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Emilio Isgrò, Cancellature
Maltrattamenti

Come se non fosse mai abbastanza

Cosa c'è alla base della richiesta, da parte dei sudtirolesi, di ottenere la doppia cittadinanza?
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Per esprimere dubbi sul desiderio periodicamente ricorrente dei sudtirolesi di ottenere ANCHE la cittadinanza austriaca si possono scegliere due vie. La prima, tecnica e sobria, è stata battuta dal Senatore Francesco Palermo, il quale ha spiegato le sue perplessità in un'intervista pubblicata da Salto.bz. La seconda, senza dubbio più rozza, ma a mio avviso abbastanza vicina alla verità elementare, la batto adesso qui io, e riguarda gli aspetti, per così dire, psico-patologici della questione. Non serve usare analisi troppo sofisticate: i sudtirolesi che desiderano ottenere ANCHE la cittadinanza austriaca lo fanno principalmente per un solo motivo: perché si vergognano di essere italiani, dunque non vogliono essere scambiati per degli italiani e farebbero di tutto per sembrare “diversi” (e diventare formalmente “austriaci” è chiaramente il minimo, ma se servisse accetterebbero anche di diventare “cinesi”). Ora, perché questi sudtirolesi si vergognino di essere italiani è abbastanza scontato e semplice da capire (del resto, ci sono anche tanti italiani che si vergognano di essere italiani). Nonostante l'Alto Adige-Südtirol faccia ormai parte dell'Italia da quasi 100 anni, il processo di adesione al “sentimento” nazionale della maggioranza dei suoi abitanti potrebbe essere descritto ricorrendo al famoso paradosso di Zenone, utilizzato – come noto – per dimostrare l'illusorietà del movimento. Lo riassumo rubando le parole ad Aristotele: “Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido; giacché quello che segue deve arrivare al punto che occupava quello che è seguito e dove questo non è più (quando il secondo arriva); in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo”. Non ha nessuna importanza stabilire chi sia Achille o la tartaruga. Mettiamoci l'anima in pace e diamo per scontato che la distanza rimarrà invariata per l'eternità: un italiano non sarà mai e non si sentirà mai sudtirolese e un sudtirolese non sarà mai e non si sentirà mai italiano, almeno fin quando esisterà la possibilità di un “confronto”. Questa è la situazione, non c'è in fondo nulla di male e, grazie all'autonomia, si è potuto dimostrare che si possono persino fare anche parecchie cose insieme andando quasi d'accordo su tutto. Quando subentrano invece i problemi? I problemi subentrano quando, retrocedendo dallo stare insieme pur essendo diversi, si vorrebbe continuare a sottolineare che non basta limitarsi ad “essere” diversi, ma lo si vuole certificare, scrivere a lettere di scatola, e insomma manifestare in ogni modo possibile, COME SE NON FOSSE MAI ABBASTANZA. Da questo insaziabile bisogno di distinzione non può nascere nulla di buono, perché spingerà sempre la parte corrispondente a fare altrettanto, in una spirale di bulimia identitaria tanto stupida quanto dannosa.

La rubrica “Maltrattamenti” - in collaborazione con Radio Tandem – può essere anche ascoltata ogni settimana la domenica (ore 19:55), il martedì (ore 13.00) e il giovedì (ore 17:50).

 

 

 
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Commenti

Ritratto di Tomas Kofler

Dann sollten Sie sich genauso dafür einsetzen, dass keine Argentinier mit italienischen Vorfahren in 3. Generation die italienische Staatsbürgerschaft erhalten... die sogenannten "Oriundi", vor allem Fussballer wie Mauro Camoranesi...
Gleiches Recht für alle, denn die deutsprachigen Südtiroler sind Oriundi Österreichs.
www.it.wikipedia.org/wiki/Oriundo

