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Ewiger Wahlkampf

Dem Referendum droht die Verschiebung

In Italien steht ab Ende April eine Flut von Regional- und Kommunalwahlen an. Die Volksabstimmung vom 29. März wird voraussichtlich verschoben.
Kolumne von
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Gerhard Mumelter04.03.2020
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Auch der Corona-Virus mit all seinen Implikationen hindert Matteo Salvini nicht daran, seine eigenen Interessen in den Vordergrund zu rücken: "Tutto quello che può portare alle elezioni il prima possibile, mi interessa." Dass zwischen dem 19. April und dem 31.Mai Wahlen in sieben Regionen und 1134 Gemeinden (am 3. Mai auch in Südtirol und im Trentino) anstehen, ist für Salvini offenbar kein Hindernis, auch neue Parlamentswahlen anzupeilen – obwohl die letzten gerade mal zwei Jahre zurückliegen und eine Legislaturperiode in Italien fünf Jahre dauert. Das Wahlrecht, das in anderen europäischen  Ländern nur äusserst selten und auch dann nur mit grosser Mehrheit abgeändert wird, ist zu einer Art Fetisch der italienischen Politik mit entsprechend surrealen Bezeichnungen verkommen: Mattarellum, Italicum, Rosatellum, Porcellum...
 
Elf Mal wurde das Wahlrecht bereits vom Parlament geändert – ein Weltrekord. Gelöst hat das keines der Probleme. Das von Renzi favorisierte Italicum wurde vom Höchstgericht sogar für verfassungswidrig erklärt, bevor es jemals angewandt wurde. Verwundern kann das freilich nicht. Der Verfassungsrechtler Michele Ainis analysiert den Italienischen Wahl-Wahn mit bissiger Ironie: "È questo sguardo corto, questo pensiero rivolto da ciascuno al proprio tornaconto più immediato, che rende ogni legge elettorale come una farfalla. La miopia alleva gli errori, e l'errore  precedente giustifica quello successivo. Alla prova del voto ti accorgi che la nuova legge è un colabrodo, sicché per rimediarvi fabbrichi un altro colabrodo. Di conseguenza le nostre istituzioni diventano instabili e sbilenche, s'incrudeliscono i rapporti fra maggioranza e e minoranza, la dialettica politica degenera inuna zuffa. Diciamolo: non se ne può più."
 
Jüngstes Streitthema ist nun die Volksabstimmung über die Kürzung der Parlamentarier am 29. März.
 
Was gerade im rechten Lager passiert, stützt diese These: In Kalabrien droht die Lega mit Bruch, falls die Kandidatur des scheidenden Präsidenten Stefano Caldoro aufrecht bleibt, die Forza Italia für "irrinunciabile" hält. Dasselbe wiederholt sich in Apulien, wo Melonis Fratelli d'Italia Berlusconis Kandidaten Raffaele Fitto für "absolut inakzeptabel" halten. Der Partito Democratico dagegen macht sich für ein Wahlrecht mit Fünf-Prozent-Sperrklausel stark, um Renzis Italia viva an einem Wiedereinzug ins Parlament zu hindern.
 
Was die Bürger von Neuwahlen  halten, zeigte sich konkret am letzten Sonntag bei den Nachwahlen für einen Senatssitz im Zentrum Roms. Die Beteiligung sank auf einen bisher einmaligen Tiefpunkt von 17,5 Prozent. Die Fünf-Sterne-Bewegung, deren Bürgermeisterin Virginia Raggi ihre erneute Kandidatur anpeilt, kam auf desaströse 4,3 Prozent. Die Koalition aus Forza Italia, Lega, Christdemokraten und Fratelli d'Italia musste sich mit 26 Prozent begnügen - der Hälfte des aktuellen Umfragewerts.
Das Rennen gewann der amtierende Wirtschaftsminister Robert Gualtieri vom Partito Democratico mit 62,2 Prozent. Gewiss – ein durchaus beschränkter Test. Doch die desaströse Wahlbeteiligung spricht Bände.
 
Jüngstes Streitthema ist nun die Volksabstimmung über die Kürzung der Parlamentarier am 29. März. Ob dieses Referendum zum geplanten Termin stattfinden wird, ist mehr als fraglich. Denn, so Premier Giuseppe Conte, eine Volksabstimmung ohne Wahlwerbung sei nicht vorstellbar - und die ist angesichts der Corona-Epidemie ebenfalls nicht vorstellbar. Die Senatorin Emma Bonino hat bereits einen Antrag auf Verschiebung eingebracht. Als wahrscheinlich gilt die Zusammenlegung des Referendums mit den Regionalratswahlen Anfang Juni.

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Kommentare

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Martin Sitzmann 04.03.2020, 10:32

Ein hoffnungsloser Zirkus, über den man auch lachen könnte, wenn es nur um die Parlamentariersitze ginge. Aber diese Mentalität erstreckt sich ja auf alle Sachthemen, und das ist die wirkliche Tragik für den Staat Italien. Auch sehe ich keinerlei Lichtblick, wie sich da irgendetwas irgendwann irgendwie zum Besseren wenden sollte, oder was meinen Sie, Herr Mumelter?

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Gerhard Mumelter 04.03.2020, 15:00

Die Reduzierung der Parlamentarier ist sicher ein positiver Schritt angesichts der Tatsache, dass Italien fast doppelt show viele Parlamentarier hat wie die USA. Sinnvoller wäre es gewesen, den Senat abzuschaffen und nur die Kammer beizubehalten. Doch für das Referendum rüsten sich bereits die Gegner....

