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Scandalo Mose

Mezza Lega sotto i mari

Il fallimento del Mose: un monumento al leghismo di governo.
Kolumne von
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Gianluca Battistel12.12.2019
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L’acqua alta a Venezia del 12 novembre, la seconda più alta mai registrata, ha causato due vittime e danni per centinaia di milioni. L’evento catastrofico ha scatenato una durissima polemica sul Mose, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico progettato per preservare la città da questo fenomeno naturale. I lavori del Mose iniziarono nel 2003 e avrebbero dovuto concludersi con l’entrata in funzione nel 2011, scadenza poi rinviata al 2016. Tuttavia, nel 2014 la magistratura scoperchiò l’ennesimo sistema di tangenti e corruzione e l’inchiesta culminò nella condanna a 4 anni dell’ex ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture, ex missino e senatore del Popolo delle Libertà Altero Matteoli e in quella a 2 anni e 10 mesi dell’ex presidente della Regione Veneto della Casa delle Libertà Giancarlo Galan. Mai entrato in funzione, il Mose è già costato 5,3 miliardi e si stima che a conclusione dell’opera, ora prevista per il 2021, ne avrà divorati più di 7.

L’acqua alta del 12 novembre ha sommerso di vergogna un’intera classe dirigente che ha visto la Lega protagonista di primissimo piano

E la Lega? Al governo con Berlusconi per ben tre volte (comprese le due in cui Matteoli fu ministro), ha governato la Regione Veneto dal 1995 al 2010 appoggiando Galan in coalizione con Forza Italia e poi eleggendo direttamente Luca Zaia, tutt’ora in carica. Più di 5 miliardi per un’opera in costruzione da 16 anni e mai terminata, l’acqua alta del 12 novembre ha sommerso di vergogna un’intera classe dirigente che ha visto la Lega protagonista di primissimo piano.

Eppure, il partito di Salvini (già condannato in via definitiva per la truffa dei famosi 49 milioni rubati alla collettività mediante falsi rimborsi elettorali) viaggia a gonfie vele in tutti i sondaggi, che con lievi oscillazioni assegnano alla Lega un terzo delle intenzioni di voto. Prima gli italiani e fuori gli immigrati, alla maggioranza relativa degli elettori italiani non sembra interessare altro e le posizioni esplicitamente razziste degli esponenti leghisti non fanno che accrescerne il consenso. Che la nostra società possieda anticorpi sufficienti per reagire a un’infezione così estesa è tutto da dimostrare, a maggior ragione osservando lo spettacolo raccapricciante che il governo PD-M5S, impegnato a elevare il concetto di autogol a nuova categoria dello spirito hegeliano, sta offrendo al paese.

Si votasse oggi, la coalizione di estrema destra guidata da Salvini vincerebbe le elezioni senza colpo ferire. Barconi respinti, rosario in pugno, presepi nelle scuole, scroscianti applausi. Per il potere d’acquisto dei salari, la precarietà dei rapporti di lavoro, il decadimento della sanità pubblica e il dissesto idrogeologico toccherà affidarci alla divina provvidenza, che avrà senz’altro un occhio di riguardo per un popolo assorto in preghiera.

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