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Regione: cambiare sì, ma come?

Eletta la giunta a sei, ma si avanza tra le polemiche. Lo stallo è in agguato mentre Kompatscher ripropone la riforma dello Statuto. All’attacco M5s e Team K.
consiglio regionale, Regione
Foto: Salto.bz

Modificare lo Statuto di autonomia e con quest’ultimo la Regione. In quale modo, visto che già nella passata legislatura si è arenato il percorso fatto da Convenzione (in Alto Adige) e Consulta (in Trentino)? L’interrogativo resta nell’aria, senza una soluzione proficua che ridia senso al rapporto tra i due territori “speciali”, anche dopo la lunga seduta del consiglio regionale che si è conclusa con l’elezione del presidente e della giunta. Nel formato, com’era noto, a sei: oltre al Landeshauptmann sono entrati Maurizio Fugatti (vice), Waltraud Deeg, Manfred Vallazza, Claudio Cia e Giorgio Leonardi.

 

Una seduta fiume

 

Otto ore e più passate sui banchi. Un tempo servito prima per calmare gli animi dei delusi, Rita Mattei su tutti, poi per il dibattito e infine per la votazione. Un’altra giornata caratterizzata dalle polemiche. Divisa l’Svp al suo interno, ancora di più la Lega tra Trento e Bolzano e nello stesso Alto Adige, distanti naturalmente la maggioranza (variabile, visto che si è aggiunto il Patt di Ugo Rossi) e le opposizioni. Che attaccano. 

Anche oggi una settantina di consiglieri, con i loro staff, si sono riuniti per tutto il giorno per portare avanti il baraccone (M5s Alto Adige)

“Anche oggi una settantina di consiglieri, con i loro staff, si sono riuniti per tutto il giorno per portare avanti il baraccone” attacca il M5s Alto Adige che parla di una dichiarazione di governo da parte di Kompatscher “copia-incolla” di quella del 2014. Ma non è tenero nemmeno il Team Köllensperger (“giunta nuova, vecchia politica”, afferma) che dopo aver incassato il no alla proposta di una giunta di soli tre membri (con un presidente ladino) annuncia “5 anni di stallo”. Inoltre, propone un superamento dell’ente come “mero organo di coordinamento e dialogo tra le due Province, baluardo dell’autonomia nei confronti dello Stato”.

Giunta nuova, vecchia politica. Abbiamo davanti altri 5 anni di stallo. Proponiamo il superamento dell’ente come mero organo di coordinamento e dialogo tra le due Province, baluardo dell’autonomia nei confronti dello Stato (Team Köllensperger)

 

Fugatti “molla” i leghisti di Bolzano

 

Le proposte e gli interventi non sono mancati. La giornata è iniziata con i chiarimenti politici. I leghisti altoatesini hanno parlato con il compagno di partito Fugatti lamentando l’esclusione di Mattei. “Nei fatti di Bolzano non mi intrometto” ha risposto il governatore al quale la giunta a sei ha risolto un problema. 

Mattei, assieme al commissario provinciale Massimo Bessone, aveva annunciato un voto contrario in una delle votazioni attese, quella sull’allargamento dell’esecutivo. Giuliano Vettorato e Carlo Vettori si sono mostrati più pragmatici. “Non ci sono divisioni, ma la giunta a sette non era fattibile. Ora andiamo avanti”, ha spiegato Vettori. In seguito si è sparsa la voce di un’astensione di tutti e quattro sull’allargamento.

 

 

Il programma di Kompatscher

 

Si è così arrivati alla dichiarazione di governo di Kompatscher, che tra due anni e mezzo lascerà il posto a Fugatti. Il progetto di rafforzamento della previdenza, la maggiore efficienza per gli enti locali - con le fusioni in Trentino e i centri di competenza in Alto Adige -, lo scorporo dei libri della biblioteca di Piazza Dante (punto inviso alla Lega trentina), le borse di studio all’estero per i giovani, il supporto alla Fondazione Haydn, le politiche comuni tra Province su sanità, trasporti, energia rinnovabili, e ancora la ricerca dell’intesa con il Mit su A22, il tunnel del Brennero e l’Euregio: questi i punti toccati dal Landeshauptmann. 

La Regione è il luogo di collaborazione tra le due Province, ma il modo in cui questa collaborazione viene attuata è percepito come anacronistico e in ogni caso bisognoso di riforme. Riprendiamo il percorso per una modifica consensuale verso un modello che favorisca lo sviluppo dei territori (Arno Kompatscher)

C’è naturalmente la modifica allo Statuto di autonomia, più facile a dirsi che a farsi: “La Regione - ha detto - è il luogo di collaborazione tra le due Province, ma il modo in cui questa collaborazione viene attuata è percepito come anacronistico e in ogni caso bisognoso di riforme”. Andrà quindi ripreso, “alla luce dei dibattiti nella Convenzione e nella Consulta”, il percorso per una riforma “consensuale” volta a trovare un modello che favorisca lo sviluppo dei territori. Kompatscher ha concluso negando che ci sia stata “una spartizione di poltrone” e ha chiesto il sostegno più largo possibile dell’Aula per un mandato costruttivo. L’Aula lo ha eletto con 41 voti su 70; 14 invece i voti per Vallazza (che non si era detto disponibile), proposto dai Verdi e dalle altre opposizioni.

Se hanno avuto i voti per deliberare così, ok. Ci siamo chiariti con il presidente e Achammer, siamo alleati in Alto Adige e dunque potevano informarci (Rita Mattei)

 

 

Mattei e Achammer

 

Nessuna sorpresa per le altre votazioni nominali. Resta il rammarico di Mattei, che è comunque vicepresidente del consiglio altoatesino. “Se hanno avuto i voti per deliberare così, ok. Ci siamo chiariti con il presidente e Achammer, siamo alleati in Alto Adige e dunque potevano informarci”.

Abbiamo rivisto nel partito la nostra decisione contraria all’allargamento. Come partito autonomista non potevamo rinunciare a questo diritto del vicepresidente tedesco. Quanto ai miei presunti disaccordi con Kompatscher, mi fanno sorridere (Philipp Achammer)

Smorza i toni anche l’Obmann, riguardo alle divisioni nella Volkspartei. “Abbiamo rivisto nel partito la nostra decisione contraria all’allargamento, una volta saputo della norma dello Statuto che prevede un vicepresidente tedesco per il gruppo tedesco. Come partito autonomista non potevamo rinunciare a questo diritto. Quanto ai miei presunti disaccordi con Kompatscher, mi fanno sorridere”. La distanza tra i due però è nota.

In chiusura dei lavori, quasi alle 20, l’Aula ha accolto le dimissioni di Thomas Widmann, divenuto assessore provinciale, dalla vicepresidenza vicaria del consiglio regionale. Eletto al suo posto Josef Noggler.