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Alcuni dei bus del consorzio Libus Euro VI presentati l'11 agosto al Safety Park. Ma non è stato detto che sono a gasolio e la scelta appare palesemente in contrasto con le direttive del Piano Clima-Energia Alto Adige 2050 sul tpl.

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Nuovi bus del Consorzio Libus: presentazione senza mai nominare il gasolio!

La presentazione qualche giorno fa dei nuovi bus della Libus al Safety Park induce a riflettere sulla comunicazione e su altri aspetti di evidente incoerenza.
Community-Beitrag von Michele De Luca12.08.2016
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Partiamo dai due comunicati stampa ufficiali della Provincia Autonoma, in italiano e in tedesco. In nessuno dei due troverete le parole “diesel” e “gasolio”. Altrettanto è accaduto su tutti i media locali, sia stampa (Alto Adige e Dolomiten) che tv (TCA Bolzano, AltoAdige.it e Stol.it).

Al bando le parole “gasolio” e “diesel”, largo all’Euro VI… che è ovvio!

Un altro aspetto riguarda l’enfasi utilizzata sul fatto che sono tutti bus Euro VI. Dipende dai punti di vista. Se si considera che sono andati a sostituire vecchi bus Euro II e III di oltre 12 anni di età, ovvio che il salto è notevole. Ma è un ovvietà perché i limiti Euro VI sono entrati vigore dal 31.12.2012. Quindi l’esaltazione del fatto che siano bus Euro VI perde ogni valenza.

Se vi fossero bus che rispettassero una norma che dovrebbe ancora entrare in vigore, allora sì che ci sarebbe la notizia mentre così è solo un tutto sommato banale paravento semplicemente per non dire che sono tutti mezzi a gasolio.

Cosa che osservo regolarmente da tempo quando, sia in Italia che all’estero, si presentano nuovi mezzi a gasolio: si tace che lo siano, soprattutto dopo il VW-Dieselgate, si evidenzia la rispondenza alla normativa Euro VI, che in realtà non dice nulla. E’ come dire che oggi, se compriamo un’auto, è Euro 6: è la normalità!

La conferma di Libus sulla scelta pro gasolio

Me l’aveva confermato l’8 marzo scorso la stessa Libus:

Il consorzio LiBUS entro il mese di marzo riceve 35 autobus, dei quali 24 autobus per i servizi extraurbani e 9 Citybus. Tutti gli autobus sono a gasolio (Euro VI).

Il tutto grazie al finanziamento parziale stabilito dalla delibera provinciale 289/2016.

Il Piano Clima 2050: una cosa seria o un’accozzaglia di buone intenzioni?

Alla conferenza stampa dell’11 agosto (tenutasi giusto quando ero assente da Bolzano, di nuovo una coincidenza curiosa…) nessuno, mi pare, abbia posto la domanda del come mai siano a gasolio quando, ripetendo ciò che vado dicendo da anni (!), e cioè che nel Piano Clima Energia Alto Adige 2050 il paragrafetto 3.5.5.2 dedicato al tpl prevede tre tipologie di trazione da raggiungere per i bus urbani dal 2025 (idrogeno, elettrico e metano) e fino al 2050 anche per i mezzi extraurbani. O questa direttiva è cosa seria, altrimenti la Giunta Provinciale spieghi perché non la rispetta o non la fa rispettare. Anche perché, anticipando una contro-domanda, gli autobus a metano interurbani a metano esistono già. Solo che i primi in Italia sono finiti… a Pescara!

Ecco, questa sarebbe stata la novità vera, se si fossero scelte una o più di quelle trazioni alternative. I mezzi a gasolio Euro VI invece rappresentano la soluzione più “comoda” ed economica all’atto dell’acquisto.

I motivi della scelta di Libus… ci sarebbe da ridire...

Alla domanda su “quali i motivi che inducono nuovamente ad acquistare bus a gasolio rispetto a trazioni alternative come il metano o e-bus (autobus solo elettrici)?” mi è stato risposto,

Il consorzio LiBUS è in fase di studio delle diverse tecnologie di propulsione per trasformare la flotta nel medio/lungo termine a emissione neutra rispettivamente a zero emissioni. Nella scelta delle soluzioni verrà tenuto conto delle caratteristiche delle linee del Consorzio (percorsi extraurbani nelle varie valli e montagne del ns. territorio). Ci permettiamo di inviarLe in allegato alcune considerazioni dello studio Civitas (...)

