Durnwalder/Kompatscher
Suedtirol Foto/Othmar Seehauser
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Rechnungshof

„Eine absurde Situation“

Arno Kompatscher über die veränderte Rechtslage bei den Abschüssen, seine volle Solidarität für Durnwalder und die Absurdität, dass das Land die Strafen eintreiben soll.
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Kommentare

Caro Presidente Kompatscher,
Le faccio osservare che la fauna selvatica rientra nel patrimonio indisponibile dello Stato, mentre i poteri afferenti alla sua gestione, tutela e controllo sono attribuiti alle Regioni. Detti enti territoriali, in quanto obbligati ad adottare tutte le misure idonee ad evitare danni a terzi da parte di tali animali, sono chiamati a rispondere dei danni provocati da animali selvatici a persone o a cose, il cui risarcimento non sia previsto da norme specifiche. Per questo motivo mentre i danni provocati dalla fauna selvatica sono indennizzati o risarciti dalle Regioni, i capi illegittimamente abbattuti sono e restano dello Stato (cui spetta, di conseguenza, l'eventuale risarcimento). Succede ovunque e non vedo nessuna illogicità.
Nel caso di specie, se lei ha letto la sentenza che giudica "illogica", avrà visto che è stato giudizialmente accertato che in tutti i casi in questione "l'abbattimento degli animali veniva sistematicamente disposto senza che ne ricorressero i presupposti", cioè senza alcuna adeguata istruttoria da parte degli uffici provinciali ed in modo sostanzialmente immotivato. Anzi, sempre nella sentenza che Lei giudica "illogica" si dà atto delle dichiarazioni confessorie di uno dei due convenuti in cui si afferma che "la gestione attiva dell'animale (stambecco) ha trovato la sua giustificazione in riferimento all'interesse culturale e venatorio e in relazione al valore del trofeo", tenendo quindi conto "dell'interesse venatorio e politico".
Adesso si scopre che i decreti in questione hanno invece evitato i danni causati da questi animali e gli effetti negativi sull'ecosistema, perché lo "sentenzia" Lei, sovrapponendo le sue personali conoscenze (basate su cosa non si sa, visto che i decreti pare non fossero motivati) alla verità processuale, accertata dal Giudice.
Piuttosto, se riteneva l'azione di responsabilità amministrativa lesiva delle competenze provinciali avrebbe avuto l'onere di sollevare immediatamente conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato. Invece non ha fatto nulla!
Solo adesso che, guarda caso, la sentenza di appello è sfavorevole al suo predecessore si aziona assai tardivamente ed investe strutture provinciali, pagate con i soldi dei contribuenti, per verificare se ci siano eventuali strade praticabili a difesa dell'Autonomia (si, certo!).
Peccato che non ci sia Autonomia senza legalità e le norme (statali o provinciali che siano) sono inutili se poi c'è qualcuno che si arroga il diritto di violarle impunemente.
La circostanza, infine, che poi Lei giudichi "assurdo" il fatto che, ricorrendone i presupposti, l'Amministrazione provinciale (cioè l'ente danneggiato) debba incassare da dipendenti ed amministratori condannati in via definitiva dalla Corte dei conti l'importo del danno accertato giudizialmente, perché non si potrebbe andare contro "la propria gente", dimostra per tabulas il perché l'Amministrazione regionale (e su sua delega quella provinciale) non avrebbero mai dovuto ricevere deleghe in materia di amministrazione della Giustizia, che la Costituzione affida da sempre allo Stato.
Anzi, se interroga la sua ripartizione legale le spiegheranno che è proprio una norma di attuazione a prevedere espressamente che "Spetta all'ente pubblico che ha subito il danno il risarcimento conseguente alla condanna del dipendente pubblico o dell'amministratore" (art. 10-bis d.P.R. n. 305 del 1988). Veramente assurdo!

Bild des Benutzers Markus Gufler
Markus Gufler 20.06.2018, 13:14

Egregio signor Schülmers, ho una domanda: la legge é uguale per tutti (i politici) ?

Das ist der blödeste Kommentar den ich auf Salto je gelesen habe! (meine eigenen mitinbegriffen!)

