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Governo Conte

Il Medioevo al governo

Il Ministero per la Famiglia e la Disabilità affidato a un integralista cattolico.
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Nello scorrere la lista dei ministri del nuovo governo nato dalla coalizione tra M5S e Lega venerdì 1° giugno 2018, solo alcuni addetti ai lavori si erano soffermati sul nome di Lorenzo Fontana. Ma a scorrere la biografia del neoministro per la Famiglia e la Disabilità, già eurodeputato per due legislature (Fontana si vanta di essere stato tra gli artefici dell’alleanza tra la Lega e il Front National di Marine Le Pen), vicesindaco di Verona, vicesegretario della Lega nonché vicepresidente della Camera dei Deputati, ci si imbatte in una sequenza di prese di posizione su principi fondamentali relativi ai diritti civili che in un paese anche solo mediamente civilizzato scatenerebbero immediate e veementi ondate di protesta.

Le posizioni del neoministro ricalcano alla lettera e con pedissequa fedeltà le tesi che ancora oggi la Chiesa Cattolica afferma nella sua dottrina ufficiale. Tanto valeva affidare il Ministero direttamente al cardinal Camillo Ruini.

Secondo Fontana, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali rappresenterebbe una minaccia alla nostra civiltà basata sulla famiglia naturale, cioè quella costituita da padre, madre e figli. “La famiglia naturale è sotto attacco. Vogliono dominarci e cancellare il nostro popolo.” E poiché le famiglie gay non corrispondono al modello famigliare tradizionale, esse, semplicemente, non esisterebbero. Che un Ministro della Repubblica dichiari la non esistenza di migliaia di individui in carne ed ossa che considerano il proprio legame affettivo con persone dello stesso sesso come perfettamente equivalente a quello delle coppie eterosessuali, è una nefandezza che in uno Stato autenticamente laico perfino i credenti riconoscerebbero come tale.

In perfetta coerenza, Fontana vorrebbe contrastare il diritto all’aborto, conquistato dalle donne dopo lunghe e dolorose battaglie e confermato dal Referendum del 17 maggio 1981 con il 68 % dei voti. Naturalmente la concezione cattolica della vita, secondo cui un soggetto umano è pienamente costituito fin dal momento del concepimento, è l’unica che il deputato leghista è in grado di comprendere, e ciò che non si comprende, per chi come lui si autodefinisce un “crociato”, va combattuto e proibito. Perfino l’educazione sessuale nelle scuole pubbliche, ai suoi occhi responsabile della diffusione dell’ideologia gender tra i giovani, è considerata una minaccia. Va altresì sottolineato che le posizioni del neoministro ricalcano alla lettera e con pedissequa fedeltà le tesi che ancora oggi la Chiesa Cattolica afferma nella sua dottrina ufficiale. Tanto valeva affidare il Ministero direttamente al cardinal Camillo Ruini.

Le legioni di ex elettori di sinistra che hanno votato M5S e ora si ritrovano al governo con personaggi di questo calibro non hanno nulla da obiettare?

Non sorprende quindi che il modello di democrazia cui il Ministro si ispira sia la Russia di Putin, uno dei paesi più retrogradi in materia di diritti civili in cui ogni anno si segnalano innumerevoli casi di violenza e discriminazione omofoba. “Se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è un riferimento per chi crede in un modello identitario di società.”

Le legioni di ex elettori di sinistra che hanno votato M5S e ora si ritrovano al governo con personaggi di questo calibro non hanno nulla da obiettare? Se a chi rivendica queste idee è concesso di assumere la carica di Ministro della Repubblica senza che l’opinione pubblica si sollevi, vuol dire che ci si è già rassegnati al peggio.

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