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Michele De Luca
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Trasporto pubblico

Flotta Sasa, i numeri che non tornano

La presentazione in Consiglio comunale a Bolzano di Sasa con i dati sulla flotta suscitano più di una perplessità.
Community-Beitrag von Michele De Luca13.02.2020
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Presentazione un po'... così in Consiglio Comunale a Bolzano giovedì 6 febbraio 2020 di Sasa, di cui i giornali ne hanno parlato se non riprendendo il “servizio stampa consiliare ufficioso” oppure con un accenno ai dati presentati.

Come sempre, al centro della mia analisi è la flotta presentata in una slide, che pure salto.bz ha ripreso, che è significativa su di una certa confusione che si fa sulla tipologia di trazione della flotta. 

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Flotta a zero emissoni per Bolzano: solo un desiderio senza finanziamenti? L'asterisco vicino ai numeri cosa significa? (Michele De Luca)

Infatti, quanto avevo scritto il 21 dicembre scorso, in particolare nel paragrafo intitolato non a caso “Elettrificazione ed emissioni zero: tante parole ma fatti concreti quasi nulla”, aveva individuato alcuni punti poco chiari.

Le criticità della flotta e le tuttora discutibile scelte della trazione

Primo aspetto: presentare una slide con scritto solo "hybrid" è improprio trattandosi di autobus diesel e l’avevo chiarito in questo intervento di metà agosto 2019, per non parlare di quello di un anno prima ancora. Almeno il cons. Pierluigi Gaianigo l'ha evidenziato nel suo intervento ma i rappresentanti di Sasa hanno fatto finta... di non sentire non rispondendo al rilievo.

Secondo aspetto: non torna una cifra nella slide della flotta: sono stati indicati 43 bus a "zero emissioni" nel 2025 per Bolzano. Come saltano fuori questi mezzi?

Nella relazione al Piano Economico Finanziario allegato alla delibera provinciale in-house non c'è traccia di bus a zero emissioni se non quelli noti: per Bolzano i 5 + 12 a idrogeno (salvo che alcuni non vengano impiegati anche a Merano), i 4 elettrici circolanti + altri 2 piccoli elettrici (probabilmente tolti dal “pacchetto” di otto destinato a Merano), per un totale di 23. E gli altri 20? Per non parlare dei ben 104 previsti per il 2030. Con buona pace delle affermazioni che indicavano come obiettivo "emission free 2025" che ho commentato un annetto fa.

I conti, infatti, non tornano. Tutti i costi indicati nella relazione al PEF, infatti, si rifanno agli ibridi “furbi” e non certo ad autobus elettrici. Posso solo presumere che nella “relazione al PEF” di Sasa non si potevano scrivere dati come quelli, evidentemente più speranzosi e baldanzosi, sentiti in Consiglio Comunale.

Tralasciando il dato per il 2021, 17 autobus senza emissioni. Il numero totale sarà complessivamente, fra elettrici (13) e idrogeno (17) pari a 30... quindi vuol dire che tredici saranno utilizzati a Merano e/o a Laives?

Tra l'altro la direttrice di Sasa ha affermato che deve essere svolto uno studio per la gestione della flotta elettrica nei depositi a Bolzano e Merano facendo capire, indirettamente, che, se ho capito bene, gli attuali bus elettrici hanno un deficit di autonomia giornaliera che li farebbe rientrare più spesso al deposito. Sull'autonomia di questi mezzi avevo pure espresso perplessità.

Flotta senza emissioni ma oggi senza finanziamenti?

A pag. 6/7 della relazione al PEF della delibera provinciale 1126/2019 c’è scritto:

Si ricorda che nelle ipotesi di rinnovo del parco mezzi non sono inclusi i processi di upgrading della flotta verso l’obiettivo zero emissioni a lungo termine. Tutto ciò è in linea con la ripartizione dei rischi, che prevede il rischio di necessità di upgrading ambientale del parco mezzi da input esterno a carico dell’ente affidante.

Si è, al contrario, tenuto conto delle implicazioni delle decisioni già consolidate alla data della redazione del PEF, come quelle riguardanti l’acquisto di autobus elettrici e ad idrogeno.

Quindi, di fatto, quanto indicato in Consiglio Comunale attualmente NON risulta finanziato e si attendono evidentemente fonti di finanziamento esterne ma questo in Consiglio Comunale NON è stato precisato e sarebbe stato altamente opportuno, soprattutto considerando che i prossimi acquisti avverranno con fondi propri di Sasa attendendosi un "input esterno" "dell'ente affidante", ossia... la Provincia di Bolzano! Che, vale la pena di ricordare, ha il potere di veto nelle decisioni sugli investimenti di Sasa nel Comitato di indirizzo.

Parallelismi diesel-idrogeno, l'incoerenza continua

Comunque Sasa e Provincia non si smentiscono proprio:

  • nel 2013 si comprarono 5 autobus a idrogeno ma anche 42 autobus diesel nel 2011/12
  • nel 2019 si son comprati 12 autobus a idrogeno (in arrivo… con calma) ma anche 64 autobus diesel (gran parte “ibridi” leggeri diesel)

Il Piano Clima? Non importa...

Comunque ci sono da rinnovare i “complimenti” a Sasa e, soprattutto alla Provincia di Bolzano, per aver disatteso palesemente il Piano Clima per il trasporto pubblico urbano. A quanto pare, però, nessuno ha il coraggio di chiederne conto a Sasa. Significativo in proposito il silenzio dei Verdi bolzanini e provinciali sul tema.

Furbizie normative italiche

A proposito, i mild-hybrid... ovvero gli ibridi leggeri... la storiella si ripete ora a Roma con l'aggiudicazione della "Fornitura di n.100 autobus classe I urbani da 12 metri ibridi con motorizzazione diesel euro 6 e servizio di full service manutentivo".

La novità deriva dal D.Lgs. 257/2016 che, all'art. 18 "Misure per la diffusione dell'utilizzo del GNC, del GNL e dell'elettricita' nel trasporto stradale", al capoverso 10 ha parlato solo di bus "ibridi" e così... vai di gasolio. Un certo dubbio sulla legittimità di quanto scritto nella norma ce l'ho perché se si deve sostenere GNC, GNL ed elettrico, come si fa ad inserire una norma che, di fatto, sdogana i bus a gasolio?

In una recente seduta della commissione consiliare mobilità, presumo facendo riferimento proprio a tale norma, si è riferito ai consiglieri di “parificazione dei bus a gasolio ibridi ai bus a metano”, a mio avviso una sciocchezza. Ma chi c'era in tale consesso consiliare a poter controbattere queste affermazioni? Nessuno, come sempre è successo in quella sede. Ecco perché alla fin fine le scelte fatte non sono mai oggetto di una seria analisi critica. Ci si accontenta di quello che viene riferito e avanti, purtroppo, di questo passo. Senza alcun dibattito pubblico, mai avvenuto negli ultimi dodici anni. La trasparenza è un'altra cosa.

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