Luis Durnwalder
Südtirolfoto/Othmar Seehauser
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Interview

“Ein rein politisches Urteil!”

Schwindelerregende Summe: 1,136 Mio. Euro sollen Luis Durnwalder und sein Ex-Amtsdirektor zahlen – wegen Jagd-Dekreten für Wildtiere. “Ein Angriff auf die Autonomie!”
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Ritratto di Karl Trojer
Karl Trojer 19 Giugno, 2018 - 10:01

Möge die nächste Instanz dieses absurde Urteil aufheben !

Ritratto di Luigi Mariotti
Luigi Mariotti 19 Giugno, 2018 - 11:00

In provincia di Bolzano si promuove l'uccisione degli animali per hobby (caccia), anche quando si tratta di specie animali in pericolo. Se l'autonomia serve a questo, la competenza rimanga allo stato.

Ritratto di pérvasion
pérvasion 19 Giugno, 2018 - 12:09

A me sinceramente preoccupano di più le competenze statali in mano a Salvini.

"In provincia di Bolzano si promuove l'uccisione degli animali per hobby (caccia), anche quando si tratta di specie animali in pericolo."
Capisco che uno magari non ha voglia di leggere ciò che si commenta, ma almeno non sparare balle a gogo sarebbe il minimo.

Ritratto di Luigi Mariotti
Luigi Mariotti 19 Giugno, 2018 - 13:11

Specie animali in declino uccise per hobby (caccia) in Alto Adige: pernice bianca, coturnice, lepre alpina, gallo fornello, quaglia, fagiano. Queste sono alcune delle specie animali inserite nella "Lista rossa" delle specie in pericolo e nello stesso tempo nell'elenco delle specie cacciabili.

Nell'articolo si parla di marmotte (specie non minacciata, in Alto Adige poi ce ne sono a migliaia), non si permette l'uccisione di un numero contenutissimo di questi roditori per l'hobby della caccia, ma perché gli animali arrecano danni ai pascoli. È così difficile da capire? Certo che no! È solo difficile da accettare per chi vive in città e le marmotte le vede forse 3 volte l'anno quando va in montagna.
Adesso andiamo a vedere le specie da Lei menzionate ed il loro stato di conservazione:
Pernice bianca (Lagopus muta): rischio minimo
Coturnice (Alectoris graeca): prossimo alla minaccia
Gallo Fornello, o meglio gallo forCello (Lyrurus tetrix): rischio minimo
Quaglia (Coturnix coturnix): rischio minimo
Fagiano comune (Phasianus colchicus): rischio minino
Quindi tutte le specie menzionate non rischiano nulla dal punto di vista della conservazione della specie, tranne la coturnice che è classificata come "prossimo alla minaccia", che per definizione "comprende specie prossime ad essere considerate a rischio o che potrebbero diventarlo nel futuro prossimo", dunque che al momento non sono minacciate. Se poi vogliamo andare ancora più nel dettaglio Le metto un link della situazione di questa specie in Alto Adige: http://www.provinz.bz.it/land-forstwirtschaft/fauna-jagd-fischerei/downl...
Che figuraccia Le ho fatto fare, eh?

Ritratto di Luigi Mariotti
Luigi Mariotti 19 Giugno, 2018 - 18:17

Gentile Signor "Non ti arrabbiare",
l’ex Presidente della Giunta provinciale e l’ex Direttore dell’Ufficio caccia e pesca, sono stati condannati dalla Corte dei Conti perchè attraverso un centinaio di decreti, tra il 2010 e 2014, hanno consentito l’abbattimento programmato di specie animali protette (marmotta, stambecco, cormorano, faina, tasso) e di specie cacciabili al di fuori dei periodi consentiti dalla legge provinciale sulla caccia. Il tutto, per soddisfare gli interessi di agricoltori e cacciatori, ignorando le precedenti sentenze del T.A.R.
Nelle altre regioni alpine italiane, come la Valle d’Aosta e il vicino Trentino, le persone che vivono in montagna riescono a convivere con la fauna selvatica, in particolare con marmotte e stambecchi. Questi ultimi non arrecano danni all’agricoltura e sono diventati (da vivi) una risorsa e un’attrazione dal punto di vista turistico. L’esigenza e tradizione di uccidere queste specie è tutta altoatesina. In Alto Adige all’animale libero in natura, si preferisce il trofeo (corna) appeso alla parete di una stube.