Bild des Benutzers luigi spagnolli
luigi spagnolli 20.06.2018, 18:49

L'intervento del Procuratore Schülmers è illuminante rispetto a come si è evoluta l'Italia rispetto alla gestione della cosa pubblica: avendo il potere esecutivo, il Governo, avocato sempre più a sé anche il potere legislativo, togliendolo al Parlamento divenuto ormai quasi solo palestra di retorica con il fine di spostare socialmediaticamente consensi in una campagna elettorale perenne, il vero unico grande scontro su chi comanda in Italia è ormai tra il potere esecutivo e quello giudiziario, che si è erto a baluardo politico in senso stretto del popolo insoddisfatto. Con la differenza di fondo che i politici sono una casta a scadenza eletta dal popolo, che ogni tot deve farsi rieleggere, mentre i magistrati sono una casta inamovibile che si autoriproduce, dato che le commissioni che scelgono i nuovi magistrati sono composte da altri magistrati o comunque da giuristi. E con un'altra differenza di fondo: che se il politico sbaglia paga, mentre il magistrato che sbaglia non paga mai.
Al di là di questa considerazione di fondo, il dott. Schülmers dice un'inesattezza: i capi selvatici illegittimamente abbattuti non "sono e restano dello Stato", bensì, ai sensi della Legge Provinciale sulla caccia, art. 11 comma 5, appartengono al gestore del comprensorio a cui essa è stata sottratta. La qual cosa ha una sua logica operativa: un selvatico che muore, in molti casi, in particolare se il cadavere si trova in una zona ad alta frequentazione antropica, richiede un immediato intervento di rimozione e smaltimento (non tutti i selvatici morti sono commestibili per l'uomo), che viene svolto dal sistema venatorio altoatesino. Lo Stato non ha certo interesse ad organizzare un servizio di asporto cadaveri di selvaggina, che invece dovrebbe sobbarcarsi, se il selvatico morto gli appartenesse, ovvero accollarsi le spese per farlo fare ad altri.
Infine una riflessione ecologica: la gestione della fauna selvatica da parte dell'uomo comporta la necessità di intervenire a sostegno delle specie in difficoltà (con interventi che ne favoriscano la riproduzione, come da noi per il gallo forcello o per il gallo cedrone), ovvero prelevando individui delle specie in sovrannumero, come si fa con la pianificazione venatoria. La natura reagisce sempre, ma non è matematicamente prevedibile, e può essere valutata solamente a posteriori. Ha dunque perfettamente ragione il Presidente Kompatscher quando sostiene che i prelievi autorizzati in deroga con decreti giudicati illegittimi hanno comunque prevenuto danni. Lo dimostra il fatto che, esiti dei censimenti alla mano, la fauna selvatica nostrana è più numerosa e con popolazioni meglio strutturate (in classi di età e di genere) e più in salute della gran parte dei territori italiani, e contemporaneamente che la Provincia paga danni da fauna selvatica in misura bassissima rispetto ad altre Regioni. Cioè si è lavorato bene, negli anni, anche se con atti non legittimi, che ora infatti non si emettono più: ogni atto di gestione della fauna selvatica, negli ultimi tempi, è stato accompagnato da tutti i pareri necessari, tanto che le Associazioni ambientaliste non ricorrono neanche più. Dunque con questa sentenza a chi ha lavorato bene viene rovinata la vita: chiedere 500 e passa mila euro di danni a una persona normale come il mio predecessore significa distruggere quanto da lui costruito in una vita onesta di lavoro. Ma alla Procura della Corte dei Conti questo non interessa: essa risponde solamente alle leggi. Anche se, come dimostra il commento del dott. Schülmers, ogni tanto fa anche politica...

