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Il campo giochi inclusivo al “Pippo”

Da un'idea di Christine Janssen – passando per "blufink" e Comune di Bolzano – nasce uno spazio ricreativo attrezzato per tutti i bambini con diverse abilità.
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Venerdì scorso, 2 settembre, alla presenza del sindaco Renzo Caramaschi e dell'assessora all'ambiente, alla mobilità e alle pari opportunità Marialaura Lorenzini, è stato inaugurato a Bolzano il nuovo parco giochi “inclusivo” nella zona del Pippo al parco Petrarca, con giochi e attrezzature finalmente accessibili a tutte le bambine e i bambini, anche con diverse abilità. Il progetto nacque nella primavera 2014 da un'idea di Christine Janssen, fisioterapista presso il servizio di neurologia e riabilitazione dell'età evolutiva all'ospedale di Bolzano. Accompagnata da Marco Bassetti in rappresentanza dei genitori ed Elena Menegon (membro del direttivo VKE, logopedista e collega di Janssen all'ospedale di Bolzano), la proposta fu presentata all'allora assessora bolzanina Patrizia Trincanato e alla giardineria comunale, in particolare alla geometra Katia Zanoner, che ne ha supportato la concreta realizzazione. Alla base, spiega Marco Bassetti, c'era l'idea di “non creare una struttura ad hoc, ma integrare e arricchire di nuove strutture un parco già esistente, con un intervento leggero e mirato”.

Un'idea nata dal basso

L'idea è nata da un mio sogno personale: sono quarant'anni che faccio la fisioterapista con bambini disabili e avevo sempre il desiderio di creare qualcosa per loro” racconta Christine Janssen. “Due anni fa ho partecipato all'Ideensalon della cooperativa “blufink” di Katherina Longariva e Katharina Erlacher, e ho fatto questa proposta. Mi hanno spronato e dato coraggio, consigliandomi di mettermi in contatto con un comitato dei genitori, coinvolgere il VKE. Lì è nata in me la forza di considerare un sogno come qualcosa di realizzabile. Sono la terapista della figlia di Bassetti, ne abbiamo parlato e da cosa nacque cosa: lui ha scritto la relazione del progetto e ci siamo rivolti all'allora assessora Trincanato, che ha concesso un contributo economico. Con Katia Zanoner della giardineria comunale abbiamo scelto ciò che ci serviva, dagli ausili alle altalene. La mia idea era di creare un percorso riabilitativo all'aria aperta, per i bambini ipovedenti e per quelli che necessitano di esercizi di riabilitazione motoria – o semplicemente per imparare a camminare – con un corrimano in acciaio di diverse altezze a seconda dell'età dei bimbi. Questa struttura di 30 metri di camminamento è una nostra invenzione, ed è il cuore del campo giochi. I bambini potranno utilizzarla accompagnati dai terapisti o dai genitori, per fare esercizi all'aperto anziché restare chiusi in un centro specializzato. A terra, la pavimentazione è in colato di gomma per poter accedere senza intralci anche con carrozzine e sedie a rotelle, e per non farsi male cadendo. I diversi colori della gomma sono pensati per i bambini ipovedenti, in modo tale che si possano orientare, con il giallo lungo il corrimano e il verde attorno ai giochi; da un gioco all'altro seguono delle stradine rosse”. Infine “ci sono tre posteggi auto per disabili sulla via Cadorna, il parco è senza barriere architettoniche e molto vicino ai Centri di riabilitazione di via Guncina e di via Fago e al Centro ciechi di vicolo Bersaglio: i bimbi possono fare terapia al parco”.

