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Trasporto pubblico

Sasa, la conferma delle dubbie strategie

Al recente incontro sulla mobilità a San Giacomo sono saltate fuori le “strategie” di Sasa: le non risposte confermano quanto anticipato da molto tempo qui su salto.bz.
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L’occasione della presentazione dei progetti di mobilità al teatro di San Giacomo di Laives è stata l’occasione per porre da parte mia domande sulle scelte (o non scelte, a seconda dei punti di vista) fatte (o, meglio, non fatte) sul trasporto pubblico. Un’occasione di discussione che era d’interesse peraltro anche per i bolzanini che all’incontro, però, erano del tutto assenti (tranne, se non sbaglio, chi scrive queste righe). Mi limiterò all’ambito del trasporto pubblico.

Prendo nota che, purtroppo, negli articoli della stampa sull'incontro non ho letto una riga sulle scelte di Sasa, perché non s’è capito di cosa si discuteva? Oppure ci si è semplicemente astenuti dal riferirne? Sul perché me lo sto chiedendo da anni e rimarrà probabilmente un tema inevaso.

I vertici di Sasa si è rimasti molto (volutamente?) fumosi (siamo bravi, siamo ecologici, bus elettrici e idrogeno a gogò, sappiamo che ci sono problemi, faremo, brigheremo, risolveremo...). Sulle tematiche del tpl in merito alla flotta ho quindi incalzato i relatori e sulla vetustà ha espresso chiare perplessità anche la moderatrice della serata.

In sintesi quanto ho esposto:

  • con quale flotta si intende andare avanti se poi si continua a parlare di aumento del servizio pubblico, tema su cui spesso si sente parlare ma finora senza alcun dato concreto
  • come si intende affrontare il grave problema della vetustà della flotta sulla base dei criteri qualitativi della Provincia (oggi prevedono bus di massimo 12 anni, con le nuove concessioni il limite sarà di 10 anni) che comporterebbero OGGI la necessità di sostituire 70 e rispettivamente 100 bus
  • la priorità data ad investimenti “ultra green”rispetto alla vetustà della flotta, che assorbono, di fatto, risorse per acquistare un numero consistente di autobus a trazione convenzionale
  • come sia possibile andare avanti con un ritmo di rinnovo della flotta a scadenza quinquennale dal 2008 in poi e che ha dato spazio solo alla trazione a gasolio in piena violazione di quanto dettato dal Piano Clima per gli obiettivi del tpl per il 2025
  • come sia possibile parlare genericamente di rinnovo della flotta quando il piano provinciale degli investimenti sulla mobilità, approvato a metà febbraio, per Sasa prevede solo 31 bus (evidentemente a gasolio vedendo il costo esposto) e non i 38 annunciati a fine 2016, poi i noti bus elettrici e, solo nel 2021, altri bus a idrogeno
  • come sia stato possibile andare a fare una società in-house con lo stesso ente provinciale (che è risaputo voleva invece mettere a gara anche il tpl urbano per scaricare i costi di rinnovo della flotta sui nuovi concessionari) che ha penalizzato il rinnovo della flotta negli ultimi dieci anni evidenziando che, al di là della scelta politica che come tale va considerata e che non commento, nelle delibere a favore della soluzione in-house non c’è un solo dato economico a sostegno della scelta (non sono stato smentito su questo aspetto)

Ho percepito subito come le riflessioni poste pubblicamente abbiamo creato un certo imbarazzo al tavolo dei relatori, anche se hanno raccolto il consenso del pubblico presente. Non mi si è stato risposto su gran parte dei temi posti ma anche le non-risposte sono pur sempre delle risposte. L’intervento del primo cittadino di Laives a difesa della società in-house non ha sortito effetti di sorta perché “sarebbe stato necessario un approfondimento per il quale non ci sarebbe stato il tempo”. Va bene… ma la società in-house è oggi, di fatto e al netto di probabili ricorsi, una realtà.