Bild des Benutzers Luigi Mariotti
Luigi Mariotti 20.06.2018, 23:30

Gentile Direttore dell’Ufficio caccia e pesca, sulla sua “riflessione ecologica” vorrei fare notare alcune inesattezze:
1) “necessità di intervenire a sostegno delle specie in difficoltà (con interventi che ne favoriscano la riproduzione, come da noi per il gallo forcello o per il gallo cedrone), ovvero prelevando individui delle specie in sovrannumero.”
Il gallo forcello non è in sovrannumero. Nonostante gli interventi di prelievo (abbattimenti) la specie è in declino negli ultimi decenni. Anche il gallo cedrone è in declino, non è specie cacciabile in Provincia di Bolzano.
2) “esiti dei censimenti alla mano, la fauna selvatica nostrana è più numerosa e con popolazioni meglio strutturate (in classi di età e di genere) e più in salute della gran parte dei territori italiani”
In Alto Adige alcune specie animali hanno buone consistenze delle popolazioni, soprattutto gli ungulati (cervo, camoscio e capriolo). Altre specie sono invece in forte difficoltà e in declino negli ultimi decenni, anche a causa anche della caccia. Tra le specie in declino: pernice bianca, gallo forcello, coturnice, fagiano, quaglia (Fonte: Atlante degli uccelli nidificanti in Alto Adige – Arbeitsgemenischaft fuer Vogelkunde und Vogelschutz Suedtirol).
3) “Si è lavorato bene negli ultimi anni, anche se con atti illegittimi.” Si è lavorato bene per il mondo venatorio, in modo poco trasparente e con decreti che vengono resi pubblici solo dopo l’intervento della Difesa Civica, ed escludendo le associazioni ambientaliste da qualsiasi tavolo di gestione.

Aggiungo, da ambientalista, alcune mie considerazioni sulle criticità della caccia in Alto Adige:
- Periodi di caccia troppo lunghi (nove mesi all’anno), anche durante il periodo della riproduzione e cura dei piccoli, in contrasto con parere ISPRA.
- Avvelenamento da piombo (saturnismo) di uccelli rapaci (aquila reale e gipeto) a causa del metallo tossico contenuto nelle munizioni da caccia (ISPRA).
- Caccia a specie animali in declino (Lista rossa delle specie animali minacciate in Alto Adige).
- Caccia anche nelle aree protette (parchi naturali e biotopi protetti).

Gli animali dell’Alto Adige meriterebbero ben altra gestione.

