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Götterdämmerung

Perdere male fa male. Perdere bene fa male. Dunque perdere fa perdere, ed è sempre doloroso.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: ©Geralt/Pixabay

Il Ragnarøk norreno esprime un concetto assai interessante, che interessa in definitiva tutto il fascino dell’epica nordica così come i suoi miti, ad esempio la saga di Sigfrido, laddove è nella caduta che si manifesta la grandezza, ed è la morte sul campo di battaglia a spalancare le porte del Valhalla, e gli stessi dei sono destinati insieme agli eroi di tutte le epoche ad essere spazzati via per ricominciare immagino daccapo, in definitiva una sorta di laborioso e scenografico reset di sistema.

How Dinosaurs Went Extinct!

 

Una caduta degli dei che nel caso della nazionale di Germania assume i contorni di apertura delle cataratte celesti se si pensa all’unicità di questa contingenza: non ci sono precedenti, ed essendo partiti i tedeschi con il presupposto di vincere, se possibile, possiamo immaginare lo sconforto loro e dei loro supporters. In effetti deve fare ancora più male.
 

NACH MEXIKO-PLEITE: „Wir geben die Hoffnung nicht auf!“

 

Vincere fa perdere

Nel corso dell’ultimo ventennio si è sviluppato questo teorema per cui chi vince i mondiali, è destinato a non passare la fase dei preliminari. Ciò non è accaduto nel caso del Brasile 2006, ma il Brasile recita sempre in una storia a parte.

Brasile Uruguay 1950 la tragedia di un popolo

 

Francia 2002: complice l’assenza di Zidane in due partite su tre, la Francia fece una fine miserevole dopo i trionfi mondiali ed europei. Nel 2006 il Brasile vincitore arriva appunto fino ai quarti dove viene castigato dalla Francia rediviva (la renaissance dopo la défaite). Il limbo francese dura un mondiale, al giro successivo sarà finale con capocciata.
 

diferentes cabezasos de zidane a materazzi

 

Simone Pepe.

È lui ad incarnare, a mio avviso a meraviglia, la terribile e imbarazzante Italia del 2010. Una squadra che contro avversari modestissimi non riesce a vincere nemmeno una partita, senza idee, molle e gommosa come una fruit joy posticcia, e dalla difesa burrosa. Pepe, penso contro la Nuova Zelanda, prende palla e scatta fortissimo, taglia in due il campo da un fallo laterale all’altro, senza mai uscire dalla propria metà campo, tra lo sconforto di compagni, avversari e pubblico. Ancora oggi ci si chiede: perché? Cosa scattava dentro la testa di quei campioni, di quei Iaquinta, di quei Marchetti? Ad oggi, non ci sono risposte. Al giro successivo ci pensa Zio Dentone a mettere mordente ad un’ennesima prestazione grigia ed un girone dominato dal Costa Rica (!).
 

Lippi ''E' tutta colpa mia'' Mondiali 2010 eliminazione Italia

 

Avevo rimosso che le squadre che avevano chiuso il mondiale 2010 per un amaro scherzo del destino si sono trovate ad affrontarsi nei gironi 4 anni dopo. Una partita incredibile, in effetti, un risultato assurdo, un mondiale, quello del 2014, tutto a modo suo. La Spagna prende legnate in due partite su tre, e saluta tutti. Certo questo accadeva in un girone alla fine non semplice, e di fronte all’ultima grande Olanda, inspiegabilmente dissoltasi alla fase ad eliminazione diretta.

MEMORABLE MATCH Netherlands 5-1 Spain 2014 World Cup All Goal & Extended Highlight - HD

 

L’epica della caduta ma con stile è comunque da riconoscere anche al buon Neuer, il portiere che dribbla. Nel tentativo di pareggiare le sorti si getta in avanti, palla persa, e rete gonfia, la sua, lasciata malinconicamente esposta alle bordate coreane. Tracollo del simbolo, per quanto in pieno recupero la logica de o la va o la spacca è legittima. Ma sul piano simbolico sono cose che lasciano il segno, e i siti gossippari danno il portiere in uscita dalla nazionale.

MANUEL NEUER ● Outside The Box | 1080p-60 (HD)

 

La Corea del Sud si conferma nazione da scacchiere internazionale. A parte per la telefonia, le autovetture e l’estensione al ramo elettrodomestici, la contrapposizione al fratello del nord, e nonostante una scena cinematografica tutto sommato di livello, anche se con opere contrassegnate spesso da un turpe richiamo al grandguignolesco, non si parla quasi mai di Corea, essa viene consegnata ad una presenza implicita nell’esperienza quotidiana senza prendere possesso delle scene. Tranne quando prende a schiaffoni qualche nazionale blasonata con un calcio veloce e isterico, o segnando in contropiede a fine partita e pur essendo già eliminata, contro i campioni in carica nonché concorrenti sul mercato se non telefonico certo degli elettrodomestici, appunto i tedeschi di Germania. Come dire: eliminati, ma a testa alta.

Earliest World Cup Goal of All Times by Hakan Sukur

 

 

Una menzione di Götterdämmerung anche per l’Africa, che abbandona il mondiale dopo aver mostrato comunque pochino, anzi niente. Tutti si aspettavano i leoni e le gazzelle e i faraoni, e invece niente. La volta buona continua a essere la prossima volta, e forse mai. Forse perchè le contraddizioni che accomunano le nazioni del continente continuano a rimanere irrisolte, se non ad aggravarsi con il passare del tempo.
 

Brazil -- Zaire, Football WC 1974

 

 

E adesso, sotto con la fase ad eliminazione diretta.