Ich persönlich glaube, dass das Problem vielmehr bei den Verhinderern liegt, die Angst haben, dass man ihnen etwas wegnimmt.
Aber wieso soll ich bei einem Staat bleiben wollen, der zutiefst korrupt ist, Diebe laufen lässt, meine Rente jetzt bereits verscherbelt hat, mich wegen meines Akzents veräppelt und als einzigen Spruch das klassische "Ma qua siamo in Italia" hervorbringt... und vor allem nichts mit meiner Muttersprache, meiner Kultur und Lebenseinstellung zu tun hat.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Salve sig. Kofler. Il suo commento è la più perfetta dimostrazione che la mia analisi è sì rozza, ma anche esatta. Ho parlato di "vergogna" e infatti basta leggersi le sue ultime righe per averla tutta qua, la sua vergogna. Altri veri motivi non ci sono. Ripeto, è una motivazione comprensibile, ma del tutto insufficiente a smuovere qualcosa sul piano diplomatico.

Ritratto di Tomas Kofler

Mica ho negato di vergognarmi. Direi piu una profonda avversione.
Ridurre il tutto alla vergogna come unico motivo dimostra quanto poco lei capisca la situazione.
Ci sono tantissimi altri motivi ma sopratutto questi: la mia madrelingua, la mia cultura, il mio modo di vivere non c'entrano niente con la mentalità italiana, ma tantissimo con quella austriaca.
Per esempio: se qualcuno al estero mi chiede da dove vengo, mi guardano in faccia increduli e mi tocca spiegare la storia del sudtirolo...
Parlando poi di motivazioni... certamente é molto piu importante naturalizzare un argentino come Camoranesi per poterlo far giocare con la nazionale e vincere i mondiali nel 2006.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Sì, ecco. Vergogna, avversione a me sembra anche disprezzo. Ma nonostante ciò: lei vive qui in Sudtirolo, da cittadino italiano, ed è liberissimo di parlare la sua madrelingua, di vivere la sua cultura e di fare quello che vuole. Chi glielo impedisce? O meglio: in cosa cambierebbe questa SUA situazione se lei avesse in tasca il passaporto austriaco? In nulla. La motivazione è per l'appunto solo la vergogna, l'avversione e il disprezzo. Problemi psicologici.

Ritratto di Tomas Kofler

Per lei si chiama vergogna, disprezzo, problemi psicologici. Per me é un sentimento...
Come detto, lei ha capito poco della situazione e mai lo capirà.
Lei é come un inglese di Londra che arriva a Belfast e vuole spiegare ad un Irlandese de Nord perche non puo tornare ad essere Irlandese a tutti gli effetti come il resto dell'isola...

Ritratto di Gabriele Di Luca

Vergogna (da lei stesso ammessa) e disprezzo (si evince in generale) sono per l'appunto sentimenti. E si tratta di sentimenti problematici, che affermano l'esistenza di un problema. Dunque sono problemi psicologici, visto che di problemi "reali" (derivanti dalla mancata acquisizione della doppia cittadinanza) non se ne vedono. Io non voglio spiegare nulla, anche perché non c'è nulla da spiegare. Mi limito ad osservare e vedo che tutti gli argomenti proposti a favore della doppia cittadinanza si nutrono da questa insoddisfazione o "disagio" di possedere solo una nazionalità. I paragoni con altri contesti sono divagazioni che non portano a nulla (si vedano quelli che hanno sprecato anni a tessere parallelismi tra il Sudtirolo e la Catalogna e adesso sono lì a chiedersi quale meteorite si sia abbattuto sulle loro testoline).

Ritratto di Tomas Kofler

Noi non lo vogliamo per dei problemi " reali". Siete voi qua su salto che affermate che questi sono i motivi. I sentimenti di cui parlo sono quelli di avere una nazionalitá che rispecchia la mia madrelingua, cultura e il mio modo di vivere.

