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Referendum Svizzera

“Chi deve creare la nostra moneta?”

“Chi deve creare i nostri franchi? Le banche private o la banca nazionale?” È questo il quesito sul quale gli svizzeri potranno votare in un referendum federale nel 2018.
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Questa iniziativa popolare (referendum propositivo), presentata il 1° dicembre 2015, è riuscita a raccogliere le centomila firme di sostegno necessarie da parte dei cittadini svizzeri nel 2016 e, quindi, è stata dichiarata ammissibile per la votazione popolare. L’iniziativa punta sull’introduzione immediata del sistema di moneta intera con i seguenti tre obiettivi specifici:

  1. In futuro sarà unicamente la Banca Nazionale Svizzera (BNS) a creare moneta bancaria elettronica come valuta a corso legale.
  2. Le banche non possono più creare denaro dal nulla ma possono prestare unicamente il denaro messo a disposizione dai risparmiatori, da altre banche o dalla BNS.
  3. Il nuovo denaro viene di regola messo in circolazione tramite pagamenti esenti da debito da parte della BNS alla Confederazione, ai Cantoni o ai cittadini.

L’emissione di franchi svizzeri in ogni forma (monete metalliche, banconote, denaro elettronico) sarà affidato esclusivamente alla BNS, mentre le banche commerciali presenti in Svizzera potranno finanziarsi prendendoli in prestito dalla Banca centrale BNS. L’iniziativa moneta intera, portata avanti dall’associazione “Monetäre Modernisierung” (modernizzazione monetaria) intende impedire che le banche possano abusare del loro potere per erogare crediti che portano all’incremento della massa monetaria senza un corrispondente incremento del reddito nazionale, scrive il prof. Sergio Rossi (Università di Friburgo) sul sito dell’iniziativa www.vollgeld.ch.

L’iniziativa svizzera ha scardinato per la prima volta in assoluto un dibattito pubblico su una delle cause principali della crisi del sistema finanziario a livello nazionale e soprattutto internazionale. Se quest’iniziativa popolare fosse accolta dai cittadini svizzeri nel 2018, in Svizzera anche l’emissione di denaro scritturale (elettronico) passerebbe alla BNS. Questo ente pubblico e indipendente sarebbe quindi l’unico incaricato a creare moneta in maniera mirata, coordinata e legata agli orientamenti approvati dagli organi democratici.

Il Governo svizzero (consiglio federale), con delibera del 9 novembre 2016, ha bocciato l’iniziativa sulla moneta intera senza indicare una proposta alternativa. Il governo è dell’avviso che questa riforma inciderebbe profondamente sull’ordinamento monetario vigente in Svizzera che andrebbe trasformandosi in un campo di sperimentazione per un sistema completamente sconosciuto sul piano mondiale. La sua accettazione complicherebbe la politica monetaria della BNS e comporterebbe nuovi rischi per l’economia svizzera. Oltre il NO scontato del mondo delle banche svizzere, anche l’Assoimprenditori svizzera (Economiesuisse) ha messo in guardia con toni drammatici dall’iniziativa popolare sulla moneta intera, paventando persino il rischio del crollo del franco svizzero. Il Parlamento svizzero, a partire dal comunicato ufficiale del governo, si occuperà invece dell’iniziativa popolare sulla moneta intera nel corso del 2017. I comunicati ufficiali, le reazioni e le critiche dei promotori possono essere scaricate dal sito dell’iniziativa.

Mentre in tutto il paese si dipana il dibattito pubblico sull’argomento, finalmente il mondo accademico, il mondo dell’economia e quello politico, grazie ai formidabili strumenti di democrazia diretta presenti in Svizzera da quasi 150 anni, sono costretti a confrontarsi seriamente col concetto della moneta intera e di tutti i suoi effetti prodotti nell’economia e della società. Per approfondire l’argomento: www.vollgeld.ch (anche in italiano).

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Kommentare

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Grazie Thomas; con questa iniziativa popolare vorrebbero nazionalizzare il sistema bancario, ossia: più è pubblica la banca, meglio è. Ciao

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