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Alla gogna i Nestbeschmutzer 2.0

Il Dolomiten richiama all'ordine i membri dell'Osservatorio faunistico provinciale rei di aver dato parere negativo agli abbattimenti. Il mondo al contrario abita qui.
Von
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Mauro Fattor16.09.2023

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Non c’è solo il mondo al contrario del generale Vannacci, c’è anche il mondo al contrario del Dolomiten che, in un lungo articolo uscito oggi, ha deciso di mettere alla gogna i componenti dell’Osservatorio faunistico provinciale, rei di “essersi allineati” alle posizioni di Ispra sul no alla richiesta di prelievo di 6 lupi avanzata dalla Provincia. Grande articolo, grandi foto con volti, nomi e cognomi. Giusto per non sbagliarsi se li incontrate per strada.

Di fatto i “Nestbeschmutzer” 2.0 serviti su un piatto d’argento, termine odioso con cui negli anni Sessanta si bollavano gli irregolari che si ribellavano all’ideologia asfittica del maso e della piccola patria. O stai con la Svp e il Bauernbund, o sei contro la Heimat. Tertium non datur. L’idea che dei tecnici possano ragionare da tecnici, con la propria testa senza allinearsi a chicchessia, non esiste. Sarebbe un insopportabile e oltraggioso affronto all’ordine voluto da dio. L’idea che cinque tecnici, quattro dei quali sudtirolesi, magari pure dipendenti provinciali, possano bocciare la linea della giunta sulla gestione del lupo, è un fatto inconcepibile. Per definizione, nella testa di gente come il freiheitliche Andreas Leiter Reber, un tecnico deve accodarsi alle decisioni della politica, uccidendo la propria dignità. Professionale e personale. Dunque, grazie di cuore a Dominik Trenkwalder, Lothar Gerstgasser, Eva Ladurner, Renato Sascor e Barbara Franzetti per aver dimostrato il contrario. Per aver dimostrato che un altro mondo è possibile, e che non è il mondo storto del Dolomiten. Per aver ribadito, una volta di più, che l’approccio adottato dalla Provincia in tema di gestione dei grandi carnivori non può produrre che dossier irricevibili. Tanto a livello scientifico per la povertà dei dati tecnici prodotti, quanto a livello di cornice legislativa di riferimento.

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L’Osservatorio faunistico provinciale – così come ha fatto Ispra - ha semplicemente ricordato a Kompatscher e Schuler quali sono i criteri di applicazione della Direttiva Habitat per gli abbattimenti in deroga così come specificati nel Documento di orientamento pubblicato dalla Commissione europea nell’ottobre del 2021. Ovvero che la prevenzione va fatta anche se non garantisce risultati certi, anche se comporta “cambiamenti nelle abitudini” e anche se implica disagi e costi aggiuntivi. La politica di Bolzano è stata invece quella di evocare lo “stato soddisfacente di conservazione” del lupo a livello regionale parassitando spudoratamente i 29 branchi presenti in Trentino e il lavoro decennale fatto dalla Provincia di Trento sul piano della prevenzione. Da questo punto di vista i dati sono impietosi: tra il 2013 – anno di comparsa del lupo in Trentino – e il 2021 a sud di Salorno sono state finanziate 917 opere di prevenzione (nell’88% dei casi recinzioni elettrificate) mentre in Alto Adige non solo si è iniziato tardissimo, nel 2018, ma in quattro anni, cioè fino al 2022, le opere di prevenzione finanziate sono state appena 43, tra cui 35 recinzioni elettrificate. Come si fa davanti a numeri del genere a dare parere positivo al prelievo di lupi in deroga? Dati, appunto. Roba da tecnici. Seri. Non chiacchiere ideologiche di una politica ostaggio del mondo rurale e che ha trovato inaspettatamente una solida sponda nei Fratelli d’Italia, quelli che un tempo evocavano la schiena dritta e che oggi fanno a gara con i cugini della Lega per accreditarsi agl’occhi della Svp come gli alleati più docili e affidabili. Il mondo al contrario, evidentemente, abita qui.