"La Provincia deve finanziare il rinnovo della flotta"... punto e a capo...

L’affermazione del presidente di Sasa che “se la Provincia ha tali criteri qualitativi per i bus dovrà prevedere i necessari investimenti”, è stata smentita dal piano investimenti provinciale sopra citato, ed appare quindi ben diverso dall’affermare in consiglio comunale a Bolzano di essere “partner ascoltati allo stesso livello”. In poche parole, come ho sempre scritto e detto, se prima la Provincia teneva per il collo la Sasa non finanziandone il rinnovo del parco mezzi, ora la Provincia lo fa formalmente nella sua posizione di supremazia all’interno della stessa Sasa avendo sempre i cordoni della borsa. Il dato di fatto è che i soldi per il rinnovo della flotta come sarebbe necessario non ci sono. Si è sempre solo e sempre lì a tamponare emergenze di una flotta spesso imbarazzante, come visto dal 2008 in poi e con l’acquisto di 42 bus solo diesel nel 2012/13. Che poi invece ci siano per la (follia dei) 120 milioni di Euro per il tram (quando ci sarebbero delle alternative ben più percorribili), come ho evidenziato nel mio intervento, è chiaro che anche questa volta c’è il rischio che si penalizzi il rinnovo della flotta di Sasa, idrogeno docet. Staremo a vedere nei prossimi cinque anni ma il tutto (o, peggio, il poco) è già stato stabilito.

Sia mai pronunciare le parole "diesel" e "gasolio"!

I vertici Sasa si sono ben guardati dall’affermare quale tipologia di trazione avranno i nuovi bus (e quando se ne parla l’irrigidimento è evidente…), le parole “diesel” e “gasolio” non sono state pronunciate, in perfetto stile da “dopo dieselgate”, mentre, come si è detto, si stanno preparando le gare. Ovviamente in “camera caritatis” perché semplicemente chi di dovere (la politica comunale dei tre comuni proprietari) ritiene (da anni) di non porre talune (scomode?) domande. Che si scelgano adesso bus ibridi-gasolio per poter affermare, come ho sentito, che si avrà una “flotta all’avanguardia in Italia”? Peccato che ciò faccia a “botte” con i mezzi finanziari previsti salvo che…

Più autobus in circolazione, così rimangono parte di quelli vecchi!

Ma il punto è un altro. Come già scritto in precedenza, non è che togliendo la composizione della flotta dal proprio sito internet, come ho evidenziato, il problema della vetustà della flotta si sia risolto. Anzi, proprio sul fatto del potenziamento del servizio pubblico combinato con un ridotto rinnovo della flotta, ed è questa una notizia evidentemente non arrivata a chi era presente dei media, è che si dovrà ancora andare avanti negli anni con bus vecchi e con bus usati, cosa che è fondamentale poiché ciò è percepito negativamente da chi utilizza i mezzi ogni giorno, autisti compresi, per quanto ho appreso recentemente. Si intende così incentivare i/le cittadini/e ad utilizzare i mezzi pubblici? Ne dubito.

Lo ha confermato il rappresentante del Comune di Laives nel CdA di Sasa che, bontà sua, ha parlato di “bicchiere mezzo pieno”. Faccio fatica a condividerne le posizioni e dubito che abbia mai letto i miei interventi qui su salto.bz.

Sono più importanti le "foglie di fico" e l'immagine rispetto ad una flotta moderna?

Salvo che, come al solito, la questione non diventi, per carità legittimamente, una questione di sostegno (politico) ad una società (ricordo, in mano pubblica e quindi, per farla breve, di proprietà dei/lle cittadini/e) che continua a straparlare di mobilità elettrica e a idrogeno, che da tempo sono le perfette “foglie di fico” di una realtà che invece è ben diversa da quella eterea e fantastica che i vertici di Sasa illustrano ad ogni piè sospinto e che viene evidentemente accolta senza riserve e come oro colato nelle sedi istituzionali. Peccato che semplicemente e banalmente non sia così, è “fattuale“ (cit. Crozza-Feltri).