Studio che si trova qui ma attenzione: non è di secondo piano che quello studio sia contrassegnato © 2013 TNO”, quindi si tratta di una pubblicazione di ormai tre anni fa.

La mancata realizzazione della rete di rifornimento alternativa (del metano) sul territorio provinciale

C’è un altro aspetto che Libus mi ha evidenziato sulla scelta pro-gasolio:

 (…) Diesel-Busse profitieren auch davon, dass es eine größere Verfügbarkeit an Tankstellen gibt und somit die Wege kurz gehalten werden können. Da die Mitglieder des LiBUS im ganzen Land verstreut sind (vor allem in den Nebentälern) wäre der Umbau auf CNG-Tankstellen zwar möglich, aber utopisch aufwändig. (...)

Ecco un altro problema del tutto sottovalutato negli anni scorsi; la mancata realizzazione di una rete di rifornimento del metano. La Provincia se ne è bellamente lavata le mani prevedendo solo degli incentivi per realizzare impianti, che hanno dimostrato la loro quasi totale inutilità. L’esempio ce lo dà il Tirolo al di là del Brennero, dove oggi sono 27 gli impianti di rifornimento stradali realizzati da Omv, Salzburg AG e Tigas, anche se poi il tpl usa solo mezzi a gasolio. Ma il punto è quello: non s’è fatto quasi nulla per l’infrastruttura di rifornimento dopo un iniziale entusiasmo da parte della stessa Provincia attorno al 2005, ma sono certo sia l’opera del successivo “lavaggio del cervello” che la lobby idrogeno-elettrica ha effettuato presso gli uffici provinciali. Ovvio che oggi è facile affermare di scegliere bus a gasolio se in periferia non esiste un’infrastruttura di rifornimento! E’ lo stesso problema che hanno i bus a idrogeno se si volessero utilizzare decentrati.

Certo è che, concretamente, probabilmente non sarebbe poi possibile avere bus a metano (o a idrogeno) in ogni valle, ma tale scelta è, ribadisco, il frutto di scelte, o meglio di non scelte da parte della stessa Provincia che ha letteralmente dormito negli ultimi 10 anni facendosi abbagliare da fantasiosi sviluppi idrogeno-elettrici e andando pure a castrare le direttive che essa stessa si è data nel giugno 2011. E questo qualcuno me lo deve ancora spiegare.

Inquinamento: anche i dati di Libus non tornano

Sulle ulteriori disquisizioni di Libus sui valori di inquinamento fornitemi, ci sarebbe da discutere visto che ho già citato in altro approfondimento che confuta l’asserita equivalenza fra emissioni di bus a metano e a gasolio Euro VI sostenuta testardamente a livello degli uffici provinciali.


Metano e salite: basta con le bufale!

Sul fatto che i bus a metano non andrebbero in salita, questa è una bufala che si è purtroppo sentita in Consiglio Provinciale il 13 novembre 2015 in occasione della discussione di un’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle su cui mi sono ampiamente soffermato. Sto, infatti, aspettando ancora oggi che l’assessore Mussner fornisca i dettagli di presunte prove di bus a metano in montagna che pare si siano effettuate non si sa né quando né dove e di cui ha accennato nell'aula consiliare.

Inutile dire che anche con i bus Libus è stata buttata al vento una ulteriore occasione per fare scelte diverse, più coraggiose, certo anche più costose, ma poi neanche tanto (almeno per quanto riguarda i bus a metano, e cosa dire poi dell'idrometano...).

Rinnovo flotta bus Sasa: un affare solo fra Provincia e la partecipata comunale? Col silenzio dei Comuni proprietari?

Annotazione conclusiva: mi preoccupa molto, moltissimo che nel comunicato stampa della Provincia si legga:

… ed anche la SASA ha avviato dei colloqui per il rinnovo della propria flotta di autobus. (...)

… und auch mit der SASA AG würden bereits Gespräche für die Erneuerung der Busflotte laufen, so der Landesrat. (...)

Peccato che sulla trazione i giochi parrebbero in realtà ormai fatti… sempreché i proprietari di Sasa (i Comuni di Bolzano, Merano e Laives) non intervengano dopo l’assoluto torpore del 2011/12.

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