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Kommentare

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Simonetta Lucchi 16.09.2023, 15:08

Sono tornati i tempi del povero Norbert Conrad Kaser, il Nestbeschmutzer. Degli insegnanti legati ai letti di ospedale che prendevano fuoco. Se ho buona memoria. Ma spero di sbagliarmi.
Un saluto al bravo Renato Sascor, e al suo papà, profugo istriano, grazie anche per le sue testimonianze.

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paolo giacomoni 16.09.2023, 15:19

LUPO CATTIVO? QUESTE LE CIFRE
Questi ultimi anni sono stati contraddistinti da una feroce campagna politica e mediatica contro la presenza del lupo in Provincia.
Intensa e sistematica al punto da procurare allarme fra la popolazione.
Ma al di là di proclami emotivi, perlopiù disinformati, conditi con foto di pecore sbranate, vogliamo scorrere un po' di dati oggettivi?
Basta entrare nel sito dell’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia per capire che il lupo non è così cattivo come lo si dipinge e che sono invece le inadempienze umane a fare la parte del…lupo.
Su 1128 capi predati accertati in quasi 7 anni, dal 2016 al maggio 2022, nei circa 1600 alpeggi presenti in Provincia, solo in 6 (!!) casi erano presenti opere di prevenzione, cioè qualcosa che impedisse al lupo di trovare un pasto comodo invece che inseguire selvaggina, come usualmente fa.
Inoltre dal 2020 i recinti antipredazione sono finanziati dalla Provincia al 100% e, nonostante questo, in tutto il 2022 vi sono state solo 5 richieste di contributo in tal senso.
Quindi la domanda è: siamo sicuri che tutti gli allevatori vogliano veramente proteggere i loro capi ?
O non si limitino, forse consigliati in tal senso da chi ha interesse a far montare l’avversione verso il lupo, una volta subita la predazione, ad inoltrare domanda di risarcimento, che tanto, è garantito al 100% del valore del capo predato?
Il dubbio è certamente fondato .
Nella Relazione Agraria Forestale della Provincia per il 2022 (dalla quale sono estratti buona parte dei dati su riportati) si afferma, riferendosi al lupo, che “ si può stimare una popolazione minima di 50 individui”.
Sulla base delle cifre sopra esposte appare del tutto ingiustificata, disinformata e strumentale la narrazione che viene propagandata di un lupo che mette in pericolo la zootecnia di un territorio vasto 7.400 km2, dove non viene preso in considerazione nessun mezzo per gestire la problematica, come fanno da decenni, senza vittimismi, molti altri territori.

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Manfred Klotz 17.09.2023, 07:49

Ha perfettamente colto il nocciolo della questione. E dire che le direttive della CE cosiddette FFH giustificano già dal 1992 l'eventuale eutanasia di lupi problematici, QUALORA altri mezzi di protezione si fossero rivelati insufficienti. Ma da noi si è sempre insistito semplicemente a sparare senza tentare seriamente altre misure che, qualora appunto si fossero rivelate fallimentari, avrebbero consentito l'abbattimento, anche senza questa ridicola legge provinciale. È una chiara dimostrazione della pretesa di avere sempre tutto senza dare nulla.

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Dietmar Nußbaumer 16.09.2023, 20:23

Il lupo mannaro, Ezechiele, e i tre porcellini.

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Manfred Klotz 17.09.2023, 07:50

L'articolo ricorda un po' le liste di proscrizione dell'antica Roma.

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Armin Kobler 17.09.2023, 14:01

Però è una triste contraddizione: Prima il contribuente ed il privato devono spendere un sacco di soldi per recinzioni che nella maggior parte dei casi non funzionano (Helvetia docet) per poi poter abbattare gli esemplari in eccesso! Solo perché al livello comunitario non vogliono capire che questi grandi carnivori non sono più in pericolo di estinzione. Un mondo pazzo!

