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“All’umiliazione preferisco la dignità”

L’insostenibile retorica del rifiuto dell’accoglienza per giustificare gli sgomberi ai danni dei senza dimora. Come funziona davvero la bassa soglia a Bolzano (Parte 2).
Di
Ritratto di Elisa Brunelli
Elisa Brunelli29.12.2021
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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 29 Dicembre, 2021 - 10:24

Ringrazio ancora SALTO e chi ha scritto questo articolo.
Ora, abbiamo scoperto che una sorta di ufficio esiste anche se non provinciale ma è gestito da un'unica Onlus. Sarebbe interessante sentire Volontarius in merito a questa vicenda e alle procedure adottate. Perché la burocrazia è una brutta bestia. E interessa tutti e per questo è il male dei mali numero 1. Io ribadisco che l'organizzazione è tutto e ribadisco l'importanza della cooperazione. Ci vuole una realtà provinciale a tutti gli effetti, ci vuole coordinamento tra tutte le organizzazioni.Tutte! Un ente che non si limite a gestire ma a creeare un percorso. Che non dev'essere necessariamente a servizio degli extra comunitari, ma di tutte le persone in difficoltà. In sostanza 165.000 euro (spiccioli) non bastano.
Poi abbiamo visto (ma questo già lo sapevo) che c'è un partito a cui di fatto non gli interessa risolvere i problemi, semplicemente mettere la polvere sotto il tappeto. E siccome se ne frega di questi esseri umani, vien da sè che se ne frega pure di me, che sono occidentale bianco e bolzanino. E' di natura. Detto questo sarebbe comunque interessante sapere cosa ne pensano di questi poveri cristi e delle loro sciagure. Ma, per onestà, mi piacerbbe sapere il parere pure di chi millanta la sua posizione di sinistra. Non tanto di cosa bisogna fare (bla bla bla) ma una presa di coscienza sulla situazione di un essere umano simile a te.
Sempre da questo articolo emerge ancora una volta il mal dei mali numero 2: i prezzi immobiliari. In questo caso affitto. E questo è un problema (come il male numero 1 , ma come tanti altri) che riguarda tutti. Chi vuole farsi una famiglia, chi vuole investire il proprio capitale in un'attività. E chi cerca un tetto per vivere. Ci sono troppi interessi a riguardo e nessuno (memmeno su Salto) si metterà a disquisire su questo problema.
Poi c'è un' ultimo aspetto che mi ha colpito: "Ma sembra che facciano di tutto per impedirtelo" che è un po' come sembra che si faccia di tutto per far sì che la situazione davanti alla stazione rimanga così. Un misto tra menefreghismo e opportunismo.
Ecco perché bisogna fare di tutto perché la comunità tutta si metta a parlare e a confrontarsi di questo problema. Indipendentemente di come la si pensi. Dobbiamo ritornare a essere comunità.
Poi, chiaramente, mandatemi pure tranquillamente a quel paese.

Ritratto di Iryna Panchenko
Iryna Panchenko 30 Dicembre, 2021 - 14:06

Bravo. Sono d'accordo.

Ritratto di Max Benedikter
Max Benedikter 29 Dicembre, 2021 - 18:46

Mi sembra un muro di gomma.
Da anni il Comune di Bolzanol, il sindaco e l'assessore del PD, fa solo Marketing politico e disinformazione. Ma quello che mi turba di più, è che funziona! I cittadini di questa città vogliono credere alle menzogne di quei politici che si dicono di sinistra o addirittura cattolici.
Si dorme meglio a non indagare ed in fondo credere che essere poveri non è uno status ma una colpa.

Ritratto di Iryna Panchenko
Iryna Panchenko 30 Dicembre, 2021 - 13:25

Grazie, Elisa, per l'articolo. Purtroppo, tutto e la verita, ho passato tra un inferno di accoglienza di Casa Margareth che si cuonta ancore un posto migliore tramite gli altri. Per sioe maltrattamento, dove "non si puo alzare la testa". Poi, credo che idee dei progetti di Volintarius erano migliori pero veramente mi sa che a volte sono realizzate molto strano che una buonisima idea si elimina perche non funziona, non risulta come sia stato previsto perche manca qualcosa, un sguardo strategico oppure sul livello di fornimento/essecutivo dai dependenti, viene perso in giro di burocratia. Mi ricordo come 2 anni fa sono stata ricoverata dopo di ospedale in accoglienza Lemayr salute, dove non sono stata visitata da nessun medico durante quasi 2 settimane, il mio stato era peggiorato ogni giorno e alla fine sono stata minacciata dal'operatrice di Casa Lemayr se non mi alzo da letto e non vado via, chiamera carabinieri. Sono, invece, stata portata in ospedale a pronto soccorso dove mi hanno reicoverato per prossimi 7 giorni, perche sono entrata in stato riscioso per la salute e la vita. Cosi mi hanno salvata la vita cui potesse perdere in "accoglienza", gestita di persone sbagliate ed incompetente per questo ruolo. Su Infopoint. Ogni volta che ho rivolto con qualcuno chi ho trovato per strada, ad Infopoint hanno mandato andare chiedere direttamente alle strutture, che si trovano nei posti diversi, lontano dal centro. Cosi potrai perdere il giorno e stancarti a chiedere, piutosto se non hai i soldi per il trasporto e poi ogni struttura di acoglienza ha il suo orario e senza appuntamento non ti accetano mai.
Non capisco il senso di progetto, come si fosse non e stato ancora inventato il telefono o internet? Mi sa che manca la comprenza di missione propria e supervisione da persone risponsabili supervisione ed esecuzione del progetto.

Ritratto di Iryna Panchenko
Iryna Panchenko 30 Dicembre, 2021 - 13:40

"Ma sembra che facciano di tutto per impedirtelo"- sono d|accordissimo!!!! Il problema e che essiste tremenda infrastruttura che si occupa di "lavoro con i marginali di societa" dove si approfita dai "poveri", perche richeve i soldi dalla provincia per "ogni testa", accolta in questo inferno - "posti di accoglienza". Per quello sono interessati non farti uscire mai fuori di circolo di povertà estrema finche non ti impazzisci. Invece di supporto li regna la violenza psihologica, e se sei vulnerabile fanno di piu a traumatizzarti per averti impregionato/a nel circolo di "carita" e farti la sciava istituzionale. Penso che le strutture di accoglienza devono rimanere in passato come strumenti di torturre medievali. Il problema deve essere risolta in altro modo. Bolzano, la citta piu cara in Italia non ha nessun progetto di case-dormitori anche temporanei dove persona non si sente marginalizzata nel fondo umano. Vergogna.

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