Ritratto di Gabriele Di Luca

"Voi qui su salto". Io qui su salto. Non "voi". Per il resto è chiarissimo. Si tratta di un sentimento di "disagio" provocato in gran parte dalla vergogna di non poter esibire un tesserino o qualcosa di simile che "vi" (quelli che pongono questa questione) renda formalmente diversi dalla restante popolazione del territorio in cui tutti risediamo. Ma siccome, per l'ennesima volta, si tratta di "sentimenti" (per di più forieri di una inutile divisione tra i cittadini), vedrà che la politica (che in primo luogo si occupa o dovrebbe occuparsi di "problemi") ci passerà sopra come ha sempre fatto. E sarà bene così.

Ritratto di Tomas Kofler

abbiamo oramai tutti capito il suo punto di vista pieno di odio nei nostri confronti. Ci risparmi il ritornello

Ritratto di Gabriele Di Luca

Avevo saltato questo commento. Chiedo scusa. Vedo che si parla di "odio nei nostri confronti". Odio. Hass. Un po' esagerato parlare di odio, non trova? Provo antipatia per un certo atteggiamento. Ecco. Antipatia per un certo atteggiamento. C'est tout.

Ritratto di Waltraud Astner

@Gabriele di Luca
Ich muss Ihnen vollkommen recht geben. Der österreichische Pass würde gar nichts an meiner Situation ändern, genausowenig wie er die Situation der vielen Kinder von österreichischen Staatsbürgern, die hier leben und den österreichischen Pass zusätzlich zum italienischen besitzen, ändert. Also ob man zwei Staatsbürgerschaften besitzt oder nicht, es ändert sich nichts. Wenn sich nichts ändert, also niemand bevorzugt oder benachteiligt wird, wieso sollten ihn nicht ein paar Südtiroler mehr erhalten, zusätzlich zu jenen die ihn schon haben? Oder anders gefragt, wenn sich nichts ändert, wieso regen sich jene überhaupt auf, die es nicht betrifft? Sie müssen zugeben, dass das seltsam ist. Ja wenn einige durch die österreichische Staatsbürgerschaft greifbare Vorteile hätten, das würde natürlich nicht gehen, dass einige profitieren, die anderen nicht, das könnte man natürlich nicht hinnehmen !! Aber so wenn es nur um so etwas nicht Greifbares, wie eine emotionale Verbindung, bzw. ein Zugehörigkeitsgefühl zu Österreich geht, wird das doch kein Problem sein, oder? Oder ist jetzt ein Zugehörigkeitsgefühl zu Österreich, das man schwarz und weiß in Händen hält (wer will) auch schon verpönt, dass man deswegen öffentlich gerügt wird? Darf man Verbundenheitsgefühle nur ohne Pass haben, und bestimmen darüber Außenstehende? Summa summarum: Der österreichische Pass bringt keine greifbaren Vorteile, nur emotionale, also ist es egal wenn man ihn nicht hat, aber auch egal wenn man ihn hat und jene die es nicht betrifft, können sich beruhigt zurücklehnen und die causa jenen überlassen, die in Frage kommen.

Ritratto di Gabriele Di Luca

@ Waltraud, la discussione che ho "impostato" non riguarda quello che dice lei. Forse mi sono espresso male, ma io ho cercato di scavare dentro al contenuto di questo "sentimento" che porta un gruppo di individui (come gruppo, e non in quanto semplice somma di individui) a ricercare un riconoscimento formale del proprio status sentimentale. E - non credo di sbagliare - tale rivendicazione si basa su una dose di vergogna che, di per sé, è causa di un problema sociale e può condurre a una frattura sociale (o meglio: la fa emergere, perché questa frattura è già presente). Questo è il punto che mi interessava evidenziare.

