Cultura | SALTO WEEKEND

Erri De Luca, guest star a sorpresa

L'8 giugno, alle ore 20.00, il Festival letterario WeinLESEN che si tiene a Novacella (Bressanone) sarà aperto dallo scrittore napoletano, autore impegnato e popolare.
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Foto: upi

Il volto di Erri De Luca è un quieto terremoto di rughe. Lo sguardo, quando si posa sui suoi interlocutori, attento. Poi, come di scatto, comincia a brillare, e sembra attingere dalle proprie profondità risposte che mirano quasi sempre a stupire, a disegnare in chi lo ascolta una scia di ammirazione insolita nei confronti di un intellettuale (anche se molto sui generis, come vedremo). Forse per questo motivo alcuni critici lo guardano con sospetto, alzando il sopracciglio davanti a un fenomeno che in effetti ha molto di un'attitudine solo marginalmente letteraria (afferisce cioè piuttosto alla spettacolarizzazione che se ne può ricavare). Autore di una bibliografia poliedrica e nutritissima – dal suo esordio, relativamente tardo, nel 1989, con il romanzo “Non ora, non qui” (Feltrinelli), fino all'ultimo “La natura esposta”, pubblicato l'anno scorso – lo scrittore napoletano (De Luca è nato nel capoluogo campano il 20 maggio del 1950) è stato definito da Giorgio De Rienzo lo “scrittore italiano del decennio” (cioè del primo decennio del 2000), e almeno a giudicare dalle vendite, nonché dalla sua presenza mediatica, non è facile dargli torto.

Sabine Gruber, l'organizzatrice della seconda edizione del Festival letterario WeinLESEN, ha per De Luca solo parole d'elogio e d'affetto. “Ci siamo conosciuti a New York, nel 2013, nell'ambito della manifestazione New Literature frome Europe. Personalmente lo apprezzo molto, sia per quello che scrive, sia per le sue prese di posizione sulle grandi questioni di attualità. In realtà a me rivelò aspetti che per il grande pubblico potrebbero suonare insoliti, come una estrema timidezza e una grande empatia umana”. A Novacella De Luca terrà il discorso inaugurale, su un argomento che probabilmente verrà pensato proprio a ridosso della (e per la) manifestazione. In pratica si tratterà di una sorpresa. “Anche quest'anno volevamo che il Festival venisse inaugurato da una personalità di grande spicco. Non sappiamo ancora cosa De Luca dirà, ma il suo modo di parlare in pubblico è una garanzia. Forse tratterà un argomento legato alla sua recente esperienza, a stretto contatto con i barconi sui quali arrivano i profughi. Dato che abbiamo numerosi ospiti provenienti dalla Germania e dall'Austria, è prevista anche una traduzione simultanea”.

Molto del fascino “letterario” di De Luca è dovuto anche alla sua storia umana, resa visibile da appartenenze da intendersi in senso letterale (senza cioè aver paura a figurare di parte e a prendere parte, parteggiare, schierarsi) che lo rendono un particolare esemplare d'impegno civile. Giovanissimo aderì alla formazione di sinistra Lotta Continua. In seguito ha svolto numerosi lavori, tra i quali l'operaio e il muratore. Molto nota la vicenda giudiziaria che l'ha visto imputato in un processo con l'accusa di “istigazione a delinquere”: nel 2013 si era infatti apertamente schierato contro i cantieri della TAV che interessavano la Val di Susa, affermando che i lavori dovevano essere sabotati. L'assoluzione, arrivata due anni più tardi, fu preceduta da numerose polemiche, la pubblicazione di un pamphlet (“La parola contraria”), e la raccolta di un vasto schieramento di solidarietà nei suoi confronti. L'uomo peraltro non manca di autoironia, come dimostra la simpatica reazione a un premio conferitogli per aver scritto la più brutta descrizione di un rapporto sessuale.

Riassumendo: De Luca piace ad un pubblico che apprezza il suo stile aforistico, perlopiù basato su e suscitatore di forti emozioni. Ama il suo essere napoletano, la "napolitudine", se la formula non si prestasse ad equivoci (e per ridurre gli equivoci basterà mettere sul piatto, rigorosamente un vecchio piatto per vinili, qualcosa che ricordi l'atmosfera, l'ambientazione e lo spleen incantatorio del golfo, per esempio “Era de maggio”, la canzone di Salvatore Di Giacomo messa in musica da Mario Pasquale Costa). I suoi libri forse più belli, “Il giorno prima della felicità”, “Tre cavalli” e il longseller “Il peso della farfalla”. L'allure di impegno sociale, la venatura di passione civile, hanno fatto e fanno il resto. Per tutti, in particolare per i sudtirolesi di lingua tedesca, tendenzialmente distratti da quanto accade a sud di Salorno, un'occasione per conoscere un autore dal profilo accentato (e dunque anche spigoloso) che restituisce comunque un'immagine popolare della narrativa italiana contemporanea.