Politica | IL PROGETTO

"Un partito regionale, che oggi manca"

Roberto Bizzo e Noi per l’Alto Adige lanciano "un movimento territoriale, popolare, autonomista" per l'autunno. Appuntamento il 7 aprile. Da Trento spunta Mauro Ottobre.
Roberto Bizzo
Foto: LPA/ohn

Roberto Bizzo e l’area che a lui fa riferimento si preparano per costruire un movimento in vista delle elezioni provinciali dell’autunno. Il dialogo, come riporta il quotidiano Alto Adige, è a tutto campo, con civiche e moderati. E spunta persino nel confronto nell'area moderata esteso a Trento un fuoriuscito del Patt come Mauro Ottobre: deputato della scorsa legislatura, non è mistero sia in quel di Arco, paese natale, in aperta polemica con l’attuale sindaco Alessandro Betta (centrosinistra autonomista) e deciso a candidarsi alle prossime provinciali in Trentino con una sua lista, Autonomia dinamica (per la quale è ancora da vedere se con Patt, Pd, Upt o no).

Il convegno del 7 aprile con Atz e Palermo

Bizzo, che aveva dato laddio al Pd altoatesino a febbraio, conferma: «Noi per l’Alto Adige», la formazione che ha raccolto l'ala "bizziana" dei "dem", lavora al progetto rivolto alle provinciali. Guardando ad altri interlocutori e dialogando con le aree politiche vicine. L’idea è «un movimento territoriale regionale». Il primo appuntamento nel solco di questo progetto è fissato sabato 7 aprile con il convegno alle 9.30 nella sala di rappresentanza del Comune di Bolzano. Organizzano Luca Bertolini e altri del gruppo. Si parlerà di lavoro, sanità, autonomia. Attesi Hermann Atz, Michele Buonerba, Francesco Palermo, Cristina Zanella. Modera Ermann Pichler Rolle.

Chi sogna l'Svp italiana

Sono in diversi alla finestra, fra cui coloro che vorrebbero collegare Trento e Bolzano e ritagliarsi uno spazio – magari guardando alla rielezioneper un partito di raccolta italiano. C’è infatti fermento nell’area di lingua italiana che vorrebbe dare vita a un omologo dell’Svp, ma non per la rappresentanza tedesca o ladina. In prima fila Elena Artioli, che aveva lanciato l’idea della Stella alpina nella lingua di Dante (a cui però ha chiuso nettamente l'obmann Svp Achammer). Ora spunta anche Ottobre, che all'Alto Adige dice di essere in contatto con Angelo Gennaccaro. Potrebbe essere un comodo punto di partenza per cercare un buon risultato alle provinciali. Non manca molto infatti per i tempi della politica e i giochi sono iniziati.

Bizzo spiega il progetto

È lo stesso presidente del consiglio provinciale, entrato in rotta di collisione con Svp e Pd sulla questione toponomastica, a delineare i contorni del convegno e del progetto politico. “Partiremo dalle tre relazioni di Atz, Fazzi e Palermo - spiega Bizzo a salto.bz -. Seguirà la tavola rotonda sui vari temi, sanità, scuola, lavoro, con Cristina Zanella, Bruna Rauzi, Michele Buonerba e un’altra persona che deve ancora confermare per motivi logistici”. Non si guarda, precisa, direttamente alle provinciali. Ma l’orizzonte è quello. “In primo luogo ragioniamo sullo stato della rappresentanza politica nella Provincia di Bolzano. Facciamo un passo per volta, poi ci saranno altri ragionamenti”.

Mauro Ottobre? Io non ho preclusioni rispetto a un ambito che è territoriale, moderato, popolare e autonomista. Nella convenzione di Bolzano ci riempiamo la bocca sulla dimensione  dell'autonomia che comprende le due province, ma non esiste un partito autenticamente regionale. L’ultimo è stata la Margherita.

Sul dialogo con Ottobre Bizzo non mette paletti. “Io non ho preclusioni rispetto a un ambito che è territoriale, moderato, popolare e autonomista. Non spetta a noi dare patenti di sorta e non ci sono monopoli alla rappresentanza. Chiunque si riconosca in questi contorni di un progetto politico è ben accetto”. Bizzo punta sulla dimensione regionale, facendo un paragone importante. “Nella convenzione di Bolzano e nella consulta di Trento sullo Statuto - conclude - ci siamo riempiti la bocca della dimensione regionale dell’autonomia, ma non esiste un partito autenticamente regionale. L’ultimo è stata la Margherita”. Che nel frattempo però è passata alla storia.

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Massimo Mollica Ven, 03/30/2018 - 19:43

io mi considero progressista, europeista e autonomista. E vedo bene pure uno sguardo al Trentino. Però onestamente, con tutto il rispetto, penso che oggi non manchi "Un partito regionale" ma un partito che ascolti le esigenze dei cittadini. E un partito per principio deve basarsi su dei valori. Questo per esempio è il difetto maggiore del movimento 5 stelle, che di valori veri e propri non ne ha. In secondo luogo un partito dev'essere democratico. Ovvero deve permettere a chiunque di poter partecipare ed essere ascoltato. Quindi un partito deve ascoltare la società, la gente.
Tutte queste caratteristiche sono proprie della SVP che raccoglie in sè più istanze da quelle più a sinistra a quelle più a destra (o centro destra). Basterebbe quindi copiare la SVP. Nel caso specifico una sorta di SVP italiano non potrebbe essere l'ennesimo partitino ma semmai l'unione di tante realtà creando un' unica voce. Una sorta di Ulivo locale che spazia dal centro che guarda a destra fino alla sinistra. Dev'essere un'unica voce fatta da più realtà che dialogano fra di loro ma che ascoltano costantemente i cittadini.
Da quello che si legge pare che nascerà l'ennesimo partitino e i protagonisti non sarà certamente gente nuova.

Ven, 03/30/2018 - 19:43 Collegamento permanente