Ratzinger
upi
Advertisement
Advertisement
Chiesa e pedofilia

Delirio Benedetto

Joseph Ratzinger rivela al mondo la vera causa della pedofilia nella Chiesa.
Advertisement
Advertisement

Care lettrici e cari lettori di Salto, tenetevi forte perché questa è bella. Sapete perché la Chiesa Cattolica è devastata dallo scandalo della pedofilia? Perché c’è stata l’emancipazione sessuale del ’68. Leggete cosa scrive l’ex papa Benedetto XVI nel suo articolo reso noto l’11 aprile e pubblicato dal mensile tedesco Klerusblatt

Tra le libertà che la Rivoluzione del 1968 voleva conquistare c’era anche la completa libertà sessuale, che non tollerava più alcuna norma. La propensione alla violenza che caratterizzò quegli anni è strettamente legata a questo collasso spirituale. […] Della fisionomia della Rivoluzione del 1968 fa parte anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente. Quantomeno per i giovani nella Chiesa, ma non solo per loro, questo fu per molti versi un tempo molto difficile. Mi sono sempre chiesto come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato clericale furono una conseguenza di tutti questi processi.

La tesi, originalissima e innegabilmente geniale, è la seguente. Poiché il movimento studentesco, femminista e operaio che esplodeva in tutta Europa e negli Stati Uniti affermava ovunque, pur nella sua eterogeneità, istanze di radicale rinnovamento a favore dei diritti sociali, del libero accesso all’istruzione, dell’autodeterminazione femminile e dell’emancipazione sessuale, i poveri preti, sconvolti e disorientati dalla rivoluzione culturale che minava nelle fondamenta l’autorità morale della Chiesa, si sarebbero abbandonati agli abusi sessuali su minori. Del resto, è noto che prima del ’68 la pedofilia non sfiorò la Chiesa Cattolica nemmeno di striscio.

Naturalmente, il Vicario di Cristo dimissionario ne ha anche per gli odiatissimi gay: “In diversi seminari si formarono club omosessuali che agivano più o meno apertamente e che chiaramente trasformarono il clima nei seminari. In un seminario nella Germania meridionale i candidati al sacerdozio e i candidati all’ufficio laicale di referente pastorale vivevano insieme. Durante i pasti comuni, i seminaristi stavano insieme ai referenti pastorali coniugati in parte accompagnati da moglie e figlio e in qualche caso dalle loro fidanzate. Il clima nel seminario non poteva aiutare la formazione sacerdotale. La Santa Sede sapeva di questi problemi, senza esserne informata nel dettaglio.

Come se questo raro compendio di nefandezze oscurantiste non fosse sufficiente, il papa pensionato esprime il suo pensiero anche sulla complicità delle gerarchie vaticane nell’ostacolare la persecuzione dei colpevoli: “A questo si aggiunse un problema di fondo che riguardava la concezione del diritto penale. Ormai era considerato «conciliare» solo il cosiddetto «garantismo». Significa che dovevano essere garantiti soprattutto i diritti degli accusati e questo fino al punto da escludere di fatto una condanna. Come contrappeso alla possibilità spesso insufficiente di difendersi da parte di teologi accusati, il loro diritto alla difesa venne talmente esteso nel senso del garantismo che le condanne divennero quasi impossibili.

Joseph Ratzinger è riconosciuto da tutti come un sottile teologo, ennesima dimostrazione che la teologia sta alla logica come i tarocchi all’astronomia

Parole sante. Ora, si dà il caso che i casi di violenza contro i minori nella Chiesa siano tuttora regolamentati dall’Istruzione Crimen sollicitationis del 1962 e dalla lettera del 18 maggio 2001 De delictis gravioribus dell’allora capo della Congregazione per la dottrina della fede, in cui è stabilito il principio di assoluta riservatezza dei processi interni alla Chiesa per i casi di pedofilia, ma soprattutto l’estensione del vincolo di segretezza della confessione anche fuori dall’ambito specifico della confessione stessa. Indovinate chi era il capo della Congregazione per la dottrina della fede nel 2001? Il cardinale Joseph Ratzinger. Infatti, la Corte distrettuale della contea di Harris in Texas cercò di indagare Ratzinger per ostruzione alla giustizia proprio a causa delle disposizioni contenute in De delictis gravioribus. Tuttavia, il 20 settembre 2005 il Dipartimento di Stato statunitense gli concesse l’immunità diplomatica in quanto nel frattempo era diventato papa. 

Che dire? Joseph Ratzinger è riconosciuto da tutti come un sottile teologo, ennesima dimostrazione che la teologia sta alla logica come i tarocchi all’astronomia. Attendiamo con ansia il suo prossimo articolo, secondo fonti attendibili dimostrerà incontrovertibilmente che la causa ultima della ferocia dell’Inquisizione fu l’eresia sovversiva dell’eliocentrismo.

Advertisement

Kommentar schreiben

Kommentare

Bild des Benutzers Maximi Richard
Maximi Richard 22.04.2019, 15:06

L’inquisizione e la congregazione per la dottrina della fede sono la stessa cosa.

Advertisement
Advertisement
Advertisement