliche da 30 a 50mila Euro in più rispetto ai bus a metano! Qualcuno questo lo sapeva all'interno del consesso provinciale e dei tre comuni proprietari di Sasa? Son sempre palanche pubbliche, no? Oppure bisogna parlare sempre di elettrificazione per confondere le idee e per rifilare la sóla dei bus ibridi-farlocchi a gasolio?
Nel PEF della Sasa, allegato alla delibera provinciale di concessione in-house, c'è scritto chiaramente che Sasa non ha i mezzi per l'acquisto di bus ad emissioni zero e che servono aiuti "esterni" (Provincia) per tali acquisti con buona pace di quanto scritto invece nella recente "Carta dei Servizi". Aspetto fra 3/4 anni, con bilanci magri che si prospettano, a vedere cosa si comprerà.
Se ho sempre propugnato l'acquisto di bus a metano, ma lo scrivevo già nel lontano 2007 (!), è perché senza modifica alcuna, possono essere alimentati a biometano, oltre ad essere più economici in termini di costi di trazione (cosa che non guasta, poi di questi tempi...). Ora che il biometano lo si sta immettendo in rete... si trasforma quasi tutta la flotta a gasolio, peraltro in pieno contrasto con quanto prevede (ormai prevedeva) il Piano Clima. Posso affermare tranquillamente senza timori di smentita che Sasa sia stata una delle poche realtà nazionali ed estere del tpl a fare esattamente l'opposto di quello che si fa di solito: acquistare bus a metano o elettrici per sostituire quelli vecchi a gasolio.
Altro piccolo particolare: è ormai un decennio che chiedo che si dibatta pubblicamente su questi aspetti ma i tre consigli comunali liquidano il tutto sempre con un'approvazione "de plano" della relazione della Sasa.
Nel paio di occasioni pubbliche in cui ho avuto davanti a me i vertici di Sasa (una volta nel teatro di San Giacomo di Laives, l'altra nella sala di rappresentanza del Comune di Bz), ho parlato chiaro e ho ricevuto come risposta... il silenzio.
Se l'elettrificazione è quella che si vede oggi su strada, con i bus a gasolio-ibridi, acquistati millantando un'operazione di elettrificazione puramente farlocca con mezzi che non percorrono un solo centimetro in modalità elettrica, beh, credo che molte cose siano andate storte.
Se si aspettano i soldi del "Recovery Plan" per comprare bus elettrici a idrogeno e/o a batteria, affermazione dell'attuale assessore prov.le alla mobilità, si capisce che qualche problema di fondi per il finanziamento degli e-bus ci sia.
Posso capire che per mero opportunismo e calcolo politico, per non smentire i vertici di Sasa e l'assessorato provinciale alla mobilità, si finisca con il mettere la testa nella sabbia di fronte a quanto scrivo da oltre un decennio.
Mi si smentisca, per favore. Grazie.

Ritratto di Riccardo Dello Sbarba
Riccardo Dello Sbarba 27 Settembre, 2020 - 12:59

No, no, per carità, io non voglio smentire nulla, anche perché mi pare che l’obbiettivo è comune, semmai le differenze stanno sul come (e dunque anche sul quando).
Quello che vorrei aggiungere è che mi pare importante capire bene chi sono gli alleati e chi gli avversari di una svolta ecologica. Perché osservo spesso che è più facile prendersela coi più “vicini”, che non con chi davvero prende le decisioni fondamentali, ma che spesso non è a facile portata di mano. Ma ognuno, ovviamente, fa quel che può.

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