Politik | Austritt

“Lascio il PD perché non è più la mia casa politica”

Cornelia Brugger verlässt den PD. In einer ausführlichen Stellungnahme rechnet sie mit der Partei, die drei Jahre lang ihre politische Heimat war, ab.

Drei Jahre war Cornelia Brugger Mitglied des Partito Democratico. Nun hat die Brunecker Gemeinderätin und erste Nicht-Gewählte für den PD bei den Landtagswahlen 2013 die Reißleine gezogen. Bereits seit längerem war Brugger mit ihrer Partei unzufrieden gewesen, hatte öffentlich kritisiert und immer wieder den Finger in die Wunde gelegt. Mehrsprachig, interehtnisch, progressiv, unbequem kämpferisch – so hat sich Brugger verstanden. Und so wollte sie auch den PD sehen. “Falls ich aber irgendwann gar keine Perspektiven mehr sehe, dann werde ich effektiv gehen”, hatte sie in einem langen salto.bz-Interview Ende Oktober 2015 angekündigt. Nun ist es so weit. “Lascio il PD perché non è più la mia casa politica”, verkündet Brugger am frühen Freitag Nachmittag. In einer langen Stellungnahme, in der sie enttäuscht und vorwurfsvoll mit dem PD abrechnet, erklärt sie, was sie zu ihrem Schritt bewogen hat:

“Il fallimento del mai veramente sostenuto progetto di una forza politica aperta a tutti i gruppi linguistici e la distanza, sempre più percepita, con le posizioni politiche assunte sia a livello nazionale che locale, mi hanno fatto decidere di lasciare il Partito Democratico.

Ho comunicato al gruppo dirigente provinciale la mia scelta che, dopo attenta e lunga riflessione, vede come non più conciliabile con la mia persona, le mie idee, i mie  ideali e le mie convinzioni, la presenza della sottoscritta dentro una casa "Democratica" sempre più stretta e gelida. La politica è impegno, serietà, passione e entusiamo quotidiani, che ormai da tempo nel PD, per quanto mi riguarda, non trovano più quella agibilità che forse non c'è mai realmente stata.

Mi sono iscritta nel 2013 in occasione della mia candidatura alle elezioni provinciali, voluta e incoraggiata dai vertici del PD. Quell'esperienza, alla quale mi si chiese di partecipare per il mio bagaglio di rapporti umani e professionali e per le mie competenze acquisite nel sindacato, non da ultimo come segretaria generale della Funzione pubblica della Cgil, nonché per provenienza dal mondo tedesco, doveva essere il punto di partenza per dare nuova forza e nuovo slancio alla concreta realizzazione di un partito aperto a tutti i gruppi linguistici, che, fino ad allora, era rimasto praticamente lettera morta.

L'ottimo successo che da candidata di lingua tedesca ho conseguito, con 2563 preferenze, prima dei non eletti, doveva essere il punto di partenza per aprire una porta per il coinvolgimento reale del gruppo linguistico tedesco, ma così non è stato. Si è rivelato solo una foglia di fico buona per l'ennesima occasione di dare alla lista del PD una presenza tedesca e femminile. Non si è voluta dare forza al progetto di un partito capace di attrarre elettori non solo di madrelingua italiana, di radicarsi su tutto il territorio e di avere le capacità di essere forza dialogante e propositiva con mondi e settori della società sudtirolese con i quali fin'ora non si era interfacciato. Ma a prevalere sono state, e lo sono tutt'ora, logiche interne di contrapposizioni tra fazioni che di fatto stanno erodendo anche la base elettorale "storica": vedi ultime elezioni di Bolzano, dove si sono persi più di mille voti. E a prevalere, viste anche le scelte fatte per la lista totalmente italiana del capoluogo, è il modello di un partito a "vocazione italiana", distante anni luce dal progetto originario del PD per il quale mi ero iscritta. Un progetto per il quale evidentemente non ero, qualora lo sia mai stata, adatta, vista anche l'esclusione dalla segreteria provinciale: non che la nuova abbia messo in campo azioni concrete per portarlo avanti.

Non da ultimo il posizionamento politico e tematico del PD sia a livello nazionale che provinciale che da partito di centrosinistra lo hanno trasformato in un partito di centro - centrodestra. Penso all'alleanza ormai strutturale con Verdini, alla riforma costituzionale, all'astensione al referendum sulle trivelle, all'esclusione dei corpi intermedi, sindacati in primis, dai processi decisionali sul mondo del lavoro, sulle politiche industriali e sulle trasformazioni sociali profonde in atto.