Si terranno incontri pubblici similari anche a Bolzano e a Merano? Chissà…

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Kommentare

Bild des Benutzers Sepp Bacher

Vorweg ein Frage: Sind moderne Diesel-Busse nicht bereits der Abgasnorm Euro VI mit einer Kombination aus Oxidationskatalysator, einem geschlossenen Dieselrußpartikelfilter und einer SCR-Anlage ("AdBlue") ausgestattet? Oder genügt das noch nicht? Sicher wären Elektro- oder Wasserstoff-Hybrid-Busse besser. Sind diese viel teurer oder gibt es andere Gründe, warum man zögert, auf Letztere um zu steigen, da man schon eine teure Wasserstoffanlage in der Spaghettata in Bozen Süd errichtet hat und betreibt? Der Betrieb dieser Anlage ist sicher auch kostspielig!
Leider konnte ich nicht bei erwähnter Veranstaltung dabei sein. Zudem liegt es mir mehr, meine Meinung, meine Erfahrungen und meinen Standpunkt zu schreiben, als ihn in einer öffentlichen Versammlung vor zu tragen. Folglich habe ich einen Brief an Frau Dr. Piffer, SASA-Direktorin geschrieben. Ich bin gespannt ob ich eine Antwort erhalte und welche!?
Ich benutze vorwiegend die Busse 110, 111, und selten 112. Ich benutze zunehmend auch andere Bozner Linien, Busse des außerstädtischen Öffentlichen Nahverkehrs und Züge. Ich habe jetzt also mehr Vergleichsmöglichkeiten.
Meine Erfahrung ist, dass die SASA-Busfahrer grundsätzliche keine kundenfreundliche und professionelle Haltung gegenüber den Fahrgästen/Kunden darlegen. (Das ist bei SAD-Bussen und -Zügen wirklich besser!) Sie denken z.B. nicht, wie es alten und greisen - ja zum Teil auch gebrechlichen – Menschen ergeht, wenn sie ruckartig anfahren und abbremsen, was bei SASA ja fast zum Standard gehört (haben die schlechte Kupplungen und Bremsen oder haben einfach die Fahren eine falsche Einstellung?).
Weiters passiert, dass sie mit viel Schwung in Kreisverkehre, liegende Polizisten und über holprige Straßen fahren. Alte Menschen leiden häufig an Gelenkschmerzen, haben mehr Probleme mit dem Gleichgewicht und eine verlangsamte Reaktionsfähigkeit u.s.w.
Vorschlag wie man dem entgegenwirken können:
Mehr Sitzplätze für Behinderte, Alte und gebrechliche Menschen, für schwangere Frauen und Mütter mit Kleinkind zu reservieren; z. B. alle Sitze bis zum ersten Ausstieg. Bei den Doppelbussen eben im Verhältnis mehr. Betroffene Menschen aufzufordern, die Plätze auch zu beanspruchen und junge und gesunde Menschen aufzufordern besagter Zielgruppe die Sitzplätz frei zu machen.

Was noch passiert und wirklich intolerabel ist: (das kommt vor und ist auch mir passiert) – dass Fahrer von Doppelbussen die Türen des hinteren Ausstiegs nicht öffnen und trotz gegen die Türhämmern und rufen einfach weiter fahren. Als mir das passiert ist, stellte ich den Fahrer zu Rede. Er rechtfertigte sich, dass er mich nicht gesehen hätte. Was ist das für eine Antwort – zumal viele Menschen im Mittelgang standen. Eine Frau, die mit dem Fahrer redete und er wahrscheinlich dadurch ablenkt war, hatte noch die Frechheit mir zu sagen, es würde mir gut tun, wenn ich ein Stück weiterlaufen müsste. Bei einem 111-Bus wollte ein – meiner Schätzung nach – über 80-jähriger Mann beim Flugplatz aussteigen, aber der Fahrer öffnet die Tür hinten nicht. Er musste dann zu Fuß von der Haltestelle bei der VIVES zurückgehen. Das ist schon für fitte Menschen mit einer guten Reaktion eine Herausforderung, zu mal es beim Kreisverkehr bei der vielbefahrenen Umfahrungsstraße in Bozen Süd (Einsteinstr.) keine Fußgängerübergänge gibt.

