photo by Argante Brancalion

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L'incidente del 7 novembre

Guasto all'inceneritore: ferve il dibattito

Sui giornali ed in rete si discute soprattutto in merito alla scarsa trasparenza dei gestori dell'impianto e della provincia. Per l'ingegner Renato Palaia, tecnico della provincia in pensione, "il rischio di incidenti negli impianti non si può ridurre a zero" ma deve esservi "almeno la garanzia che gli effetti ambientali degli incidenti siano controllabili".
Di
Ritratto di Luca Sticcotti
Luca Sticcotti15.11.2013
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Ritratto di Pierluigi Gaianigo
Pierluigi Gaianigo 15 Novembre, 2013 - 18:33
Ing. Palaia, 1) se esce diossina o metalli pesanti cosa cavolo controlla? Gli effetti di danno biologico sono cumulabili e non sono immediatamente rilevabili. 2) E' vero che l'impianto è ormai stato costruito, ma non possiamo permetterci altri "sbuffi", che certamente non sono solo di vapor acqueo. Ing., si legga un po' di letteratura medica in proposito e capirà che non si può restare calmi. Pierluigi Gaianigo, medico
Ritratto di Palaia Renato
Palaia Renato 15 Novembre, 2013 - 20:12
L'informazione di cui dispongo mi dice che, relativamente agli inceneritori, un controllo sulle emissioni e sui relativi effetti sulla salute è possibile, sulla base di parametri rilevati direttamente o per raffronto con parametri desunti da altri impianti. Il problema semmai è legato alla effettuazione di tali controlli da parte di un'autorità terza, che fornisca i dati di misura in maniera il più possibile oggettiva. Non mi pongo nella questione come esperto, in quanto non lo sono, essendo stato impegnato in un campo professionalmente diverso. Ho avuto una notevole esperienza comunque in opere di bonifica ambientale e di smaltimento di rifiuti. Prendo atto che in questo campo ci sono posizioni molto diverse anche da parte di specialisti in materia. Quindi non è in gioco certamente l'eventuale maggiore peso di una certa professione rispetto ad un'altra (a partire naturalmente dalla mia) per affermare delle verità incontestabili.
Ritratto di Claudio Campedelli
Claudio Campedelli 16 Novembre, 2013 - 23:55
Premesso che l'incenerimento dei rifiuti a Bolzano non è da considerarsi come recupero termico ma di smaltimento e quindi non si può parlare di termovalorizzatore mi pare che le considerazioni sull'inceneritore si concentrino esclusivamente su dettagli tecnici nell'illusione che le tecnologie d'incenerimento più o meno buone ci portino la salvezza. La gestione corretta dei rifiuti richiede un'analisi e sintesi che va molto oltre all'inceneritore. Purtroppo la ristretta visione di "esperti", "tecnici" ecc. si limita su dettagli fuorvianti del sistema gestione rifiuti nel suo complesso. La mancanza di una visione politica rispettosa delle persone combinata con un egoismo finalizzato all'arricchimenti personale e l'appoggio di un nutrito gruppo di sostenitori ben pagati porta a costruire opere inutili e dannose per la collettività. La gestione corretta dei rifiuti non necessità di inceneritori ma di un sistema che essenzialmente programma la riduzione, il riuso e il riciclaggio. Cosa sconosciuta e/o ostacolata da un piano provinciale dei rifiuti che prevedeva la costruzione dell’inceneritore e quindi di abbastanza rifiuti (in quantità e qualità) per farlo funzionare. Sono consapevole che una parte dei rifiuti non sono evitabili, riusabili o riciclabili ma penso che in provincia di Bolzano si possa ridurre la quantità totale dei rifiuti residui almeno a quella prevista a valle dell'inceneritore (ca. un terzo delle 130.000 tonnellate previste).
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