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Provincia Autonoma di Bolzano (elaborata)
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nuovi bus "ibridi"

Nuovi bus a gasolio mascherati “green”

La “sòla” dei nuovi bus ibridi di Sasa: come si cerca di "vendere" un acquisto quasi disperato tutto diesel spacciandolo come elettrificazione, di fatto "fake".
Un contributo della community di Michele De Luca14.08.2019
Ritratto di Michele De Luca
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Bella “sòla” rifilata ai cittadini quella dei bus “ibridiannunciati in pompa magna il 19 luglio e già il titolo del comunicato irrita non poco. Premesso che qualsiasi autobus nuovo oggi è migliore dei vetusti bus che circolano tuttora a Bolzano, Merano e Laives, ma a prenderli a gasolio e spacciare questo come “elettrificazione” ne passa davvero. Leggasi qui. Ma posso ben immaginare il "gran pavese" previsto ad inizio settembre, quando questi fantasmagorici bus saranno presentati e tutti saranno lì ad ascoltare le virtù di queste sòle ecologiche a quattro ruote, chiaramente senza fiatare e senza porre la domanda che rovinerebbe la festa: perché a gasolio?

Piano Clima nel... water solo per salvare i vertici di Sasa?

Con tanti saluti al piano Clima che per il 2025 prevede zero autobus a gasolio, obiettivo a questo punto praticamente e purtroppo irraggiungibile. Questi autobus circoleranno almeno per dieci anni, quindi è chiaro che il Piano Clima, in questo caso, è finito nel water. Perché? Basta leggere le delibere che hanno finanziato l'acquisto di tali bus: la 1094/2018 (acquisto di 38 autobus, divenuti poi 35 per l'esito dell'appalto) e la 257/2019 (esercizio dell'opzione dell'appalto per ulteriori 22 mezzi), in ciascuna non si troverà citato il Piano Clima neanche una volta, quindi è chiaro che tali acquisti sono stati fatti in violazione di quanto previsto dal punto 3.5.5.2 del Piano Clima. È un fatto, non un'opinione.

Come questa cosa possa essere poi accettata dagli azionisti di Sasa (i tre Comuni di Bolzano, Merano e Laives), non è dato di sapere. È chiaro che la messa in discussione di tale scelta avrebbe significato di sfiduciare i vertici di Sasa. Quindi il tutto è un "politicum" perverso che ha portato a decisioni, a mio avviso scellerate, in cui, ad esempio, l'atteggiamento dei consiglieri comunali è da sempre semplicemente ponziopilatesco ("tanto decide la Provincia", "ne parleremo la prossima volta..." e via discorrendo, davvero da far cascare le braccia...) . Da qui anche il voto negativo in Consiglio Comunale a Bolzano a settembre 2018 alla mozione in cui si sarebbe potuto stoppare l'appalto che era in corso.

L’utilizzo del termine generico “ibrido” viene insomma furbescamente utilizzato per “vendere” ciò che non sarebbe più dovuto accadere, nemmeno per gli acquisti del 2012-13, ossia non comprare più bus a gasolio in semplice rispetto del Piano Clima.

C'è ibrido e ibrido, ma sempre a gasolio

Se vogliamo capire cosa sono i bus ibridi “veri” (pur sempre a gasolio) cosiddetti “full hybrid” rispetto agli ibridi "leggeri" (come quelli in arrivo in Sasa), il tema l’ho approfondito qui. Leggasi anche qui,

Per la cronaca, questi bus sono costati dai 30 ai 60mila Euro in più rispetto ai bus “normali”. Con cui ci si poteva comprare anche qualche bus in più visto che nella flotta rimarranno una trentina di mezzi con oltre 12 anni di servizio sul groppone, come ha affermato l'assessore provinciale alla mobilità in una recente risposta in consiglio provinciale (a pag. 3).

Fermo restando che, per la vetustà della flotta, anche autobus a... criptonite sarebbero stati benvenuti dalla cittadinanza stante il vecchiume circolante ed a cui la tipologia della trazione non importa, purtroppo, davvero nulla. Anche perché l'informazione in tale campo è stata uguale a zero, come sempre.

Poi la Provincia afferma di non comprare più autobus a gas naturale perché finanzia le grandi società internazionali? Allora si deve chiedere agli attuali assessori provinciali alla mobilità e all'ambiente di spiegarmi dove viene prodotto il gasolio utilizzato dagli autobus in Alto Adige. Forse in alcuni giacimenti segreti di petrolio in zone remote della provincia?

Così si è pure persa la possibilità di rifornire gli autobus con biometano che ha appena iniziato ad essere immesso in rete in Italia. Occasione persa miseramente avendo scelto bus diesel.

Chi è o chi sono gli autori di queste scelte?

Si pone la domanda: per cortesia, si vuole finalmente dire CHI (nome e cognome) ha proposto/consigliato/ratificato questa scelta sia in Sasa che in Provincia? E perché, nonostante tanti miei interventi, si rimane sempre zitti? Forse perché i fatti sono fatti e non si possono smentire? Forza, un po’ di coraggio ad esporsi con nome e cognome.

Intanto, giusto ad esempio, di recente a Novara hanno sostituito sette bus a gasolio con altrettanti ma a metano. Noi stiamo facendo esattamente l’opposto!

Un’ultima annotazione, a scanso di equivoci. Gli autobus acquistati sono fra i migliori del mercato, già utilizzati personalmente in altre città. La questione riguarda, se non si fosse capito, la scelta della trazione e sul modo in cui si cerca di “sbolognarla” alla cittadinanza.

La "balla tecnica" delle emissioni uguali

Non mi si venga poi a dire che le emissioni sono uguali fra bus diesel Euro VI e metano Euro VI, perché si sosterrebbe una “balla tecnica” come ho già dettagliatamente spiegato più volte, finora senza essere mai smentito.

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