Gentile dott. Spagnolli, mi permetto di segnalarle che non sono Procuratore da parecchio tempo, rivestendo altre funzioni che peraltro non svolgo in questa regione.
Certamente la Magistratura, come la Politica, si divide in caste e sottocaste, dove le fortune degli uni dipendono talvolta dalla benevolenza di altri, ma il discorso è troppo complesso per essere risolto in una battuta. Piuttosto occorrerebbe preoccuparsi di tenere Politica e Magistratura il più distanti possibile, senza affidare le sorti dei magistrati alla politica e viceversa.
E se lei ritiene, come molti, che la magistratura si erga a custode della politica, attraverso le sue azioni, le rispondo che più che le azioni bisognerebbe temere le inazioni della magistratura, ossia quei comportamenti passivi o compiacenti che magari lasciano correre per decenni comportamenti inammissibili di politici di peso per ragioni di convenienza o anche solo per quieto vivere. Anche e soprattutto attraverso le inazioni della magistratura si può - più o meno consapevolmente - determinare, in un senso o nell'altro, il panorama politico di un Paese, di una regione o di una provincia.
Circa l'affermazione che il giudice che "sbaglia" non paga mai, potrei risponderle solo sapendo cosa lei intende per "sbaglio". In ogni processo, civile, penale, amministrativo o contabile, ci sono generalmente due o più parti che portano davanti ad un giudice, in più gradi di giudizio, una controversia pensando di avere ragione. Solo una di esse può "vincere" la causa ed è ovvio che l'altra parte tenderà a pensare che il giudice abbia sbagliato. Appartiene dunque alla fisiologia del processo, spesso basato su attività valutative opinabili e complesse, che ci possano essere difformi verdetti tra il primo e il secondo grado del giudizio. Gridare allo scandalo, o peggio parlare di errore, perché il giudice di appello si mostri di diverso avviso rispetto al giudice di primo grado, condannando chi in primo grado era stato assolto, significa mettere in discussione la fisiologia del processo. A questo punto meglio sarebbe abolire il doppio grado del giudizio, come suggeriscono alcuni magistrati, assumendosene però tutti i rischi.
Se poi per "sbaglio" lei intende condotte dolose o gravemente negligenti del giudice siamo nella patologia del processo ed esistono specifiche normative che prevedono, come lei saprà, i casi e le forme per fare valere la responsabilità civile del giudice. Gridare però alla persecuzione giudiziaria ogni volta che si viene chiamati a rispondere di qualcosa, come spesso usano fare con leggerezza alcuni (per fortuna pochi) politici di professione, non mi sembra la ricetta migliore.
In ultimo una breve considerazione in ordine alla sua affermazione secondo cui "con questa sentenza a chi ha lavorato bene viene rovinata la vita" (in riferimento al suo predecessore, condannato a rifondere allo Stato un danno di oltre 500 mila euro) e "alla Procura della Corte dei Conti questo non interessa".
Premesso che credo (o almeno spero) che non esista un giudice o un pubblico ministero che infligga o richieda condanne per il piacere di farlo, trattandosi di atti che fanno parte dei suoi doveri di ufficio, il problema che lei pone non considera quella che è la disciplina del processo, in cui sono regolati i poteri delle parti, compresi quelli del giudice e del pubblico ministero.
Mentre il pubblico ministero deve - non può non farlo - esercitare l'azione di responsabilità per tutto il presunto danno, anche se ingentissimo, è compito del giudice accertarne la sussistenza attribuendo poi le responsabilità ai singoli convenuti. In pratica, se il custode di un museo si addormenta con la sigaretta accesa e causa la distruzione dell'intero edificio è chiaro che il danno per l'Amministrazione sarà enorme e che l'importo del danno non sarà mai proporzionale allo stipendio di un custode.
Tuttavia, come lei sa, nel giudizio di responsabilità amministrativa che si svolge davanti alla Corte dei conti solo il giudice ha il potere, per legge e ricorrendone i presupposti, di ridurre l'importo del danno da addebitare ai singoli convenuti (si chiama, non a caso, potere di riduzione dell'addebito). Ciò però avviene sulla base dei fatti e delle considerazioni che anche le Difese possono (e debbono) fare all'interno e nel corso del processo. Tra queste considerazioni che il giudice contabile, di primo e secondo grado, può essere chiamato a fare rientra anche l'immacolato stato di servizio del convenuto (il "ha lavorato bene una vita"), che sarà onere delle parti allegare e provare e che il giudice non si può inventare di sana pianta o dare per presunto.
Non so se nel giudizio a cui lei fa riferimento le Difese dei convenuti abbiano chiesto o meno la "riduzione dell'addebito", comprovandone le ragioni, ma se non lo hanno fatto il danno non poteva essere ridotto sulla base di fatti che il giudice non conosceva.
Quello che però non mi sembra ammissibile è che l'attuale verdetto - che purtroppo per gli interessati di fatto è quasi definitivo (il ricorso alla Corte di cassazione , infatti, può essere fatto solo per motivi di giurisdizione, che non mi sembra siano stati sollevati nel corso del giudizio e che quindi potrebbero essere coperti dal giudicato interno) - venga oggi messo in discussione e ribaltato nella sala stampa della Provincia autonoma di Bolzano attraverso dichiarazioni di chi ritiene assurdo eseguire sentenze che vanno contro la "nostra gente" (la "nostra" di chi, però, non si è ben capito!).

Grazie anche Lei dr.Schulmers, avremmo bisogno che ritornasse in Alto Adige.

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Servus Leute 20.06.2018, 13:16

mir gefällt es nicht, wenn die Politik sich über die Gerichte hermacht.

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Markus Gufler 20.06.2018, 14:07

Und ungekehrt?
Wie wärs zur Abwechslung mit einer Exekutive die sich bei uns "über jenanden hermacht"
Finden sie die Schadensersatz-Summe korrekt? Oder in ihren Worten: "gefällt" sie ihnen?

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19 amet 20.06.2018, 18:29

Gerichtsurteile haben nicht zu "gefallen", sonst sind wir bei der Freunderlwirtschaft. Sie sind zu akzeptieren oder man muss, in nächster Instanz, versuchen sie zu revidieren. Der Beitrag des Herrn Schülmers ist sehr interessant, und logisch begründet.