Tornando allo stato di conservazione delle specie animali. Mentre lei cita la Lista rossa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) che classifica lo stato di conservazione a livello internazionale, il testo da me citato è la “Lista rossa delle specie animali minacciate in Alto Adige”, a cura della Ripartizione tutela del paesaggio e della natura (Provincia Autonoma di Bolzano) che classifica lo stato di conservazione delle specie animali a livello provinciale. Per maggiori informazioni: http://www.provincia.bz.it/natura-ambiente/natura-territorio/tutela/faun...

Dalla Lista rossa dell’Alto Adige le specie animali minacciate (e allo stesso tempo cacciabili):
Pernice bianca (Lagopus muta) Specie fortemente minacciata
Coturnice (Alectoris graeca) Specie fortemente minacciata
Lepre alpina (Lepus timidus) Specie potenzialmente minacciata
Gallo forcello (Lyrurus tetrix) Specie fortemente minacciata
Quaglia (Coturnix coturnix) Specie in pericolo di estinzione
Fagiano comune (Phasianus colchicus) Specie minacciata

La Lista Rossa dell’Alto Adige è del 1994. Da allora, per alcune specie lo stato di conservazione è ulteriormente peggiorato. Nel fondovalle altoatesino molte specie animali sono minacciate dall’urbanizzazione e da una sempre più fitta rete viaria, oltre che dalla monocoltura delle mele, che ha portato alla scomparsa degli habitat originari (campi coltivati in modo estensivo, prati, boschi di fondovalle, zone umide, ecc.) e che necessita di un massiccio impiego di sostanze chimiche (pesticidi, concimi chimici e diserbanti).

Le specie animali che vivono in ambiente montano e alpino risentono soprattutto degli effetti negativi dell’agricoltura intensiva (produzione del foraggio per le mucche da latte) e dei cambiamenti climatici. La pernice bianca e la lepre alpina, potrebbero estinguersi nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale (lo scioglimento dei ghiacciai è un esempio di come sta cambiando l’habitat alle quote più elevate).
A queste minacce si aggiunge la caccia, attività oggi non indispensabile ma diventata un passatempo. All’uccisione di animali per hobby (caccia), è sicuramente preferibile la ricerca di una pacifica convivenza, tra natura (animali) e attività umane.

Se avesse avuto la cura di leggere il documento linkato, avrebbe visto lo stato di conservazione di una delle specie da Lei menzionate in Alto Adige e l'impatto della caccia sullo stesso. Sinceramente non ho voglia di cercare gli stessi documenti su tutte le specie da Lei menzionate, ma scommetterei una cena (a base di selvaggina nostrana) che la situazione è paragonabile per tutte le specie elencate. La pacifica convivenza in montagna e nei boschi c'è già e non sarà di certo la caccia a minarla. Semmai sono certi sempliciotti di città che di agricoltura non capiscono un fico secco a minare la pace di tutti noi.

Ritratto di Manfred Klotz
Manfred Klotz 19 Giugno, 2018 - 14:59

Signor Mariotti, il sottoscritto non è amante della caccia ma la ritengo necessaria per controllare le popolazioni di animali che non hanno più (almeno fino all'arrivo del lupo) nemici naturali sotto forma di predatori. Ma qui non si tratta di specie in via di estinzione. L'autonomia non serve per sparare ad tutto ciò che si muove, in questo il resto dell'Italia è molto più avanti. Infatti i cacciatori sparano anche ai loro simili...

Ritratto di Oskar Egger
Oskar Egger 19 Giugno, 2018 - 14:59

Beh, funziona bene la lobby caccia in zona...e ci vendono da anni il loro operato come necessitá (basta andar oltrefrontiera per veder offerte di quintali di crema di marmotta come souvenier).

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