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Sasa/MDL
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trasporto pubblico

Piano NO2, bus diesel e retrofit

In Germania è possibile retrofittare da tempo bus Euro 5/EEV diesel, ridurre NOx e NO2 e ottenere emissioni ridotte a livello Euro VI. In Alto Adige manca la... volontà?
Community-Beitrag von Michele De Luca24.08.2020
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Nel Piano NO2 2018-2023 il problema è evidenziato chiaramente al punto i) e j):

i) Riduzione emissioni bus diesel SASA – studio di fattibilitàDescrizione Il parco circolante della SASA che circola nei Comuni di Bolzano, Merano e Laives è composto anche da 57 bus alimentati a gasolio di classe Euro 5. Si tratta quindi di veicoli relativamente recenti (età media 5,7 anni) e non sostituibili in tempi brevi. Su tali bus è tecnicamente possibile installare un sistema di retrofitting in grado di portare le emissioni di NOx a livelli di un veicolo di classe Euro 6. Entro breve si deve elaborare uno studio di fattibilità tecnica ed un rapporto sui costi/benefici per il retrofitting dei bus e pianificare le risorse economiche necessarie all’obiettivo di avere un parco bus SASA a basse emissioni di NOx entro il 2020.Effetti Riduzione delle emissioni di NOx nelle aree di superamento di Bolzano, Merano e Laives.Responsabile attuazione Ripartizione mobilità / SASA / Agenzia provinciale per l’ambienteOrizzonte temporale: entro il 2018
j) Riduzione emissioni bus diesel SASA - implementazioneDescrizione In base allo studio di fattibilità ed al rapporto costi/benefici di cui al precedente provvedimento si deve dare corso all’attività di installazione dei sistemi di retrofitting su tutti gli autobus con l’obiettivo di avere un parco bus SASA a basse emissioni di NOx entro il 2020. Entro il 2019 si devono pertanto individuare le risorse necessarie.Effetti Riduzione delle emissioni di NOx nelle aree di superamento di Bolzano, Merano e Laives.Responsabile attuazione Ripartizione mobilità / SASAOrizzonte temporale: entro il 2020

Quindi ci sono ben 57 autobus che su strada hanno emissioni non rispondenti ai valori di omologazione e finora è stato fatto… nulla e il termine di fine 2020 sembra che finirà altrettanto nel nulla. Il tutto perché, rispetto a quanto avviene in Germania, ci sono problemi “irrisolvibili” di omologazione con il Ministero dei Trasporti e la relativa autorizzazione dei costruttori dei bus. La risposta data a un’interrogazione in Consiglio Provinciale (pag. 3, punto da 33 a 38) lasciava intendere questo, altro non si è più saputo.

Sui costi è presto detto perché si parla di circa 15/20mila Euro per ogni bus diesel da retrofittare. Certo se poi si spendono del tutto inutilmente circa da 2 a 4 milioni di Euro solo per una elettrificazione di facciata, quindi farlocca, con i bus diesel-ibridi, c’è da porsi legittimamente la domanda sulla capacità di analisi e di strategia di chi prende queste decisioni. I miei dubbi in proposito si rafforzano costantemente, purtroppo.

Magari prendere esempio di cosa è stato fatto a Koblenz?

Saubere Mobilität: Busse mit SCR-Katalysator | koveb

In Germania si può, in Italia tutto complicato? O manca la volontà politica e amministrativa nostrana di insistere a Roma?

Ora, a vedere che le cose possano andare molto più semplicemente lo si vede in Germania. Sulla pagina del KBA (la Motorizzazione tedesca) c’è l’elenco dei mezzi (bus ma non solo…) che possono essere retrofittati e con quale sistema è stata riconosciuta l’omologazione, beninteso anche per modelli di bus che circolano in ambito urbano ed interurbano qui in provincia di Bolzano.

Questi retrofit ci sono quindi pure per gran parte dei bus acquistati nel 2012/13 e qualche anno prima da parte di Sasa (si fossero presi allora a metano… ma è un’altra storia, a leggere cosa fu scritto nel 2012 c'è da sorridere... amaramente). Quindi, perché non si è fatto più nulla?

Se i problemi ci sono a livello di omologazione, allora si chieda che tali sistemi di retrofit vengano omologati anche in Italia oppure che venga semplicemente ripresa l'omologazione tedesca. “Basterebbe” chiederlo al Ministero dei Trasporti. Anche se avere a che fare con la burocrazia romana… chiaro che ci vuole una ferma volontà politica ed amministrativa, provinciale e comunale, nonché delle aziende di tpl coinvolte. Volontà che vedo, però, del tutto assente da tempo.

Bus interurbani: il “bubbone” non considerato di circa 200 mezzi diesel di Sad

Nell’elenco dei sistemi omologati dal KBA, ci sono pure per i mezzi che sono in circolazione sulle linee interurbane. Sulla pagina della Sad dedicata al parco autobus si scopre che ci sono circa 200 (!) mezzi Euro 5/EEV che andrebbero probabilmente retrofittati. Senza considerare quei mezzi, il cui numero è sconosciuto, degli altri concessionari privati.

Ovviamente nel buridone della vicenda della concessione del trasporto interurbano può sembrare quasi azzardato parlare di questi temi, ma proprio perché la stasi del rinnovo della flotta, che si può presumere capiterà nei prossimi anni per il pesante contenzioso in corso fra Sad e Provincia, né uno e né l’altra si avventureranno presumibilmente a comprare nuovi bus. Con buona pace del fantasmagorico e, ad oggi, impraticabile progetto di comprare 660 bus a idrogeno.

E il tema potrebbe pure estendersi ai camion della raccolta rifiuti e via discorrendo.

Quindi sarebbe proprio necessario affrontare il tema anche perché molti di questi bus entrano nei principali centri della Provincia che qualche problemino con i NOx, e in particolare con il NO2, ce l’hanno.

Si farà? Al di là che oggi il tema a seguito della pandemia Covid-19 è di certo scivolato in secondo, se non terzo piano, ne dubito fortemente poiché il tpl sembra solo un tema da delegare dalla politica ai "tecnici" senza mai porsi domande, né chiedere strategie. Saranno ormai dodici anni che ne vedo "di cotte e di crude". Quanto previsto dal tanto osannato "Piano Clima" per il tpl, che è stato affossato nel silenzio pressoché totale, la dice davvero lunga di quale "non volontà" ci sia da parte politica provinciale e comunale di discuterne.

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