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Un autobus elettrico, a sinistra, in uso a Hannover (Germania), che forse si vedranno anche a Bolzano mentre l'esperienza dei bus a idrogeno appare positiva, ma con l'incognita dei costi e del limite temporale d'utilizzo.

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Trasporto pubblico alternativo

(1) Green Mobility: autobus a idrogeno, finalmente i primi numeri, ma le strategie?

Avevo scritto giusto qualche giorno fa riguardo alla relazione di metà mandato dell’assessore Mussner, evidenziandone la mancanza di concretezza ma poi ecco la sorpresa…
Un contributo della community di Michele De Luca02.07.2016
Ritratto di Michele De Luca
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E’ arrivata invece un’articolata risposta a una fitta serie di domande poste dalla consigliera provinciale Elena Artioli nell’interrogazione del 2 maggio scorso e datata 29 giugno proprio dal citato assessore ma stilata in realtà dal dirigente reggente la ripartizione mobilità, Günther Burger. Curioso che del tema non s’interessi per nulla l’assessorato provinciale all’ambiente e le sorprese non mancano, per davvero, sia in senso positivo che non.

C’è un po’ da storcere il naso che per avere queste informazioni si debba ravanare nelle risposte ad interrogazioni, segno di poca volontà di comunicare “step by step” questi progetti e queste informazioni? La trasparenza appare quindi tuttora un optional.

In arrivo gli e-bus con una nuova linea urbana a Bolzano

Partiamo da una novità mai annunciata prima: si sta studiando l’acquisto di tre autobus elettrici da 12 metri (550mila Euro cadauno) e di due autobus da 18 metri sempre elettrici (690mila Euro cadauno) che dovrebbero venire impiegati, altra novità, su di una nuova linea urbana (si presume gestita da Sasa) fra il costruendo parco tecnologico NOI con il centro città. Due novità molto interessanti, ma, facendo un po’ il bastian contrario, i costi appaiono davvero elevati visto che si parla di costi doppi rispetto ai bus a metano tradizionali e sarà da vedere anche di quale autonomia disporranno, vero tallone d’Achille degli e-bus nonché i costi di esercizio. Di certo ritornerò sul tema quando questo progetto sarà presentato ufficialmente… ma lo si farà?

Strano che non si parli di ciò nell’ambito di progetti europei, poiché sugli e-bus ce ne sono diversi in corso da tempo in Europa, come ho appreso alla fiera Uitp a Milano un anno fa, oppure la provincia di Bolzano, non considerandoli inizialmente, ha forse perso qualche opportunità di finanziamento europeo? Ad ogni buon conto, la città di Bolzano ringrazierà se tutto ciò sarà a carico del bilancio provinciale. In ogni caso conformemente a quanto previsto per il tpl nel 2025 dal Piano Clima-Energia Alto Adige 2050.

Nuovi 15 bus a idrogeno: i costi con la novità dei bus H2 da 18 metri

Veniamo ora al tema H2. Nuovi autobus a idrogeno: gli 8,5 milioni di Euro (al netto del contributo UE di 200mila Euro per ogni bus) sono destinati a coprire l’acquisto di 10 bus da 12 o 13 metri (come quelli che sono già in esercizio a Bolzano) e, novità assoluta, 5 autobus da 18 metri. E’ stata anche resa nota l’autonomia giornaliera dei bus già circolanti: 370 km.

I nuovi bus in arrivo, salvo che non sia realizzato un impianto di rifornimento H2 in quel di Brunico, saranno nuovamente utilizzati nella città capoluogo… che ringrazia sentitamente sempreché i costi continui a sostenerli la Provincia.

Le cifre del progetto Chic, si prospetta un consistente avanzo?

Costi progetto Chic in chiusura a fine 2016: finalmente delle cifre! A fine 2015 i costi ammontavano, acquisto dei bus compresi, a 5.612.974,75 Euro. Parrebbe quindi che si siano risparmiati molti soldi poiché la Provincia ha stanziato 9 milioni a cui si aggiungono i 4,5 milioni di contributo UE, per un budget complessivo di 13,5 milioni. Il progetto finirà quindi con un consistente avanzo? Staremo a vedere a fine 2016.

Un dato molto importante, il TCO (Total Cost of Ownership), ossia il costo totale di proprietà, dà un’idea che poi molti torti non avevo in passato e che ci avevo visto giusto sulla convenienza del metano e quindi mi tolgo un sassolino dalla scarpa.