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Sandro Bx 04.03.2020, 16:08

negli Usa, tra quelli del'Unione e quelli degli Stati federati, i deputati sono circa 6.000 e i senatori oltre 2.000. Su un elettorato potenziale di 233.000.000 di aventi diritto ( e magari lo esercitassero tutti, quel diritto), il rapporto deputati-cittadini è di 1 ogni 38.000.

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Sandro Bx 04.03.2020, 12:30

analisi più che corretta !
riporto un corsivo sempre attuale che Mattia Feltri ha pubblicato il 22 febbraio nel „buongiorno“su La Stampa, una posizione che condivido:
„Fra poco più di un mese torneremo a votare per dire sì o no a una riforma costituzionale, quella che riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Stavolta, a differenza delle precedenti (riforme Renzi del 2016 e Berlusconi del 2006), non c'è urlo e non c'è furore, non c'è l'allarme democratico, nessuna restaurazione del fascismo né partigiani alle armi. Ed è stravagante, visto che la mutazione costituzionale non è complessiva ma basata sul presuposto, dozzinale e facinoroso, che i parlamentari, cioè i rappresentanti del popolo nel luogo in cui si decide sul popolo e in nome del popolo, costano e non servono a nulla. Proprio un'idea brillante di democrazia. E' infatti, dopo la scontata vittoria dei sì, avremo il numero di eletti in rapporto ai cittadini più basso d'Europa. Saranno truppe snelle sempre più controllabili dal bos e dunque sempre più agli ordini. Come rimpiangeremo voltagabbana e trasformismi. Qualcuno ha scritto con arguzia di uno dei passaggi dalla democrazia rappresentativa al delirio assembleare, plebiscitario ed emotivo della democrazia diretta, ma in realtà il passaggio cruciale è già avvenuto: secondo i sondaggi, favorevoli al taglio sono nove italiani su dieci e i partiti si sono messi in riga (l'unico contrario è + Europa). Tutti d'accordo per essere in sintoma col fanatismo antipolitico. Ora si è costituito un piccolo, nobile e orgoglioso suicida comitato del no, con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Daniele Viotti del Pd piemontese, il senatore Tommaso Nancini e pochi altri. Sarà un'altra battaglia che varrà la pena perdere.“

△rtim ୍℘୍stロ 04.03.2020, 18:54

Wenn es um den Erhalt der eigenen Sessel geht, muss selbst das Coronavirus erhalten.
In national-souveränistischen Kreisen Italiens wird einerseits zwar stets der national-zentralistische Staat als Modell für Effizienz angeführt, andererseits wenden sie sich jedoch gegen diese längst überfällige Verfassungsänderung, um zumindest in der parlamentarischen Arbeit ein wenig effizienter zu sein.
Dabei könnte Italien von den USA lernen: Die föderale USA mit ca. 327 Millionen Einwohnern .... und als Weltmacht, schafft es mit 535 Parlamentarier-innen (Senat 100, Repräsentantenhaus 435)

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Sandro Bx 05.03.2020, 08:30

Gli USA non hanno meno deputati e senatori dell’Italia:
Negli Stati Uniti il Congresso è composto di due Camere: la Camera dei rappresentanti e il Senato, per un totale di 538 tra deputati e senatori. La Costituzione statunitense divide i poteri pubblici tra quelli federali (che sono del Congresso) e quelli dei 50 Stati federati.
I poteri federali, cioè “centrali”, degli USA riguardano le leggi in materia di politica estera, di difesa, di commercio interno-esterno, il diritto di fissare ed esigere imposte federali, la formazione e gestione del debito pubblico e l'emissione di moneta.
Tutti gli altri poteri sono di competenza degli Stati che formano la Federazione e tutti gli Stati hanno proprie Costituzioni, non equiparabili ai nostri Statuti regionali e il potere e l'autonomia dei diversi stati sono tali per cui, ad esempio, in 29 stati esiste la pena di morte e negli altri no. Risulta a qualcuno che in Piemonte, o in Calabria, per esempio, si possa applicare una legge contrapposta ai principi costituzionali?
Negli Stati, la massima autorità è il governatore, eletto dai cittadini dello Stato a suffragio universale diretto per un periodo di 4 anni e non rinnovabile. In Italia, qualunque sciocchezza dicano i giornalisti, non abbiamo governatori (che non sono previsti in Costituzione) ma presidenti di regione, con poteri molto diversi da quelli dei governatori.
Tutti gli Stati dell'Unione hanno due Camere legislative elettive a suffragio universale (Camera dei rappresentanti e Senato) secondo lo schema del livello Federale, con la sola eccezione del Nebraska che è monocamerale. Qualche esempio: in Texas il Senato ha 31 membri e la Camera ne ha 150; la California ha un Senato di 40 membri e una Assemblea (la Camera) di 80, il Wisconsin ha un Parlamento composto da 99 membri, l’Alabama ha un’Assemblea legislativa di 105 membri, il New Jersey ha 80 membri, il Connecticut ne ha 151 e così via. Quei deputati e quei senatori sono, a tutti gli effetti, rappresentanti dell’elettorato, con le caratteristiche dei deputati e dei senatori del Congresso ed è perché quel sistema esiste che il Congresso federale si può permettere quei numeri.
Nelle regioni italiane le due Camere ve le potete sognare, perché la nostra Costituzione ne riconosce solo due e sono la Camera che si trova in piazza Monte Citorio e il Senato, che si trova in piazza Madama, nella città di Roma.
(Le regioni italiane sono 20, di cui 5 a statuto speciale di autonomia e 15 a statuto ordinario. Quando tutte avranno una propria Costituzione e non semplicemente uno Statuto, si potranno paragonare agli USA.) .

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