Chronik | Fase 2

“Più autobus e treni dal 18 maggio”

Sedili a scacchiera, distanze, mascherine, vigili allertati: il trasporto pubblico con il ritorno in massa dei passeggeri. “Siamo partiti bene”. Bici, sondaggio boom.
Autobus, mobilità
Foto: ASP/Ivo Corrà

Autobus urbani e extraurbani. Treni. E biciclette, sia muscolari che elettriche, queste ultime al centro di un sondaggio conoscitivo a cui in quattro giorni hanno risposto 7.000 cittadini. Sono le “armi” benefiche della mobilità sostenibile su cui punta la Provincia per mettere a regime la Fase 2 del coronavirus, continuando ad accantonare l’auto privata e facendo il possibile per mantenere la sicurezza a bordo. Ed è proprio sulla distanza interpersonale, e quindi sul numero di mezzi di trasporto che servono per “distribuire” i passeggeri (sempre dotati di mascherina) anche nelle ore di punta, che si gioca la battaglia funzionale all’ambiente e alla ripresa dell’economia locale - se sarà dal 18 maggio, come vuole il governo, o prima come cerca di ottenere l’Alto Adige, lo si vedrà a breve. Intanto i vertici della mobilità altoatesina promettono “più bus e treni dal 18 maggio” (la direzione già indicata da Kompatscher) e sottolineano il buon esordio di questa settimana.

 

Ripresa dell’orario feriale

 

Dal 4 maggio, nella prima fase in corso dopo il lockdown, sono tornati a circolare i mezzi del trasporto pubblico secondo l’orario feriale, pur con qualche modifica. L’avvio della ripartenza è stato superato bene, a giudizio di Daniel Alfreider, assessore provinciale alla mobilità, e dei direttori di Sta-Strutture trasporto Alto Adige, Joachim Dejaco, e di Sasa, Petra Piffer, che hanno fatto il punto nella conferenza stampa da Palazzo Widmann. “Rispettando le regole di mascherina e distanze si possono usare i mezzi con sicurezza” hanno precisato.

 

Bicicletta al centro

 

Si andrà avanti, precisano i vertici della mobilità provinciale, seguendo le diverse fasi delle riaperture fino a giungere alla riapertura delle scuole (e perché no del turismo). “Per il futuro dell’Alto Adige dobbiamo evitare che si torni all’uso dell’auto privata. La sfida è pensare e vivere un nuovo tipo di mobilità, puntando sulla bicicletta come mezzo alternativo all’auto assieme ai mezzi pubblici”, fa presente Alfreider, che ricorda il pacchetto speciale di misure già annunciato per la mobilità ciclistica. 

Per il futuro dell’Alto Adige dobbiamo evitare l’auto privata. La sfida è pensare e vivere un nuovo tipo di mobilità (Daniel Alfreider)

 

 

La fase 2 resta comunque “molto delicata”. Da uno stop del 95% nel pieno del lockdown contro il contagio il sistema ha cominciato il graduale ritorno alla normalità. Un nuovo equilibrio che sarà giocoforza diverso da prima. Le regole sono state fissate con il contributi di concessionari, esperti, sindacati e funzionari e guardando anche alle linee guida nazionali del ministero dei trasporti. Il contributo dei cittadini è fondamentale. In questo senso il sondaggio per facilitare la programmazione della mobilità, che ha al centro la bici tradizionale e elettrica, “nei primi 4 giorni ha registrato 7.000 risposte”. Segno che le due ruote sono un tema sentito dalla popolazione.

 

Sta: “Bus, bene l’avvio”

 

Joachim e Piffer si concentrano sulle nuove regole per il trasporto pubblico che dovrà essere in grado di affrontare l’aumento dei flussi, evitando affollamenti e inconvenienti. Uso della mascherina e distanza di un metro sono i caposaldi da rispettare. “Per rispettare le distanze, la capacità di trasporto si riduce di circa il 50% sui bus extraurbani; i posti sono, infatti, definiti a scacchiera; in quelli urbani la riduzione di posti è ancora maggiore”, sottolinea Dejaco (Sta). 

Finora viaggiano il 10% dei passeggeri. Per rispettare le distanze un posto su due è stato interdetto (Joachim Dejaco, Sta)

Ora viaggiano il 10% dei passeggeri, precisa il manager, ma ogni settimana aumenterà la richiesta e in base a quella sarà potenziata l’offerta. Punto fondamentale, dal 18 maggio circoleranno mezzi in più per soddisfare la richiesta e così sarà per i treni. A bordo sono contrassegnati i sedili da non utilizzare e gli autisti devono portare sicuri alla meta i mezzi e i passeggeri, possono saltare le corse per evitare sovraffollamento. In caso di comportamenti non corretti possono chiamare le forze dell’ordine se necessario.

 

Saranno le polizie municipali a supportare gli autisti e sicuramente ci sarà anche controllo sociale”, sottolinea Dejaco che ricorda che a bordo dei mezzi è sospesa la vendita dei biglietti. Chi ancora non ce l’ha ancora è caldamente invitato a dotarsi dell’Alto Adige Pass. “È importante poter tagliare la domanda nei picchi degli orari di punta, le aziende possono continuare a dare il loro contributo favorendo lo smart working”, sottolinea ancora Dejaco.

Tutto sta andando bene a Bolzano, Merano e Laives. Manteniamo le distanze anche nelle salite e discese dai mezzi (Petra Piffer, Sasa)

Avvio positivo anche per Sasa

 

Giudizio ok anche da Sasa che gestisce il servizio a Bolzano, Merano e Laives, i centri più popolati. “L’avvio della fase 2, che era stata preparata da tempo, è andato molto bene. È stato applicato l’orario feriale con alcune modifiche per rendere l’offerta il più possibile aderente alla necessità. Attualmente si svolge circa l’85% dell’orario regolare”, fa presente Petra Piffer, general manager della spa in house, che ricorda le prescrizioni sulle mascherine e il rispetto delle distanze anche nelle soste e nelle fasi di salita e discesa.