Ritratto di rheticus rheticus

Stavolta (e credo che sia l'unica), non sono d'accordo con Gabriele di Luca. Non ci trovo nulla di male ad avere la doppia cittadinanza; penso che sia una bella iniziativa, naturalmente da estendere a tutti gli altoatesini indipendentemente dalla lingua.
Come diceva il principe di Metternich l' Italia non è che una espressione geografica. A Lugano si parla italiano ed in piazza c'è una statua con una scritta "liberi e svizzeri". Tutto in italiano. Sono italiani come noi ( o meglio come me), però sono svizzeri.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Rheticus, il "naturalmente da estendere a tutti gli altoatesini indipendentemente dalla lingua" non è tra le possibilità contemplate dai nostri fautori della doppia cittadinanza.

Ritratto di Tomas Kofler

Esatto. Il passaporto austriaco ha senso solo per noi oriundi austriaci. Presumo che i suoi genitori o nonni, come del resto per il 99% degli italiani qua in Sudtirolo, vegono da altre parti d'Italia.

Ritratto di Gabriele Di Luca

I miei genitori provengono ambedue dalla Toscana. Quindi non dovrei sforzarmi a rovistare tra i bauli e le scartoffie anagrafiche. Sul resto degli italiani sarei più prudente, in giro si sentono persone dire che hanno trisavoli austro-ungarici. Credo che a Vienna non vedano davvero l'ora di mettersi ad esaminare questa cascatella di documenti. :)

+1-11
Ritratto di Tomas Kofler

Questo lasci, che sia un problema di Vienna , non suo. Cosi come ha fatto la farnesina quando cercava trisavi per poter rimpatriare gli atleti argentini.
Poi non capisco che cosa ne frega a lei di come verrà gestita la cosa. A lei non verrà tolto nulla per cui si metta l'anima in pace.

Ritratto di rheticus rheticus

voglio vedere come faranno ad escludere tutti quegli altoatesini di lingua tedesca (e sono tanti) che hanno un padre o un nonno italiano. Ed il mio amico Albino di Calliano (cittadino di Merano) che ha avuto il nonno materno Kaiserjaeger morto in Galizia? Chi glielo dice che lui non può avere la doppia cittadinanza?

Ritratto di Gabriele Di Luca

Già, come faranno? Scommettiamo che non faranno? Così evitano di rimanere impigliati nei problemi sentimentali di Kofler, che dal punto di vista politico promettono solo di causare un gran merdaio.

+1-11
Ritratto di Tomas Kofler

Abbiamo capito il suo distorto punto di vista di un teorico. Come mai tutto questo astio da parte sua?

Ritratto di Gabriele Di Luca

Ma quale astio? :) Di discussioni come queste ne ho viste a migliaia. Le faccio sbadigliando. Ah, che il mio punto di vista sia "distorto" è una sua opinione. Non sia astioso, su...

+1-11
Ritratto di Tomas Kofler

Cosa pensava accadesse scrivendo questo articolo stupido... tutti zitti ad annuire???

Ritratto di Gabriele Di Luca

No. Non avrei mai voluto che tutti annuissero. Se volevo che tutti annuissero avrei scritto un pezzo sul tempo, dicendo che se fa freddo è meglio coprirsi. Invece il mio "stupido articolo" ha fatto emergere anche qualche "stupido commento". E la stupidità ci insegna sempre qualcosa (la mia a voi, la vostra a me).

+1-11
Ritratto di Robert Tam...

Già, come faranno? Chissà come sono riusciti tanti stati europei a gestire queste situazioni senza ascoltare prima le rimostranze di Gabriele di Luca?
Gabriele, oltre alla psicologia te ne intendi anche di diritto?

Ritratto di Gabriele Di Luca

Il punto non riguarda i "tanti stati europei", ma l'Austria nel suo rapporto con le minoranze. ;) Abbiamo precedenti in tal senso?

Ritratto di Robert Tam...

Infatti, l’Austria può tranquillamente andare a vedere come hanno fatto Italia, Irlanda e Germania, per esempio. Ed ecco che potrebbe nascere il nuovo precedente austriaco. ;)
Non é che ci vuole chissà cosa.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Bene. Allora aspettiamo che l'Austria copi qualche altro paese. In fondo è questo che si chiede all'Austria, no? Copiare gli altri.

