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Autobus elettrico con pantografo per la ricarica ad alta tensione. Questi i bus che circoleranno fra breve sulla linea 18 "sponsorizzata".
Trasporto pubblico

Sasa, fra contraddizioni e priorità (2)

Seconda parte: priorità incomprensibili, nuovi servizi da coprire con una flotta vecchia mentre la politica dice e dirà sempre di sì? Almeno se ne discuterà o no?
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(prima parte qui)

La flotta, rinnovo urgente, numeri ballerini e costi. E’ una questione di priorità!

Non continuo a raccapezzarmi con i numeri, giacché il fulgido presidente di nomina politico-commissariale continua a parlare di 38 bus e i conti continuano a non tornare. Leggeremo il bando di gara... ma tanto appare comodo fare attività quando c’è qualcuno che ti copre interamente i costi di acquisto dei bus, cosa che altre società di tpl si sognano. Alla faccia del TCO (Total Cost of Ownership), fin troppo facile così...

Se poi si spendono, ad occhio, circa 75mila Euro in più per ogni bus ibrido-gasolio rispetto a un diesel convenzionale, significa che per 38 bus (… e pigliamola ‘sta cifra… ) si spenderanno 2,85 milioni in più, con cui si sarebbero potuti comprare altri 14 bus tradizionali. Soldi che ben potevano essere previsti per altri bus invece di prendere in giro con la “novità” dell’ibrido.

Qui si arriva quindi al rinnovo della flotta dove, come ho già scritto e nessuno mi ha smentito, almeno 70 bus (addirittura 100 con il criterio qualitativo di massimo dieci anni dal 2019) sarebbero da cambiare immediatamente, mica fra qualche anno. Quindi la situazione si trascinerà in continuazione con un rincorrere dietro al rinnovo della flotta. Lo sanno questo i soci di Sasa? Così, en passant.

Con i nuovi annunciati servizi da coprire… con i vecchi bus. Cosa che, mi sembra, non pare sia stata detta in conferenza stampa, a quanto pare di capire. Andate però a spiegare ciò agli utenti che si lamentano della vetustà dei mezzi.

Flotta green: le solite “medaglie al valore” solo per il Klimaland?

L’importante è farsi “green” con i bus diesel-ibridi, quelli elettrici e quelli a idrogeno. Su quest’ultimo ci sarebbe ulteriormente da discutere, ma è tempo sprecato poiché pare un totem intoccabile per ragioni evidentemente di mero prestigio (… personale o personalistico?) e su cui non si vorrà mai ammettere di aver puntato su di un solo cavallo che si sta rivelando, almeno per ora, perdente a dieci anni dagli annunci che tutto sarebbe diventato a idrogeno cassando qualsiasi alternativa. E così si continua imperterriti ad acquistare bus a idrogeno praticamente per far lavorare la (certo non economica) centrale di Bolzano Sud, vabbeh c’è sempre l’Europa che ci mette un terzo dei costi… anche qui con cifre ballerine sui mezzi da acquistare. Dieci, dodici? Boh?

Piano da 100 milioni: dov’è finito? Fra le promesse elettorali provinciali?

Per tacere del fantasmagorico piano da 100 milioni che era stato annunciato in prima persona dal Sindaco della città capoluogo e dal Presidente della Provincia. Su questo silenzio assoluto, nessuna informazione, né domanda alla conferenza stampa.

Insomma, tante domande ma nessuna, per quanto intuisco, di queste fatte in conferenza stampa il 12 giugno scorso. Eppure si tratta di investimenti di milioni e milioni di Euro con talune palesi contraddizioni. Dovrebbe essere la politica anche a muoversi e impuntarsi nelle domande, invece…

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