“I bambini possono muoversi in autonomia, camminare da soli lungo dei percorsi senza essere dipendenti dai genitori”

Il percorso con corrimano per bimbi ipovedenti o che necessitano di riabilitazione motoria

In Italia ci sono 11 parchi gioco per disabili, spiega Janssen: “Ma il nostro è diverso dagli altri, è un campo giochi molto agibile per i bambini, progettato da un geometra assieme a una terapista, e non solo da un tecnico che non conosce le esigenze dei piccoli. La collaborazione con Katia è stata bella, così come quella con il comune, che è stato molto ricettivo. Il percorso riabilitativo è una novità assoluta per l'Italia, il primo percorso realizzato da un'amministrazione in un parco pubblico. Il sindaco ha detto che un qualche ausilio andrà inserito in tutti i parchi gioco cittadini, c'è intenzione di allargare il progetto. Importante è che vengano informate più persone possibili: i bambini disabili sono un po' chiusi e non usano molto andare al parco giochi, perché si vergognano, e quindi anche nel resto del Sudtirolo sarebbe utile fosse conosciuto” (i media di lingua tedesca pare fossero assenti all'inaugurazione e non abbiano riportato la notizia, “mi fa rabbia che l'apartheid etnica entri anche in queste cose”). “Nella nostra provincia non c'è ancora questa sensibilità – prosegue Janssen – a parte Bolzano. Spero di poter fare qualche terapia riabilitativa lì al parco, inserendo e integrando i bambini, lasciando spazio a quelli un po' più fragili. E poi i nonni vigili potrebbero diventare “nonni dei parchi”, aiutando i bimbi a giocare e proteggendo i diritti dei disabili, una possibilità in più per gli anziani di lavorare e reinserirsi nella società. Ho altre idee in cantiere, che il sindaco ha concesso di elaborare: saranno una sorpresa!”.

“Purtroppo abbiamo già avuto problemi: la prima altalena ce l'hanno distrutta dei vandali.”

Il Comune ne farà altri

Che bello! Per me è stato emozionante essere lì all'inaugurazione con i bimbi, le mamme e i papà”: l'assessora Marialaura Lorenzini sottolinea come “il percorso sia importante quanto il risultato, un esempio di cittadinanza attiva che trova ascolto, disponibilità e supporto concreto da parte della politica”. Il progetto è iniziato con l'assessorato di Trincanato, è stato portato avanti dall'iniziativa dei genitori e ora è stato realizzato: “Adesso ne faremo altri, l'idea è già stata inserita per volontà del sindaco e mia nel programma di governo aggiornato che andrà in consiglio, e abbiamo già previsto una variazione di bilancio. Nei vari quartieri della città, attrezzeremo i parchi esistenti con una parte di questi giochi un po' speciali e una diversa pavimentazione: mamme e bambini potranno trovare alcuni giochi inclusivi anche sotto casa”. Il fatto che l'idea sia venuta da un'iniziativa spontanea sprona la giunta a favorire la partecipazione: “Verranno fuori altre idee e intendiamo contribuire alla partecipazione – conferma Lorenzini – anche per grandi progetti e non solo per piccoli interventi, ad es. le pedonalizzazioni e la qualità della vita nei quartieri, senza spaventare ma ascoltando gli abitanti. Grazie alla partecipazione è nato questo progetto, il primo in Italia con percorsi di fisioterapia e gioco che rafforzano i bambini con problematiche deambulatorie”. Per Katherina Longariva di blufink, il formato dell'Ideensalon ha favorito la realizzazione di questo progetto, “accompagnando un'idea della società civile e aiutando a concretizzarla”. Ai cinque Ideensalon del 2014 e 2015 si aggiungerà la prossima serie: appuntamento il 12 ottobre, ore 19-22, nella “Tintoria” di via Rosengarten. E chissà che non si concretizzi qualche altra bellissima proposta.

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Commenti

Ritratto di Heinrich Tischler
Komplimente an alle die da mitgewirkt haben. Als Meraner Gemeinderat mit dem Auftrag für den Einsatz für Belange von beeinträchtigten Menschen werde ich das an die verantwortlichen Stellen weiterleiten, denn auch ich möchte mich für solche Spielplätze einsetzen.
Ritratto di Massimo Mollica
Questa è la Bolzano Bozen che mi piace!
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