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Cittadinanze

Wi-fi libero: una porta troppo aperta?

Riflessione in compagnia di Flavio Pintarelli a proposito della proposta di chiudere gli hotspot free nei parchi di Bolzano per ‘tenere alla larga i profughi’.
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Ritratto di Martin B.
Martin B. 28 Settembre, 2015 - 02:40
Soweit ich von einem Bekannten weiß war und soll dieser Park vor allem ein Kinderspielplatz sein. Dort ein WLAN zu installieren, das vermutlich stärker strahlt als ein heimischer Router ist schon vom Prinzip her ein komische Idee, denn die Kinder brauchen den Dienst sicher nicht. Sollten die Migranten aus der nahen Ex-Kaserne dort keinen derartigen Dienst haben, könnte man einfach die Installationen dorthin migrieren. Also dass ein WLAN-Dienst für wen auch immer auf einem Kinderspielplatz verfügbar sein muss, kann ich weder nachvollziehen noch unterstützen. Ähnliches gilt wohl auch für Bereiche mit Kinderspielzonen entlang der Talferpromenade und andernorts. Zum Experten Flavio Pintarelli würde mich interessieren ob er derartige öffentliche WLAN-Installationen vornimmt und ob diese (auch) von öffentlicher Hand bezahlt werden.
Ritratto di Flavio Pintarelli
Flavio Pintarelli 28 Settembre, 2015 - 11:39
Martin è un po' riduttivo dire che siccome il parco giochi ha un'utenza prevalentemente di bambini il WIFI non serva. Il parco è frequentato anche dai genitori e nell'edificio adiacente c'è un centro giovanile con un'utenza di adolescenti. Tutti potenziali utilizzatori di un servizio di WIFI gratuito. In generale un'amministrazione di solito posiziona gli hotspot in luoghi frequentati come servizio disponibile a tutta la cittadinanza. Il senso è proprio quello. Per questo spesso vengono installati nei parchi. Di sicuro pensare di installare il servizio nei pressi della ex caserma sarebbe una soluzione auspicabile, che risolverebbe il problema senza negare un bisogno. Quanto ai costi, è ovvio che se la connettività viene riconosciuta come un bisogno essenziale (e nell'intervista ci sono almeno due testimonianze che lo affermano) il costo dovrebbe essere sostenuto dall'ente pubblico. Ma in presenza di un'infrastruttura di connettività cittadina si tratterebbe di una spesa molto limitata che andrebbe a far parte di quegli obblighi di assistenza che andrebbero garantiti per far fronte a queste situazioni. Fornire servizi essenziali ai migranti (servizi igienici funzionanti, possibilità di lavare i vestiti, connettività, ecc.) aiuterebbe a gestire meglio certe situazioni ed eviterebbe di creare disagi.
Ritratto di Andrea Terrigno
Andrea Terrigno 28 Settembre, 2015 - 14:42
Sono dell'opinione che chi ha dovuto lasciare tutto per sfuggire a situazioni indescrivibili vada accolto invece che ostacolato o escluso e che gli siano forniti i servizi a lui necessari, tra cui anche gli strumenti per trovare informazioni e contattare i parenti. È veramente ridicolo prendersela con chi si trova nella me_da, senza averne colpa. Mi deprime vedere tutto questo FASTIDIO nelle persone che si ostinano a non voler aprire gli occhi o fare qualcosa per dare una mano. Fatto sta che basterebbe qualche decisione coraggiosa, ma purtroppo siamo ben lontani da ciò, in quanto la carriera troppo spesso la fa chi invece non la meriterebbe, in cambio di obbedienza verso chi ha messo la buona parola. Sto divagando, ma purtroppo una fra le diverse radici del problema è proprio questa: l'incapacità e la mancanza di etica. Abbiamo chiuso gli occhi troppo a lungo sulla migrazione, ed ora siamo impreparati. Ci perdiamo in quisquilie invece di affrontare i veri problemi e coloro che li cavalcano per impaurire il popolino. È ora di rinunciare a certi privilegi ritenuti acquisiti per nascita, scendere dal piedistallo, aprire le orecchie e gli occhi, accendere il cervello e rimboccarsi le maniche. Infine sarebbe bello se ci fosse un'alternativa al wi-fi nei parchi giochi, limitando magari il servizio a degli hotspot di raggio ridotto a qualche metro, in aree ben contrassegnate e distanti dalle zone gioco, in quanto essendo già sommersi da elettrosmog, almeno il verde urbano e le zone ludiche dovrebbero dare la possibilità di staccare - fisicamente e mentalmente - invece di trovarsi esposti ad ulteriori campi elettromagnetici.
Ritratto di francesco zorzi
francesco zorzi 29 Settembre, 2015 - 02:57
Concordo, ottima esposizione da parte del Sig. Pintarelli. Credo non ci sia altro da aggiungere.
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