Sgombero di Natale
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senza dimora

“Se non hanno pane, che mangino brioche”

L’insostenibile retorica del rifiuto dell’accoglienza per giustificare gli sgomberi ai danni dei senza dimora. Come funziona davvero la bassa soglia a Bolzano (Parte 1).
Von
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Elisa Brunelli27.12.2021
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Kommentare

Bild des Benutzers Karl Trojer
Karl Trojer 27.12.2021, 11:15

Un grazie alla Signora Brunelli per questo richiamo a più solidarietà con in piú poveri ! Voglia in Consiglio Provinciale deliberare una legge che garantisca ad ogni persona, vivente in questa nostra ricca Provincia, un minimo indispensabile per vitto ed alloggio !

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Massimo Mollica 27.12.2021, 11:38

Ringrazio SALTO e colei che hai scritto questo prezioso articolo.
Se esistesse davvero il Natale, tutti dovremmo discutere su come risolvere questo problema. Ma siccome il Natale, quello autentico, non esiste più, sostituito da imperante ipocrisia che ci porta a fare auguri e regali e allo stesso a mandare a quel paese tutti quanti, questo fatto passerà in secondo piano.
Consapevole di non essere nessuno e di avere molti limiti, provo a fare una proposta. (che chiaramente resterà insascoltata).
Partendo da una questione etica (siamo esseri umani e dobbiamo agire come tali) che vede nell'altro un mio fratello e sorella, come comunità intera non possiamo non prenderci cura di chi ha problemi. E questo anche quando mio fratello e mia sorella non parlano la mia lingua, credono in un Dio con sfumature differenti, und so weiter. Perché siamo esseri umani, e non come coloro che hanno chiesto alla EU di creare un muro (ogni riferimenti agli austriaci è voluto). E per comunità non intendo Bolzano Bozen bensì Alto Adige Südtirol. Ovvero uno dei posti più ricchi al mondo! Proprio perché l'autonomia è importante, e lo è anche nell'aiuto verso il prossimo!
Cosa propongo io? Per me l'organizzazione è fondamentale. Lo è in un'azienda, lo è altrettanto nella res pubblica. Nell'articolo vediamo oltre all'indifferenza anche burocrazia. La stessa, per esempio, che sta rallentando la transizione ecologica, anche in questa terra.
Quindi creerei un organo di coordinamento per le questioni sociali. Una sede provinciale a cui fanno riferimento tutte le organizzazioni. Un centro a 360° per l'aiuto verso il prossimo. Dalle Acli fino alle Formiche passando per Volontarius e il Banco Alimentare. Però dev'essere un organo provinciale con tanto di dipendenti (provenienti dalla stessa realtà precaria). Questi devono dare supporto burocratico a tutti. Si gestisce ogni caso, prendosene cura come se si trattasse di propri parenti.
A questo si aggiunge una serie di strutture presenti in tutta la provincia adibite al vitto, ma non solo. Non basta dare una alloggio alle persone (fondamentale in questo periodo di gelo) ma bisogna anche seguirle. Seguirle in primis psicologicamente e poi dandogli delle opportunità. Le stesse che non abbiamo dovuto cercare noi che siamo tutti "figli di papà" nati già con la pancia piena e non conosciamo il significato di fame.
Dobbiamo dargli l'opportunità di ritrovare un senso della vita (e forse così troveremo anche noi un senso, noi che siamo intenti a guadagnare più che possiamo). Solo seguendoli riusciamo a risolvere il problema alla radice.
Se volessimo vederla in chiave economica (perchè molti solo in questo modo ragionano) è un investimento che porterà benefici alla comunità stessa.
Questo lo dico in forza dei valori etici sopra espressi ma anche perché è la storia che ce lo dice. O ci si salva tutti oppure non si salva nessuno. (anche chi ha la pancia piena). Però lo dobbiamo volere tutti, altrimenti non funziona. Altrimenti non siamo comunità e si salvi chi può.

Bild des Benutzers riccardo di valerio
riccardo di valerio 28.12.2021, 09:49

A prescindere sarebbe interessante sapere chi è quel generoso filantropo che affitta quel capannone dirupato alla modica cifra di 35.000 euro mensili.
Un semplice calcolo porta alla cifra di quasi 400 euro ad ospite.
La stessa cifra è quella che si trova nel mercato ammobiliare - ammobiliato di Bolzano con la differenza che quelle sono case e sopra si parla di un magazzino che se non fosse affittato sarebbe già una discarica abbandonata.
Non è chiaro se la provincia sia gestita da scialacquatori incapaci che non tirano sui prezzi o se c'è qualche compromesso storico tra affittuario e affittavolo solo che dato che i soldi sono della comunità e presumo tutti siamo stufi di personaggi che speculano a destra e sinistra e magari a Natale vanno pure alla messa di mezzanotte, qualche politico diciamo che voglia fare chiarezza dovrebbe sollevare la questione in comune, in provincia, in regione, a Roma e pure in Europa.
In fede.

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