E a livello provinciale, oltre alla praticamente scomparsa della componente di sinistra (vedi da ultimovagli eletti in Consiglio a Bolzano), alla posizione favorevole sull'aeroporto, al silenzio sulla decisione di abbandonare il software opensource con una spesa annuale di un milione e passa di euro, al silenzio sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici e sulla situazione delle insegnanti delle scuole materne.

Il PD mi appare sempre più un partito interessato a conservare l'esistente, in termini di potere, che ad essere forza progressista capace di incidere coraggiosamente sulle scelte e le sfide della nostra terra.

Tutte ragioni che mi distanziano ormai irrimediabilmente da questo partito. Continuerò, comunque, a svolgere il mio mandato di consigliera comunale a Brunico in nome e per conto di quelle cittadine e di quei cittadini che mi hanno dato fiducia e che ne apprezzano il mio lavoro.”

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Massimo Mollica Fr., 27.05.2016 - 15:15

Gentile signora Brugger, sono uno dei tanti che l'ha votata e ha gioito per la Sua elezione. In sostanza sottoscrivo le Sue considerazioni e concordo su i Suoi giudizi. Però mi dispiace ma non approvo la Sua uscita, proprio ora alla vigilia del congresso. Lei si è candidata in politica per cambiarla! Non può "scendere ora", troppo semplice! E poi mi scusi quali sarebbero le alternative?
Io personalmente mi sento un don quijote, ma non cambio.

Fr., 27.05.2016 - 15:15 Permalink
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Pasqualino Imbemba Sa., 28.05.2016 - 08:36

Ich habe Ihren Eintritt in die PD als einen Lichtblick gesehen. Ihren Austritt als weitere Bestätigung, daß die alten Parteien nicht mehr funktionieren.

Sa., 28.05.2016 - 08:36 Permalink
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Martin B. Sa., 28.05.2016 - 17:23

Antwort auf von Pasqualino Imbemba

Genau. Und der PD bewegt sich ethnisch wie die SVP, mit ein bischen mehr Opportunismus und ohne offensichtliche statutarische Klauseln. Zusammen mit der Entfernung von sozialdemokratischen Ideen und dem Anschmiegen an Macht und Wirtschaftswelt will der PD defacto die "italienische SVP" sein, welche auch den sozialdemokratischen Flügel am Verlieren ist. Insofern gibt es nur mehr wenige marketingtechnische Unterschiede zu den gemäßigten italienischen Rechten (jene welche mit der SVP regieren möchten).

Sa., 28.05.2016 - 17:23 Permalink
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Markus Lobis Di., 31.05.2016 - 08:45

Liebe Cornelia, ich bedaure es, dass Dein mutiges und aussichtsreiches politisches Projekt nun scheitert. Ich hatte mir - auch durch Deinen Beitrag und Deinen Weg - erhofft, dass es dem PD gelingen möge, aus den ethnischen Käfigen auszubrechen und einen neuen pragmatischen und mehrsprachigen Weg aus der geteilten und aufproportionierten Watt- und Speckrepublik zu weisen.

Mit einer gewissen Resignation und einem Anflug von Frust nehme ich zur Kenntnis, dass unsere Gesellschaft und deren politische Ausprägungen noch nicht reif ist, die Zukunft unter neuen Vorzeichen zu gestalten. Die hart erkämpften Fressnäpfe sind stärker und nahrhafter als ein schöner großer Garten, der erst bepflanzt werden müsste.

Traurig.

Di., 31.05.2016 - 08:45 Permalink
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Karl Trojer Di., 05.07.2016 - 16:14

Liebe Cornelia,
ich kann Deinen Frust mit dem PD-Südtirol verstehen, bedauere aber sehr, dass Du aus Deiner Sicht nur noch das Handtuch werfen konntest. Über Jahre haben wir gemeinsam versucht, den PD in Südtirol als nicht-ethische Partei mitzugestalten. Voraussetzung dafür wäre mehr regionales Selbstbewusstsein mit der Vorderung nach einem autonomen Statut gewesen, aber dazu fehlten in der Delegierttenversammlung, ob der Flügelhavarien, der Mut und die Kraft. Schade ! Ich werde weiterhin im PD Mitglied bleiben und wünsche Dir weiterhion politische Energie und vielen Spaß am Theater ! Ciao Karl

Di., 05.07.2016 - 16:14 Permalink