Bild des Benutzers Markus Gufler
Markus Gufler 20.06.2018, 21:41

Sie haben mich wohl doppelt falsch verstanden.
Mit umgekehrt meinte ich nicht das Gegenteil von "nicht gefallen" sondern wenn sich Gerichte über (bestimmte) Politiker hermachen.
Die Frage bleibt: gefällt es dem Beitragschreiber "Servus Leute" eher, wenn ein Politiker saftig bestraft wird?Niemand sollte das so missverstehen, dass ich von jemanden erwarte, dass ihm ein Urteil gefällt. Meine Frage bezieht sich auf Schadenfreude.
Capito?

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19 amet 20.06.2018, 22:15

Ich habe ihre Einstellung sehr gut verstanden. Sie sind der Meinung Richter machen sich über Politiker her.
Warum denn ? Wenn sie nichts verbrochen haben wäre es sinnlos. Oder wurde Dr. Magnago jemals vor Gericht gezerrt ? Wenn Dekrete ausgestellt werden die, laut aktueller Gesetzeslage, ungesetzlich sind, hat der betreffende Politiker die Folgen zu tragen. Oder hat ihm jemand gezwungen? Ob diese Dekrete dann, wie Spagnolli vielleicht richtigerweise meint, zum Nutzen anstatt zum Schaden beigetragen haben, ist Ansichtssache. Nur ideologisch vorbelastete Leute kennen "Schadenfreude". Als informierter Bürger halte ich mich an die Fakten. Nur auf deren Grund bilde ich mir meine Meinung.

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G. M. 21.06.2018, 16:52

Wo kein Kläger da kein Richter. Sprich: Es macht sich nicht das Gericht über bestimmte Politiker her so wie oben suggeriert wurde.

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Servus Leute 21.06.2018, 18:33

es geht nicht darum, ob es mir gefällt. Gerichtsurteile sind zu akzeptieren.
Das mit der "Schadenfreude" ist eine Unterstellung: das ist IHRE Denkweise, nicht meine.

Bild des Benutzers rotaderga
rotaderga 20.06.2018, 17:58

Der Sommerkindergarten ist auf das Land gezogen.

Bild des Benutzers rotaderga
rotaderga 20.06.2018, 18:04

Die Gesetze sind für alle gleich, und über deren Auslegung für die passenden Urteile entscheiden menschliche Wesen mit viel gut bezahlter ......Zeit.

Bild des Benutzers G. M.
G. M. 20.06.2018, 19:47

"menschliche Wesen mit viel gut bezahlter ......Zeit" Sorry, aber Berufsrichter haben schon die nötige Objektivität. Und viel Zeit und gut bezahlt würde ich auch bezweifeln.

Bild des Benutzers rotaderga
rotaderga 21.06.2018, 08:15

Für mich sind Richter und Staatsanwälte Wesen deren Denkweise nur durchs Richten geprägt ist.
Was nachher passiert ist denen wurscht.
Deren Produkt sind Urteile. Die Karrierechancen steigen mit abgeschlossenen Prozesse .Das eigentlich Störende an den Fällen sind die Menschen.
Eben oft Gehirne ohne Rückkoppelung, oder Wesen mit Tunnelblick aber umgekehrt von Außen nach Innen.

Bild des Benutzers G. M.
G. M. 21.06.2018, 16:06

Sie haben wirklich eine bemerkenswerte Ansicht unserer Gerichtsbarkeit die so sicherlich nicht zutreffend ist.

Bild des Benutzers Servus Leute
Servus Leute 21.06.2018, 18:34

im Grunde wie Berlusconi. Gefällt ein Urteil nicht, kommt die üble Nachrede.

Bild des Benutzers Andreas Berger
Andreas Berger 20.06.2018, 21:14

Ein Kompliment für den Beitrag von Luigi Spagnolli, auch für die Feststellung, dass die wahre Kaste heute nicht mehr die Politiker sind, sondern der Staatsapparat mit all seinen bekannten und unbekannten Funktionäre, die unbehelligt von Wahlen, Presse und Schadenersatzforderungen agieren können.