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Andreas Berger 17.09.2023, 14:38

Wer da immer von Herdenschutzmaßnahmen spricht, sollte sich mal die Mühe machen, einige der kleinen und abschüssigen Almen zu besuchen, und sich dort praktisch auszumalen, was für ein Arbeitsaufwand und Materialeinsatz für eine zudem nur schlecht funktionierende Schutzmaßnahme vonnöten ist. Nutztierhaltung ist leider keine hochprofitable Branche, wo sich das rechnen würde. Im Obst- und Weinbau sind Schutzzäune und Netze (gegen Rehe, Vögel, Dachse, Hirsche) bereits Realität, aber dort ist die Wertschöpfung einfach bedeutend höher. In der Almwirtschaft ist das einfach absurd.

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Manfred Klotz 17.09.2023, 15:15

Die Maßnahmen werden zu 100% vom Land bezahlt. Also ist es keine Frage der Wertschöpfung, sondern eine Frage des Willens, oder, wenn Sie so wollen, ein Frage der Bereitstellung von Beweisen, dass die von der FFH-Richtlinie vorgegebenen Maßnahmen tatsächlich nicht effektiv sind (weil umsetzbar sind sie ja). In diesem Fall hätte man sich schon lange auf eben diese FFH-Richtlinie berufen können und eine Entnahme wäre rechtens gewesen. Schon seit 1992. Zuerst die Hausaufgaben machen, dann ist eventuell auch die blutige Schutzmaßnahme gerechtfertigt.

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Martin Tarshito 17.09.2023, 15:51

Sie können dann ja gerne alle Verfahren zur angeblichen 100% Finanzierung begleitend unterstützen, sprich auch die anstehenden Arbeiten auf den Almen ehrenamtlich und höchstpersönlich durchführen. Ist ja nur "eine Frage des Willens", nicht wahr?
Dann hätten Sie auch nicht die viele Zeit, hier überall Ihr "ich muss immer noch ein s draufsetzen" ("Centerum censo Carthaginem esse delendam") zur Schau zu stellen.

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Ceterum Censeo 17.09.2023, 20:39

Tarshito, Ablenkungsmanöver.
Worum geht es hier?
Darum, dass die Dolomiten Fachleute an den Pranger stellt dafür, dass sie ihre Arbeit gemacht haben.
Das ist Hetze.
Wie man sich erinnern kann, ist nach einem Dolomiten-Artikel der Mob bei Spagnolli aufmarschiert,
hausfriedensbruchmäßig und bedrohlich.

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Manfred Klotz 18.09.2023, 06:34

Kirchler, wenn Sie nicht in der Lage sind einen Text inhaltlich zu erfassen, müssen Sie das nicht unbedingt auch noch unter Beweis stellen. Es ist ja so schon peinlich genug.

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Martin Tarshito 18.09.2023, 08:26

Klotz, wenn Sie [s]trotzend daher kommen und die Frage der Wertschöpfung wegwischen, indem Sie von 100 % Finanzierung 'p/trotzen' und meinen, es sei also nur eine "Frage des Willens", dann schreiten Sie doch zur Tat!
Sie meinen eine nicht unerhebliche Arbeit mache sich mit Ihrer "100%" Finanzierung alleine und sei nur eine"Frage des Willens", dann können Sie Ihren Willen beweisen, und zum ehrenamtlichen Arbeitsdienst antreten.
Wenn Sie das nicht geistig erfassen, dann sollte Sie nicht mit Parolen wie "100%" und "Willen" [s]trotzen. Der einzige,der etwas unter Beweis stellt, und zwar seinen "[S]Trotz", ist Herr Klotz. Das ist wahrlich"peinlich".

Centerum Censo, ich habe auf Klotz'es [S]trotz geantwortet. Wenn er vom Thema abkommt, können Sie gerne den Urheber der Abschweifung, also Herrn Klotz, zurück aufs Thema verweisen.

Bild des Benutzers Manfred Klotz
Manfred Klotz 18.09.2023, 11:01

Es hätte nicht eines erneuten Beweises bedurft, dass sinnerfassendes Lesen nicht eine Ihrer primären Kompetenzen ist.

