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Prove di forza

Cosa sta succedendo al Brennero

Chiusura dei confini e fine di Schengen? Mentre Mattarella si fa sentire, l'Austria frena: "Dobbiamo aspettare la Germania". Kompatscher: "Solo annunci".
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In molti film western prima o poi arriva il momento del triello, lo stallo alla messicana, in cui tre pistoleri si puntano a vicenda i ferri l’uno contro l’altro. Di pistoleri nella situazione attuale ne abbiamo eccome: Germania, Austria e Italia, che sembrano all’apparenza tutti sulla stessa linea in merito alle politiche migratorie da adottare ma che, in realtà, sembrano avere posizione molto diverse. Insomma, le acque sono agitate e non permettono una buona navigazione. Anche perché non si sa benissimo chi stia reggendo il timone.

Il giovanissimo cancelliere austriaco Kurz sta approfittando della presidenza austriaca dell’Unione per consolidare le proprie posizioni in fatto di politica interna e anche per rivolgere delle importanti affermazioni agli altri paesi, in particolare a Germania e Italia. Per quanto riguarda la prima c’è astio nei confronti del ministro dell’interno cristiano-sociale Seehofer, che è riuscito a strappare un accordo ad Angela Merkel per non far saltare il governo e l’integrità dell’Unione stessa. Chissà per quanto.

 

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Philipp Achammer (a sinistra) e Sebastian Kurz. Foto: Faceebook/Philipp Achammer.

La proposta di Seehofer - che forse non verrà approvata dal parlamento tedesco - riguarda la creazione di centri di transito da posizionare ai confini della Germania per rispedire indietro i migranti nei paese di primo arrivo. Questo ha creato un effetto domino, che si è - appunto - messo in contraddizione con le politiche migratorie austriache. “Prenderemo provvedimenti” ha annunciato Sebastian Kurz e questi forse non arriveranno: chiudere le frontiere, chiudere i propri confini nazionali sia con la Baviera che con il Sudtirolo, così da non avere problemi con le politiche tedesche. Il cancelliere, infatti, ha dichiarato ai giornalisti che bisognerà conoscere meglio la proposta tedesca e garantire una mediazione. Norbert Hofer, ministro dei trasporti rassicura i paesi vicini: "Troveremo una soluzione". Alla fine si tira il freno a mano.

“A guadagnarci saremo noi, perché sono più gli altri a venire da noi che non viceversa”. (Matteo Salvini).

Tra Seehofer e Salvini c’è forse più intesa (si incontreranno l’11 luglio in vista del summit dei ministri a Innsbruck) ma tra Kurz e il nuovo ministro dell’interno Salvini non corre buon sangue. Salvini ha infatti dichiarato ieri alla Rai: “A guadagnarci saremo noi, perché sono più gli altri a venire da noi che non viceversa”. La stessa dichiarazione era stata fatta da Angelino Alfano nella scorsa “crisi del Brennero” del 2016, quando era ministro dell'interno. Non è d’accordo il ministro degli affari esteri Enzo Moavero Milanesi, il tecnico di lungo corso alla Farnesina: “Se chiude il Brennero se ne assumano le responsabilità”. Anche la voce autorevole del Quirinale si fa sentire. Sergio Mattarella dice così da Tallinn, Estonia: “Parlare di confini da chiudere non è razionale”.

 

Arno Kompatscher

Arno Kompatscher. Foto: Oliver Oppitz.

Sempre restando a Est, invece, è la Slovenia a chiedere chiarimenti sulle politiche austriache e italiane, essendo paese confinante. La Slovenia si chiede quali potrebbero essere le conseguenze commerciali della chiusura. A questo interrogativo risponde Confindustria, che in comunicato stampa fa sentire la propria preoccupazione rispetto alle posizioni sovraniste, scrivendo che politiche di questo tipo non farebbero altro che portare danni alla libera circolazione di persone e di merci, in contraddizione, come dice il vicepresidente Stefano Pan, con il motto “Europe ahead”.

“Per ora abbiamo solo annunci”. (Arno Kompatscher).

Di eguale avviso è il Capitano del Tirolo Günther Platter, il quale in un comunicato scrive sì di voler mantenere la linea dura sul transito dei migranti, ma che la chiusura dell’intero confine sarebbe un errore. Così anche l’Obmann dell’SvP Philipp Achammer, che invece vorrebbe rassicurare Kurz dicendo che bisogna fermare i flussi migratori, ma bloccandoli prima dei confini dell’Ue e continuare con la politica della Fortress Europe. Il presidente della provincia Arno Kompatscher si dimostra in realtà più risoluto in un’intervista di stamattina al Corriere della Sera: “Per ora abbiamo solo annunci”. Il presidente conferma la posizione presa insieme al Capitano del Tirolo e sui numeri degli arrivi e dei transiti non lancia particolari allarmismi.

 

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Il Capitano del Tirolo Platter. Foto: Expa/groder.

Infatti, come dimostrato dai dati della polizia di frontiera austriaca, i migranti passati dal Brennero negli ultimi sei mesi sono stati solo 149, a fronte dei 2894 dello scorso anno e degli 11.800 di due anni fa. Da aprile a giugno di quest’anno hanno oltrepassato il confine solo 6 migranti irregolari, nessuno nelle prime due settimane di giugno. Insomma, un’emergenza non esiste e adottare politiche sovraniste in un periodo come questo può essere addirittura controproducente per tutti - almeno stando ai dati e al pericolo per la libera circolazione - se mai venissero applicate. Germania, Austria, Italia: lo stallo regge ancora. Forse ad avere la meglio sarà il primo che non sparerà.

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Kommentare

Bild des Benutzers Rufer Peter

Aufgrund der strengen Einwanderungsvorschriften von den USA, Kanada, Japan oder Australien bleibt den Migranten aus Nahost und Afrika halt nur die Einwanderung in die reichen europäischen Staaten übrig.

Bild des Benutzers gorgias

>Während innerhalb des Schengen-Gebietes die Personenkontrollen bis auf Stichproben hinter den Landesgrenzen weggefallen sind, werden Personen an den Außengrenzen zu Drittstaaten nach einem einheitlichen Standard kontrolliert. <

Das Schengenabkommen sieht vor die Binnengrenzen abzubauen und dafür die Außengrenzen zu kontrollieren. Eine unkontrollierte Einwanderung wie sie die No-Border-Ideologie gern hätte, führt zu einer Zersetzung des Personenfreizügigkeit.
Merkel bekommt jetzt die Rechnung für ihren nationalen Alleingang von 2015.

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