Politik | Movimento 5 Stelle

Perugini: ecco i veri motivi della mia estromissione

Presentato come “caso personale”, l’estromissione di Andreas Perugini dalla lista per le provinciali assume un risvolto politico che potrebbe produrre ulteriori polemiche.

Hanno un bel dire i rappresentanti nazionali del MoVimento 5 Stelle, almeno quelli saliti da Roma nel finesettimana per battezzare la lista dei suoi 20 esponenti locali per le provinciali, che hanno di fatto approvato l’epurazione di Andreas Perugini, a suo tempo motivata ricorrendo all’argomento della sua “difficoltà relazionale”. La verità sarebbe un’altra, ed emerge da uno scambio di battute al vetriolo andato in scena su facebook, almeno finché chi gestisce la pagina del gruppo ha deciso di cancellare Perugini anche lì e di “normalizzare” il dibattito che, secondo l’orientamento stesso del MoVimento, dovrebbe invece essere quanto più possibile libero e partecipato.

Ma in pratica, in cosa consisterebbe la denuncia di Perugini? “Il programma presentato ufficialmente, che cioè avremmo dovuto discutere e definire in una discussione pubblica, è in realtà una versione rimaneggiata di quello originario: sono stati cancellati riferimenti alla toponomastica bilingue, alla proporzionale, all’abolizione della Regione, e in pratica tutte quelle cose che sarebbero risultate davvero scomode al governo di questo territorio”. Ma il programma non è per l’appunto un progetto in continua elaborazione? “No, cercano di cautelarsi parlando di programma in elaborazione, ma il concetto che poi è passato mi sembra fin troppo chiaro”.

A questo punto prende forma quella che appare più di un’ipotesi. Perugini sarebbe stato cacciato soprattutto perché la sua “linea politica”, più aggressiva e determinata rispetto a quella degli altri “grillini”, aveva intenzione di prendere di mira (e di petto) gli aspetti più istituzionali dell’autonomia, riecheggiando quindi in modo maggiore le posizioni della destra italiana. Non è infatti un mistero che Perugini abbia espresso sempre molta tolleranza nei confronti di Casa Pound e degli ambienti della destra nazionalista, pur dichiarando ovviamente di farlo per garantire a tutti la libertà d’espressione. Un “trasversalismo” evidentemente poco gradito al resto dei “suoi”.

Il caso, presentato come personale, torna dunque adesso politico?

 

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gorgias So., 22.09.2013 - 17:05

Ma qual'è la culura del M5S a far manterene in opaco questi processi? Vorrei escludere alcuna simpatia per una linea politica che si avvicini a circoli di destra e destra estrema, però legendo che la foto di Perugini adesso sia stata tolta da facebook mi fa ricordare le sue accuse di stalinismo, in quanto propio in quell'epoca si ritoccavano foto per far svanire esponenti di partito caduti in sfavore.
Sento la mancanza di trasparenza, la quale mi aspetterei da un movimento il quale sarebbe scopo sarebbe di cambiare anche la cultura politica del nostro paese.

So., 22.09.2013 - 17:05 Permalink
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rosanna oliveri So., 22.09.2013 - 19:33

Non credo sia vero che Perugini sia un simpatizzante di estrema destra, ma penso che difenda casa Pound per garantire la libertà di espressione a tutti. Non era lui che alle comunali del 2010 voleva candidare sindaco un ragazzo albanese?

So., 22.09.2013 - 19:33 Permalink
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Oscar Ferrari So., 22.09.2013 - 20:38

bah, ci sono le elezioni e il M5S vuole pescare voti tra i delusi dei Verdi e della sinistra. Ovvio che Perugini al secondo posto in lista fa perdere più voti di quanti ne fa guadagnare, per me il succo è tutto qui. Con tanti saluti alla diversità

So., 22.09.2013 - 20:38 Permalink
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Nadia Mazzardis Mo., 23.09.2013 - 13:47

E' curioso come la notizia dell'espulsione di Perugini dal M5S sia stata caricata di una venatura, di quote di genere. Sull'Alto Adige comparve l'articolo che se non fosse stato espulso lui, se ne sarebbero andate un certo numero di donne.

E' altrettanto curioso come questa motivazione arrivi da un movimento che ha sempre fatto del merito, e non del genere una questione...

Ed è ancora più curioso come, a difendere la decisione di un esecutivo interno, ci fossero alla presentazione della lista ben 6 uomini seduti al tavolo dei relatori, di cui due venuti da lontano e uno un poco più da vicino.

Tutti e tre certissimi che l'unico "sbagliato" fosse Perugini. Ma tutti e tre altrettanto certi di "non conoscere bene i fatti".
Modalità politica al maschile mi verrebbe da dire, da femminista convinta quale sono. E non importa se a praticarla siano uomini o donne.

Siamo dentro questa cultura, la cultura del non ascolto, dell'identificazione del colpevole, della non condivisione, della base che si sventola quando fa comodo e si tiene buona (vedi frasetta sfuggita fuori onda), quando non serve più...

Tanta strada da fare ancora, per la buona politica, per la valorizzazione della differenza, della cultura, del genere e chi più ne ha più ne metta

Mo., 23.09.2013 - 13:47 Permalink