Bild des Benutzers Martin Tarshito
Martin Tarshito 18.09.2023, 11:17

Diese Aussage fällt auf Sie selbst zurück

Bild des Benutzers Manfred Klotz
Manfred Klotz 18.09.2023, 15:34

Ich dachte Sie sind dem Kindergartenalter entwachsen. My bad.

Bild des Benutzers G. P.
G. P. 18.09.2023, 13:13

Kommentar wurde entfernt. Sachlich bleiben!

- Salto-Community-Managment

Bild des Benutzers Sigmund Kripp
Sigmund Kripp 18.09.2023, 08:02

@Andreas: Es geht hier tatsächlich um die Wertschöpfung aus der Almwirtschaft! Und die ist zu niedrig, das stimmt total. Wenn man ein Lamm für 8 €/kg kaufen kann (zerlegt!), ist das zu billig. Ich denke, die Almwirtschaft muss sich so neu formatieren, wie es die Weinwirtschaft getan hat: diese hat auch den 2-€-Billig-Kalterersee abgeschafft und in Südtirol ein anständiges Preisniveau durchgesetzt. Dasselbe muss die Almwirtschaft machen: Was von dort kommt, muss Qualität bedeuten (und auch sein!) und einen kostendeckenden Preis haben.
Heute sind die Absturz- und Krankheitsverluste höher, als die Risse durch Großraubtiere! Das verschweigen die Bauern gerne. Auch da würde eine Behirtung helfen. Natürlich kostet der Hirte und der Hund etwas; aber das muss eben vom Markt erstattet werden! Da werden in den Gasthäusern Steaks aus Südamerika für 50 €/kg verkauft, und unser eigenes Bergfleisch ist fast gratis! Hier gibt es noch viel zu tun. Da ist der Wolf eigentlich nur ein Nebenproblem....

Bild des Benutzers Andreas Berger
Andreas Berger 17.09.2023, 14:39

Wer da immer von Herdenschutzmaßnahmen spricht, sollte sich mal die Mühe machen, einige der kleinen und abschüssigen Almen zu besuchen, und sich dort praktisch auszumalen, was für ein Arbeitsaufwand und Materialeinsatz für eine zudem nur schlecht funktionierende Schutzmaßnahme vonnöten ist. Nutztierhaltung ist leider keine hochprofitable Branche, wo sich das rechnen würde. Im Obst- und Weinbau sind Schutzzäune und Netze (gegen Rehe, Vögel, Dachse, Hirsche) bereits Realität, aber dort ist die Wertschöpfung einfach bedeutend höher. In der Almwirtschaft ist das einfach absurd.

Bild des Benutzers Dennis Loos
Dennis Loos 17.09.2023, 15:52

Die jüngfräulichen Fratelli beugen sich also nur der böhsen böhsen SVP soso, netter Versuch wenn man auf dem einen Auge blind ist.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/17/caccia-al-via-litalia-rischi...

Bild des Benutzers rheticus rheticus
rheticus rheticus 17.09.2023, 19:06

In molti casi i masi di montagna hanno poche pecore; al massimo una ventina. Non è pensabile che si mettano a costruire recinzioni chilometriche, anche se ricevute gratis dalla provincia, o che si procurino dei cani adeguati che poi vanno seguiti e gestiti (e rifocillati). E' troppo. Se il lupo continua ad imperversare abbandoneranno quella piccola pastorizia.

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m s 17.09.2023, 20:26

Professionell und richtig von der Wildbeobachtungsstelle nach fachlichen und nicht politischen Kriterien zu urteilen. Der Rechtsstaat funktioniert also noch eingermaßen. Die Einschüchterungs-/Blaming-Kampagne der Dolomiten ist zu verurteilen.

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Hartmuth Staffler 17.09.2023, 20:58

Wenn die "Dolomiten" ihrer Informationspflicht nachkommen, dann scheint das manchen Forumsteilnehmern hier nicht zu gefallen.

Bild des Benutzers Ceterum Censeo
Ceterum Censeo 17.09.2023, 21:06

soso, das ist also Informationspflicht.

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