Bild des Benutzers luigi spagnolli
luigi spagnolli 21.06.2018, 09:10

Caro Mariotti.
come spesso succede non ci capiamo: se legge bene, ho scritto che il gallo forcello e il gallo cedrone sono specie in difficoltà, oggetto di interventi a sostegno (specifico: creazione di radure, interventi selvicolturali) da parte della Provincia e del sistema venatorio. Quanto alle specie in declino, le ricordo che quelle da lei citate da noi declinano (non tutte: la pernice bianca no), in molti altri territori sono scomparse. Le sue opinioni di ambientalista, infine, sono legittime ma assolutamente discutibili: a maggio 2016 la invitai nel mio ufficio e mi resi disponibile ad approfondire con voi queste e altre tematiche, dove e quando lo aveste ritenuto opportuno. Sono ancora qui chr aspetto. Senza polemica.

Bild des Benutzers luigi spagnolli
luigi spagnolli 22.06.2018, 08:29

Dott. Schülmers,
Lei è tuttora un magistrato. Un magistrato nella società civile ha il compito di applicare le leggi e di far condannare i delinquenti al fine di rendere più sereno e virtuoso l'operare delle persone oneste. Se un magistrato con la sua azione fa condannare una persona onesta genera un danno incommensurabile alla società, perché tutte le altre persone oneste si chiedono: perché mai vivere onestamente (che è in genere più faticoso e meno remunerativo che vivere nel delitto), se chi è responsabile del Servizio Pubblico Giustizia, invece che perseguire i delinquenti, si accanisce contro gli onesti? Rifugiarsi, come fa lei, dietro le procedure giudiziarie che il comune cittadino non conosce, né può conoscere, è un modo, mi consenta, banale di autoassolversi. Io sono un cristiano credente e so che altrove c'è un altro Giudice, che saprà condannare e assolvere per i meriti e non per le procedure. Fabrizio De Andrè, un grande poeta e cantautore del nostro tempo, non credeva, ma la pensava allo stesso modo (Un Giudice, 1971). Preferirei da cittadino una Giustizia funzionante già sulla Terra - che il Sistema Giustizia in Italia sia particolarmente inefficiente lo dicono tutte le statistiche internazionali -.

Gent. dott. Spagnolli, rispetto ovviamente la sua opinione, ma il compito di fare condannare quelli che Lei definisce "delinquenti" spetta eventualmente al Giudice penale e non alla Corte dei conti. Si tratta di magistrature diverse e con compiti totalmente diversi, e lei, mi perdoni, dovrebbe saperlo in qualità di dirigente ed ex amministratore. Altrimenti la stessa accusa dovrebbe muoverla al Tribunale regionale di Giustizia amministrativa, che si occupa di altro. La saluto cordialmente.

Gent. dr.Spagnolli, io me lo chiedo perché continuare ad essere onesta , visto quello che vedo accadere (e in altri casi non accadere) a Bolzano, e mi rispondo che lo faccio soprattutto per i miei figli, perché voglio continuare ad essere un esempio per loro.
Mi perdoni poi se mi sembra, dal suo commento, che lei, con le sue affermazioni, si erga a giudice, sicuro dell'onestà di taluni ... a prescindere dai fatti e quasi senza considerare sentenze già espresse, sempre che il suo discorso si riferisse al caso in questione!
Di principio concordo con lei: spesso i delinquenti sono a piede libero e gli onesti, subiscono ingiustizie mai ripagate (lo ho provato personalmente e potrei fare nomi e cognomi dei disonesti, che probabilmente lei conosce, visto che Bolzano è piccola e lei è stato il sindaco per molti, molti anni)
Mi domando però, senza discutere dell'onestà di persone che non voglio difendere e nemmeno giudicare, se la Provincia (Kompatscher in: https://www.salto.bz/de/article/19062018/sentenza-illogica ) si sarebbe mai mobilitata a difendere un comune cittadino, utilizzando denaro pubblico, visto che pare intenda far ricorso contro la sentenza! Ed ancora mi domando, senza entrare nel merito che non mi compete, se sia legale il procedere della Provincia in questi termini, utilizzando appunto soldi dei contribuenti? Non sarebbe più logico pensare semmai di costituirsi come parte lesa?

Dott. Schülmers, mi auguro Lei possa tornare in Alto Adige, magari come Proc. Capo, abbiamo bisogno di Magistrati come Lei, grazie per il suo operato, fino ad oggi

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