Bei den Bussen, die durch St. Jakob fahren, hapert es arg mit der Pünktlichkeit – und zwar unterschiedlich nach Linien: Während die 111 relativ pünktlich von Leifers kommt, muss man bei der 110 schon mal 10 – 15 Minuten warten; im schlimmsten Fall fällt ein Bus ganz aus! Am Verkehr kann es nicht liegen, denn alle drei Linien fahren bis St. Jakob in etwa den gleichen Weg!? Gibt es in Branzoll vielleicht eine Bar in der Nähe von “Capolinea”? Außerdem bräuchte es Sonntags häufuger eine Verbindung nach Bozen!
Zu Zeiten wo es wenig Verkehr und auch wenige Fahrgäste gibt, passiert es auch, dass Busse dem Fahrplan entsprechend zu früh unterwegs sind und man sie dann verpasst. Meines Erachtens müssten die Busse den Fahrplan mindestens an jenen Stationen einhalten, die im Fahrplan angegeben sind: in meinem Fall in St. Jakob/Zentrum. Das ist bei SAD-Bussen Standard: entweder sie fahren langsamer und bleiben bei der Haltstellen bis zur fahrplanmäßigen Abfahrt stehen.

Apropos Haltestellen: Es kommt vor, dass Fahrer bei Haltstellen gar nicht stehen bleiben, wenn die Fahrgäste nicht am Straßenrad winken; es passiert, dass Leute den Bus zu spät bemerken, an den Haltestellen sitzen, oder gerade den Fahrplan studieren: Pech gehabt!! Ebenso passiert, dass Fahrgästen, die den Bus im letzten Moment bemerken, einfach vor der Nase die Türe zugemacht wird – trotz gegen die die Türe hämmern!

Letztens fuhren über mehrere Wochen genannte Busse anstatt durch die Battisti- über die Freiheitsstraße. Bei den Haltestellen dort gab es aber keine Hinweise, Keine Fahrpläne und die Abfahrts- bzw. Wartezeiten schienen auch nicht auf der elektronischen Anzeige auf. Dort gab es auch keine Infos, als sie nicht mehr dort fuhren, die Menschen sich aber schon daran gewöhnt und eingestellt hatten!! Noch Kunden-unfreundlicher geht wohl nicht!! Oder?

Bild des Benutzers Michele De Luca

Sehr geehrter Herr Bacher, über die Angelegenheit Dieselbusse von Sasa habe ich oft darüber geschrieben und das Thema könnte man auf die Überlandbusse ausdehnen, wo ausschließlich Dieselbusse verkehren. Sie können meine Beitrage sehr einfach auf salto.bz finden. Elektro- und H2-Busse sind eine Alternative, aber mit sehr hohen Kosten verbunden, teilweise noch experimentell und zurzeit nur als Prestigeobjekt zu sehen sind, um - leider - über den katastrophalen Zustand der Sasa-Flotte nicht zu reden. Meiner Meinung nach sollte man sich nämlich endlich auf die veraltete Sasa-Flotte konzentrieren. Da die Gelder einfach nicht da sind, da sollte man erstens über die Erneuerung der Flotte reden und dies geht nur über die konventionellen Bussen. Über die Fragen an die Sasa-Direktorin, bin neugierig ob Sie eine irgendeine Antwort bekommen werden.

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