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Ritratto di Robert Tam...

Già Gabriele, la doppia cittadinanza è possibile in quasi tutti gli stati europei. Eri tu che speravi tanto nei "precedenti". Ben venga quindi se un modello funzionante viene copiato.

Ritratto di Martin Daniel

Questa analisi è il perfetto esempio del perchè le scienze umanistiche sono da considerare poco scientifiche e molto intuitive. Secondo me, cercare il motivo ultimo nella vergogna di essere italiani non coglie il punto. Ricordiamo che il pacchetto nella famosa seduta del Kursaal del 1969 fu approvato da appena poco più della metà dei presenti, l'altra parte ritenendolo insufficiente dava già allora il segnale di non volersi accontentare dell'autonomia. Questo si può condividere o disprezzare ma bisogna prendere atto che una fetta dei Sudtirolesi non ha mai metabolizzato l'annessione all'Italia e mai dimenticato i tentativi di italianizzazione o le torture degli attivisti negli anni 60. Forse anche perchè l'Italia non ha fatto i conti col fascismo come lo fece la Germania col nazionalsocialismo. È chiaramente connesso ai movimenti per così dire irredentistici in varie parti d'Europa questo riaffiorire dell'identitarismo dalle nostre parti ma la politica italiana (chi legge gli articoli di Mumelter su salto ne sa abbastanza di voltagabbana, corruzione, giochetti di potere e un Berlusconi che 25 anni dopo la caduta della 1a repubblica è ancora lì a dominare la scena nonostante condanna e interdizione politica) e certi media nazionali (basti pensare all'aggressione indirizzata a Kompatscher o all'autonomia tout court da parte di certi talk-show, servizi tv o trasmissioni radio) fanno di tutto per innescare un istinto di fuga non solo ai patrioti storici ma anche a più d'un sudtirolese moderato disposto alla buona convivenza in provincia. Resta che anche la presente analisi rimane del tutto soggettiva e di difficile verifica nella realtà storica.

+1-14
Ritratto di Gabriele Di Luca

Il fatto di non aver metabolizzato quanto accaduto sessanta e più anni fa è un indice della vergogna suddetta. Probabilmente ci si vergogna anche del non aver saputo trarre più beneficio dagli anni delle bombe, non so. Ma la questione sudtirolese ha preso la via che ha preso e, a mio avviso, il risultato è buono. Certo, resta la vergogna, ma si tratta solo di un problema psicologico (come ho spiegato prima) e può essere superata facendo una vita attiva o dedicandosi ogni tanto anche a faccende che non riguardano la storia passata di questo posto. Consiglio di leggersi la seconda inattuale di Nietzsche, quella sull'utilità e il danno della storia per la vita.

Ritratto di Tomas Kofler

E come spiegato prima, lei non ha capito nulla quando scrive che é solo un problema psicologico. É inutile continuare con questo ritornerlo.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Sentimenti. Psicologia. Non è un ritornello, è la base dalla quale partite per argomentare. Sentimenti, psicologia. Solo quello. La politica dei sentimenti, la politica della psicologia. Altro qui non c'è.

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Ritratto di Tomas Kofler

Appunto ritornello... di uno che non sa come argomentare

Ritratto di Gabriele Di Luca

Ottimo argomento dire a un altro "lei non sa argomentare". ;)

Ritratto di Robert Tam...

Per gettare fango sull’eventuale doppia cittadinanza per i sudtirolesi, Salto.bz spara a zero – anche in mancanza di argomenti validi.

Francesco Palermo continua a raccontare la storiella del giurista che si ritrova in politica quasi "per caso", ma ha dimostrato di essere ormai un vero e proprio politico che parla puro politichese. Non si vergogna nemmeno di tirarsi fuori dal cappello le storie più assurde: ha sparato la panzanata di tasse che sarebbero da pagare in Austria se un sudtirolese dovesse ricevere la cittadinanza austriaca. Come se le tasse venissero pagate in base alla cittadinanza e non in base alla residenza (e Palermo queste cose le dovrebbe sapere). La via di Palermo non è "tecnica e sobria", bensì pura fuffa.

