Gianluigi Paragone
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Trasformismo

La marcia di Paragone dalla Lega al M5S

Gianluigi Paragone da ex-direttore della Padania di Bossi è approdato alle 5 stelle. Che ora lo hanno espulso.
Kolumne von
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Gerhard Mumelter04.01.2020
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Si sa che il trasformismo è uno dei mali endemici della politica italiana. Ne è un fulgido esempio Gianluigi Paragone, il senatore appena espulso dal Movimento 5 stelle, perché come unico del suo gruppo aveva votato contro la finanziaria del governo. 
Il 47enne ha iniziato la sua carriera giornalistica nel giornale La prealpina, quotidiano di Varese, dove è nata la Lega Nord. Paragone - varesotto come Umberto Bossi - doveva seguire come giornalista le attività del fondatore della Lega. La simpatia reciproca l'ha portato in pochi mesi alla direzione del quotidiano leghista La Padania che si batteva per la secessione. Nell'ambiente di destra il giovane giornalista è riuscito ben presto a fare carriera, diventando vicedirettore di Vittorio Feltri al quotidiano Libero. Se ne accorge ben presto anche Silvio Berlusconi che gli apre la strada alla RAI, dove diventa vicedirettore di RAI 1, passando nel 2009 a RAI 2 con il talk show L'ultima parola. Dopo lunghi dissidi con la dirigenza RAI nel 2013 si trasferisce a La7 come conduttore del talkshow strillato La Gabbia, una trasmissione nella quale può sfogare la sua vena populista. In questi anni si avvicina al Movimento 5 stelle - soprattutto per l'attivismo contro i vaccini che Paragone condivide.   Esce il suo libro Bang Bank: il perverso intreccio tra politica e finanza che ci frega il portafoglio e la vita. L'autore sostiene da anni la necessità dell'uscita dell'Italia dall'euro.
 
Si sa che il trasformismo è uno dei mali endemici della politica italiana
 
Nella sua biografia non vede contraddizioni: "La Lega l'abbracciai perché era un movimento antipolitico. La Padania è stato il mio trampolino, ma credo di non aver mai sbracato".  
A pochi mesi dalle elezioni del 2018 Paragone annuncia a sorpresa: "Mi candido con il M5S". Poco prima aveva definito Beppe Grillo come ennesimo leader inutile.
Diventa consigliere di Luigi Di Maio. Il cui avversario interno Alessandro Di Battista ora sostiene che "Paragone è infinitamente più grillino di molti che si professano tali". Due egomani che si osannano a vicenda.
Nella sua infinita modestia il senatore-giornalista espulso, che aveva glorificato Umberto Bossi come gigante della storia e Silvio Berlusconi come miglior politico italiano ora si paragona a Savonarola e si scaglia con veemenza contro il movimento che finora aveva osannato: "Hanno voluto costruire un movimento costruito sul vaffa. Se vorranno cacciarmi, lancerò loro il mio vaffa e aggiungerò anche il dito medio. Non gliela renderò facile, dovranno sudare". 
Come se il M5S non sudasse già. Ieri se ne sono andati altri due parlamentari. 33 sono nel mirino dei probiviri per mancata rendicontazione. Otto sono i candidati quasi sicuri di essere espulsi. Dalla lunga serie Come una forza di governo si autodistrugge
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Kommentare

Bild des Benutzers Michele De Luca
Michele De Luca 07.01.2020, 18:50

Abilissimo comunicatore capace di tenere per giorni viva la questione e i media a seguire questo "scavolamento" per altrettanti giorni. I media dovrebbero un attimino domandarsi se non ci siano argomenti leggermente più importanti da seguire rispetto alle tonnellate di fuffa politichesca quotidiana su cui si costruiscono paginate intere giorno dopo giorno. È un insopportabile ex leghista con le sue trasmissioni "popolar-populiste" qualitativamente infime e la sua sicumera da nordaiolo.
Ad essere diretti e chiari: "nun me ne po' frega' de meno" (così direbbero in centro Italia).
Se questa è la politica e questi i politicanti... ma al peggio non c'è mai fine.

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