Politik | Bolzano

Daspo urbano, tutto può succedere

La delibera arriva in Aula. Il sindaco in pressing sui Verdi, contrari assieme a Noi per Bolzano. Il muro contro muro fa ballare la giunta: si spera nell’emendamento.
consiglio comunale
Foto: Salto.bz

L’estate frizzante di Caramaschi non è ancora finita. Archiviata la mozione di sfiducia (bocciata) e l’areale ferroviario (approvato) il sindaco e la sua giunta hanno di fronte una questione che si trascina da mesi, ma presto arriverà al dunque. Sul daspo urbano, sorta di foglio di via per i facinorosi e i senzatetto ritenuti “molesti” da alcune zone della città, non si è ancora trovata una visione univoca all’interno della coalizione. Il tempo però stringe: la delibera è attesa in Aula tra martedì 27 e giovedì 29 agosto e il primo cittadino ha provato a insistere con l’assessora Maria Laura Lorenzini, incontrata per un rapido caffè. Ma non è andata bene. Anche perché contrari risultano, oltre ai Verdi, anche i consiglieri di Noi per Bolzano e Franca Berti del Pd. Come se ne esce? Si spera in un emendamento presentato da Juri Andriollo, incaricato della mediazione interna alla coalizione, che però ancora non si è visto. 

 

Terzo ostacolo per Caramaschi

 

“Io non so cosa fare, vado dritto” afferma Renzo Caramaschi, che crede nella validità del daspo e lo considera uno strumento per rispondere al degrado urbano. Nulla di risolutivo, ma neanche di negativo o inumano. “Il mio collega Andreatta, a Trento, l’ha introdotto senza problemi. Mi sembra una cosa lineare, serve ad allontanare chi provoca problemi di convivenza in alcune zone della città, da piazza Vittoria al parco della stazione. Non riesco a capire quali siano le contrarietà”. Poi ammette di averne parlato con l’assessora, ma senza fini risolutivi, con una sorta di raccomandazione per martedì.

Io non so cosa fare, vado dritto. Il mio collega Andreatta, a Trento, l’ha introdotto senza problemi. Il daspo serve ad allontanare chi provoca problemi di convivenza in alcune zone della città (Renzo Caramaschi)

Ma anche se il sindaco non fa mistero di puntare ad un sì in consiglio senza gli ambientalisti, la situazione è più complessa. “Il daspo urbano non ci appare come la soluzione giusta, semmai serve solo a spostare il problema più in là, in altre zone di Bolzano” dice Tobias Planer dei Verdi. “La risposta a un tema sociale deve essere sociale. Quanto all’Aula, vedremo come comportarci, se astenerci o votare contro. Dobbiamo ancora decidere nel gruppo”.

Questa non ci appare come la soluzione giusta, semmai serve solo a spostare il problema. La risposta è sociale. Vedremo come muoverci nel gruppo, se astenerci o votare contro (Tobias Planer, Verdi)

 

Lo scenario che fa rischiare la giunta

 

Fatti i conti, ai quattro voti dei verdi (Planer, Lorenzini, Chiara Rabini e Norbert Lantschner) si aggiungerebbero i tre di Noi per Bolzano, Mauro Randi, Claudio Volanti e l’assessora Monica Franch e anche Franca Berti del Pd è data tra gli scettici. In un’assemblea composta da 45 consiglieri in totale, la maggioranza (a 25) sul daspo scende di colpo a 17-18. I bene informati guardano alle assenze: in un consiglio con diversi scranni vuoti i contrari della coalizione di governo si potrebbero sommare al verdetto dei consiglieri di opposizione (le astensioni valgono come un no) e quindi la delibera potrebbe non ottenere il sì della maggioranza dei presenti. 

Il dubbio c’è, la situazione è complessa e servirebbero misure più articolate. Un emendamento può servire, ci stiamo parlando (Mauro Randi, Noi per Bolzano)

“Il dubbio c’è, la situazione è complessa e servirebbero misure più articolate rispetto al daspo urbano” dice Randi riassumendo il giudizio sul provvedimento. Si spera quindi nell’emendamento di Andriollo. “Ci stiamo parlando”, conferma. Un possibile punto di incontro, coltivato ad esempio trai Verdi, sarebbe la previsione di un aumento degli assistenti sociali e dei progetti in strada. Ma bisogna vedere come proseguirà il confronto.

Sono contrario al daspo urbano, che reputo inefficace. Detto questo, valuteremo il testo e decideremo. Di sicuro non faremo la stampella della maggioranza (Gabriele Giovannetti, Il centrodestra)

 

Dalle opposizioni nessun aiuto

 

Intanto tra le minoranze si osservano le tensioni della coalizione. “Sono contrario al daspo urbano, che reputo inefficace” afferma Gabriele Giovannetti (Il centrodestra). “Perché vale su pochissime aree e non è risolutivo, fanno meglio lo stazionamento dei militari al parco Stazione oppure l’illuminazione. E poi manca personale per applicarlo”. Sulla strategia d’Aula le opposizioni non si sono ancora confrontate, ma lo faranno. “Valuteremo il testo e decideremo in che modo pronunciarci. Ma di sicuro - conclude - non faremo la stampella della maggioranza”.