Ora non poteva mancare Di Luca, che pur di poter scrivere qualcosa contro il doppio passaporto si inventa di essere psicologo.
Ormai Salto in questo tema è alla frutta.

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Ritratto di Martin B.

@Robert Tam...: Dies ist auch mein Eindruck. Genauso passend der Irlandvergleich von Tomas Kofler. Es ist nicht nachzuvollziehen was Herr Di Luca bezwecken will: sich selbst und ähnlich denkenden Italienern Balsam auf die Seele zu schreiben, etwas Unterstützung von den pro-römischen Deutschsprachigen zu erhalten oder die Reaktionen der Pro-Österreichischen Minderheitsfraktion zu provozieren.
Ob Palermo oder Di Luca: intellektuell sind die beiden Statements enttäuschend - wie auch die sturköpfig unkonzillianten und einseitigen Stellungnahmen von SF, F & Co. So kommen wir in der Diskussion nicht weiter und es wird das Beste sein, wenn das Wiener Parlament autonom und genauso undiplomatisch wie Rom in ex-Jugoslawien entscheidet: pro österreischischer Minderheit in Südtirol ;-)

Ritratto di Gabriele Di Luca

@ Robert: Non so se esiste un orientamento complessivo di salto su questa vicenda. Io mi sono limitato a scrivere un commento personale. Ho postulato che sentimenti come la vergogna o l'astio o il disprezzo siano qui i fattori trainanti della rivendicazione. Dalle risposte vedo che ho ragione (nessuno ha per esempio scritto che il desiderio di avere il passaporto austriaco deriva da un sincero affetto per l'Austria, o dall'interesse di partecipare più attivamente alla sua vita politica e civile).

@ Martin: La discussione non andrà molto avanti perché al di là dell'interesse "sentimentale" per la causa altri argomenti "utili" non se ne vedono. Faccio una facile profezia: di doppio passaporto se ne è parlato in passato, se ne parla adesso, se ne parlerà in futuro. A fiammate. L'esito sarà nullo. Per me la cosa è utile solo a una cosa: a misurare quanto ancora spesso è l'astio e il "disagio" dei sudtirolesi nei confronti dell'Italia. E quanto impotente, anche, basandosi solo su un insipido piagnisteo che prende come punto di appoggio eventi tutti accaduti decenni fa.

+1-11
Ritratto di Tomas Kofler

"nessuno ha per esempio scritto che il desiderio di avere il passaporto austriaco deriva da un sincero affetto per l'Austria"... ma lei li legge i commenti o se ne frega? come gia scritto 3 volte sopra Il sentimento é di avere una nazionalitá che rispecchia la propria madrelingua, cultura e modo di vivere.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Li leggo, li leggo. Cosa vuole che le dica? Le faccio tanti auguri di riuscirci, a lei e agli altri "disagiati" oriundi. Dev'essere proprio brutto non avere problemi effettivi e soffrire invece del fatto di non avere un tesserino nel cassetto che "certifica" l'appartenenza a una nazione nella quale neppure si è mai vissuto.

Ritratto di Tomas Kofler

Appunto legge legge, ma non va fuori a parlare con le persone. E come spiegato prima, lei non ha capito nulla. É inutile continuare con questo ritornerlo.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Fuori le persone che ne parlano non dicono cose molto diverse da quelle che si dicono qui. Quindi posso basarmi sulle cose che vengono scritte qui, no? O fuori ci sono argomentazioni più stringenti del solito piagnisteo sul fatto che se uno parla tedesco (e nessuno glielo impedisce) deve anche avere per forza il passaporto austriaco o germanico?