Benefici altissimi con i bus H2, altrettanto altissimi i costi di trazione

Il costo chilometrico (carburante + manutenzione) per le varie trazioni è, infatti, il seguente:

  • idrogeno (progetto Chic): 3,16 Euro/km
  • idrogeno (prossimi bus): da 1,46 a 1,76 Euro/km (stimato)
  • gasolio: 0,61 Euro/km
  • metano: 0,53 Euro/km

Per rendere bene queste cifre vanno viste su di una percorrenza annua, ad esempio di 60mila km. Queste le cifre:

  • idrogeno: 189.600 Euro
  • idrogeno (prossimi bus): da 87.600 a 105.600 Euro
  • gasolio: 36.600 Euro
  • metano: 31.800 Euro

Quindi è confermato che l’idrogeno, sia oggi che domani, sarà molto costoso per il bilancio provinciale, al di là dei benefici ambientali dove vengono utilizzati i bus. Di ciò bisogna esserne consapevoli. Ma pagherà sempre tutto e comunque “mamma Provincia” giacché tutto avviene tramite la STA? Per Sasa sarebbe probabilmente difficile, a mio avviso, poter sostenere i costi dei bus  H2 senza sforare il proprio bilancio.

E’ un quesito non retorico perché il calcolo di cui sopra parla molto chiaro: siamo disposti nei prossimi anni a spendere molto, ma molto di più per la trazione a idrogeno nonché per l’acquisto dei bus? Nessuno mi sembra si sia mai posto questa domanda.

Il costo dell'idrogeno: oggi fuori mercato come alternativa per i privati ma anche per il settore pubblico?

Che l’idrogeno abbia qualche problemino di costi lo dà anche il costo di 11,29 Euro/kg (13,77 con Iva) dell’idrogeno alla stazione di rifornimento di Bolzano Sud, confermato dalla foto qui sotto gentilmente recapitatami qualche settimana fa. Curioso, perché a Innsbruck il kg d’idrogeno costa 9 Euro… Senza annoiare con altri conti, un’auto a idrogeno oggi ha costi per i quali nessuno la comprerebbe se non per uno spirito pionieristico senza guardare ai costi da sostenere e alla rete di rifornimento tuttora inesistente e costosissima da realizzare tanto che senza contributi UE, come specificato per Brunico, non si andrà per davvero da nessuna parte. A parte il rischio di creare strutture (si parla di quattro da realizzare per la provincia) per rifornire qualche bus e una manciata di auto e che dunque rischiano di rimanere delle costosissime “cattedrali nel deserto” per chissà quanti anni ancora.

Autarchia per l'idrogeno: no a quello "nero", sì solo a quello "verde" ma stiamo rincorrendo un'utopia?

Preso atto che l’idrogeno a Bolzano Sud viene prodotto con “al 100% energia verde certificata”, c’è una lunga considerazione se non utilizzare idrogeno prodotto da fonti non rinnovabili (definito “idrogeno nero”). La frase che, sinceramente comprendo poco, è che se venisse prodotto dal metano, ed avrebbe un “prezzo più conveniente”, “… non comporta benefici per il territorio Provinciale in quanto né il metano né l’idrogeno derivante da questo vengono prodotti in Provincia di Bolzano ma in impianti di grande portata centralizzati e localizzati a distanza…” e che “… non dà riscontro e valorizzazione per l’economia e i posti di lavoro in loco. …”. Autarchia provinciale in un sistema energetico europeo? Anche qui, ne avevo già parlato di questa visione provincial-centrica un po’ miope. Mi sembra un bel discorso teorico, ma se alla fine poi i conti sono e saranno pesanti, come lo si potrà ulteriormente giustificare?

Il futuro dei bus a Bolzano: in uso dal 2013 al 2018 e poi?

Un’incognita appare però sul futuro dei bus H2 a Bolzano. È specificato che i cinque mezzi, entrati in servizio nel 2013, sono coperti da una garanzia di 5 anni o 12mila ore e “… continuerannoa prestare il servizio per tutto il periodo garantito.” Ma dopo? Con costo operativo poi da 6 (per gli attuali bus H2) a poco meno di 3 volte superiore (per i futuri) rispetto al metano (il gasolio non lo considero nemmeno…) , mi chiedo se qualche domanda non ce la si dovrebbe porre.

Termino qui perché mi dilungherei troppo sul discorso Sasa e metano. Le sorprese con annesse incongruenze non mancheranno e quindi rimando ad un altro approfondimento. Ma ci avevo visto giusto. Stay tuned.

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