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Ritratto di Tomas Kofler

Da questo si evince perfettamente che lei parla solo con certi gruppi di persone... per questo le sue argomentazioni fanno ridere.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Strano che si evinca perfettamente. Davvero. Parlo con chiunque. Persino con lei.

Ritratto di Robert Tam...

@Gabriele: "Non so se esiste un orientamento complessivo di salto su questa vicenda."
Vatti a vedere la schiera di articoli di Salto.bz (moltissimi dei quali di tua mano) su questo tema. È molto chiaro l’orientamento complessivo del portale su questo tema. Per carità: le opinioni sono opinioni. Ma le uscite di Francesco Palermo, che tu hai definito tecniche e sobrie, sono pura fuffa.

La laurea in psicologia quando l’hai presa?

Ritratto di Gabriele Di Luca

Articoli di mia mano sul doppio passaporto? Non ne ricordo uno. C'è bisogno della laurea in psicologia per riconoscere il piagnisteo dei "disagiati oriundi"? Suvvia.

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Ritratto di Robert Tam...

Articoli di tua mano sul doppio passaporto, Gabriele? Non ne ricordi uno? Ma sei capace di usare un semplice motore di ricerca?

Ecco alcuni tuoi articoli sul tema che ho trovato (...e non sono un mago di internet):
https://www.salto.bz/it/article/22062013/la-questione-del-doppio-passaporto
https://www.salto.bz/it/article/10102015/non-prendetevela-se-vi-diremo-d...
https://www.salto.bz/it/article/25062013/inchiesta-sul-doppio-passaporto
https://www.salto.bz/it/article/24062013/austriaci-col-minimo-sforzo

Non sai neanche che cosa scrivi o come si usa un motore di ricerca?
Suvvia.

Ritratto di Tomas Kofler

Bravo. Genau deswegen kann man einen Di Luca nicht ernst nehmen... Jemand der einen Donato Seppi und den PD für eine "inchiesta" zum Thema befragt ist nicht glaubwürdig.

Ritratto di Gabriele Di Luca

Ok. Ho scritto pezzi su questa vicenda (grazie a dio me li ero scordati). 4 anni fa. E sì, chiesi a Seppi e al Pd. Esistevano ed esistono anche loro. Quindi valeva la pena chiedere anche a loro. O per fare un'inchiesta sul doppio passaporto bisogna chiedere solo a Sven Knoll? :) Quello che sul profilo fb scrive che risiede a Tirolo (Austria) ed è contattabile ad un numero di cellulare austriaco?

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Ritratto di Robert Tam...

"Articoli di mia mano sul doppio passaporto? Non ne ricordo uno." Poi in pochi secondi ne trovo quattro (più innumerevoli commentini tuoi pieni di disprezzo e insulti per chi la pensa diversamente da te). Che figuraccia che hai fatto, Gabriele!

Prova a sorvolare quello che hai scritto su Salto in merito alla doppia cittadinanza in questi anni.

Poi prova a farti un autoanalisi "psico-patologica" (anche se non sei psicologo): hai definito "imbecilli", "ridicoli" e "rimbambiti" coloro che la pensano diversamente da te sulla doppia cittadinanza.
Perchè questo tuo accannimento, questo astio? Magari hai bisogno di aiuto da parte di uno psicologo (uno vero).

Ritratto di Gabriele Di Luca

L'autoanalisi l'ho già fatta. Finale del mio pezzo: "Da questo insaziabile bisogno di distinzione non può nascere nulla di buono, perché spingerà sempre la parte corrispondente a fare altrettanto, in una spirale di bulimia identitaria tanto stupida quanto dannosa". Discutendo, inevitabilmente si viene coinvolti. Questa è solo un'anticipazione di quello che potrebbe succedere su scala più larga. Chiunque si occupi di queste questioni è un imbecille. Anch'io. Questa discussione rende imbecilli tutti quelli che la svolgono. Inevitabilmente.

+1-13
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